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462. Chiara Centofanti / 100orti

5 minuti 953 parole

Coltivare la biodiversità, tra antichi ortaggi, frutti dimenticati e aromi introvabili. Intervista a Chiara Centofanti, ideatrice di 100orti. Entra in contatto con Chiara

Parole: 930 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Un’intervista al profumo di basilico al limone: Chiara Centofanti ci racconta i suoi “cento orti” mentre semina le erbe aromatiche. La laurea in agraria ha dato il LA alla sua passione per la terra e per la coltivazione, in direzione di una nuova consapevolezza alimentare, passando attraverso la ricerca di sementi rare e antiche. Il risultato? Orti all’insegna della varietà, in un’apparente confusione di ortaggi, fiori, erbe, con oltre 400 varietà di pomodori e nuove idee di business.

Come comincia l’avventura di 100orti?
100orti compie 5 anni e mi sento per questo di fare un primo bilancio della mia attività, che però è sempre in divenire, mai uguale a se stessa e foriera di ulteriori sviluppi. Il tutto è iniziato molto prima, circa 17 anni fa, quando ho proposto gli orti scolastici, che ho seguito fino ad otto anni fa, fino alla nascita del mio primo figlio. L’idea è venuta dalla mia passione per la terra, per la mia campagna che vedevo divorata da cemento e capannoni. Ho messo a frutto un pezzetto di quella terra, per preservarla da un destino grigio e recuperare la tradizione agricola del posto dove sono nata. Ora che ci penso, non ho mai pensato di cercare un lavoro, ma ho sempre cercato di far nascere qualcosa utilizzando quello che avevo, in questo caso la terra e una laurea in agraria. Ho così dato voce alla mia passione di coltivare e ho trovato il modo per rispondere ad un grande interrogativo: “Ma come mangiamo?”
Sentivo l’esigenza di ripartire dalla materia prima, in particolare da ciò che si coltiva nell’orto. Oggi mi occupo di biodiversità e coltivo ortaggi unici, dalle varietà dimenticate ad ortaggi provenienti da tutto il mondo. La superficie dei miei orti si è moltiplicata per cinque e lavoro anche in serra.

Bio, biodinamico, Km0, vegan? Quale filosofia segui?
Mi interessano poco le mode e ancor meno le etichette. Io credo che il vero trend sia quello della consapevolezza alimentare (una scelta condivisa anche da EXPO2015 ma Chiara non lo stava considerando, ndr), forse in questo ho precorso i tempi. Dobbiamo essere in grado di riconoscere e scegliere la qualità. Ci sono ancora molte persone che non riescono a cogliere la differenza tra i nostri prodotti e quelli che si trovano al supermercato, altri che invece apprezzano le varietà uniche e gli aromi introvabili che ci sono da noi.
Qui facciamo coltivazione “alla 100orti”, senza altre etichette. È un’agricoltura che definisco “secondo coscienza”, trasparente. Non usiamo chimica, ma seguiamo i criteri biologici. Nel tempo ho sviluppato una tecnica personale, ben più stretta del classico protocollo del biologico, che prevede comunque l’utilizzo di alcune sostanze. Noi qui puntiamo a coltivare senza alcun intervento della chimica. Il nostro credo è la biodiversità: attraverso la rotazione delle coltivazioni e l’uso di fiori ed insetti, creo un ambiente favorevole che mi permette di non usare insetticidi, neanche se biologici. La parola d’ordine è “tornare al naturale”, con tecniche agricole che non seguono la logica della lotta ma partono da una visione olistica dell’orto. Il nostro mestiere è riportare all’equilibrio questo ambiente, riportare il suolo in salute, in modo che le piante crescano bene.

Com’è lavorare nell’orto?
Si lavora anima e corpo ma divertendosi, si fatica molto ma ci si emoziona almeno altrettanto. Questa è passione, come è inevitabile che sia quando si sta a contatto con la natura, con la vita. Ogni giorno è una scoperta, si rivive il senso di attesa, si sperimenta la ciclicità delle stagioni. Si tengono attivi tutti i sensi con i profumi, i colori, i sapori (quelli veri e originali). Ecco perché dico sempre che stare a contatto con la natura è un grande, continuo insegnamento. E poi si cucina molto bene con le materie prime di qualità, che non richiedono sofisticazioni di sorta.

Chi sono i tuoi clienti?
I miei clienti arrivano a me principalmente dal passaparola, una forma molto valida di promozione. Li posso definire dei “consapevoli alimentari”, sono curiosi di scoprire nuove (o antiche) varietà e apprezzano i prodotti di stagione, coltivati in modo sano e naturale. Oggi conto tra i 35 e i 50 abbonati (alle cassette settimanali, ndr). Mi sta dando soddisfazione anche la vendita al minuto al mercato settimanale, perché dà modo alle persone di scegliere, di provare cose nuove. Le modalità del servizio sono sempre a misura delle esigenze del cliente.

Come è cresciuta la tua impresa?
Come si può immaginare, il mio è un piccolo business che arriva al pareggio dal punto di vista economico. Ho due dipendenti e anche la mia famiglia mi dà una mano. Punto comunque ad un’espansione, con la crescita del numero degli abbonati al mio servizio e con la consegna a domicilio in località limitrofe a Vicenza. Ora offriamo diverse opzioni: la vendita diretta, dall’orto al mercato in piazza; l’acquisto di una borsa di prova con un assortimento di quello che produce l’orto in quel dato periodo; l’abbonamento, che può essere annuale o flessibile, valido per 10 consegne settimanali. In un prossimo futuro ci sarà anche l’acquisto online.

E i prossimi passi, dove ti porteranno?
C’è in previsione di fare formazione e di organizzare incontri sul cibo e sulla cucina in generale. Le idee sono molte e aspettano solo che scatti la scintilla con altre realtà che mi circondano, per creare cose nuove insieme. Ora per 100orti mi occupo di ogni aspetto ma conto di affiancare a questo anche altre attività. E’ presto per parlarne ma tutto partirà dalla materia prima dei miei orti, che è di ottima qualità. Le prossime tappe saranno frutto di sinergie.

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Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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