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482. Luca Cappelletti / AddLance

6 minuti 1008 parole

Una piazza online tutta italiana, per far incontrare il libero professionista con il suo prossimo committente. Intervista a Luca Cappelletti di AddLance. Entra in contatto con Luca

Parole: 940 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Dal desiderio di aiutare il popolo delle partite Iva ad entrare in contatto con le aziende, AddLance contribuisce all’evoluzione del concetto di lavoro, proiettando le tradizionali imprese italiane verso lo smart working del futuro.

Com’è nato AddLance e come funziona?
Il progetto AddLance è nato per caso: un amico non poteva recarsi al lavoro per un dolore alla schiena e ci siamo chiesti se non potesse lavorare comodamente da casa.
Contemporaneamente ci siamo resi conto come sia molto affermato all’estero il nuovo modo di lavorare che fa leva sui nuovi e potenti mezzi informatici, dove il team e i collaboratori sono distribuiti tra più sedi.
Inoltre, i siti per il lavoro italiani sono tutti rivolti al lavoratore dipendente: non c’era nulla che si occupasse dei professionisti. Questa è una grande lacuna, visto che siamo la nazione delle partite Iva.
Da qui l’idea di AddLance: una piattaforma per far entrare in contatto domanda ed offerta di lavoro freelance.
Il cliente, che può essere un privato o una azienda pubblica, inserisce il progetto da realizzare indicando i risultati attesi, le tempistiche e un intervallo per il budget. I professionisti rispondono inviando le loro offerte economiche e preventivi dettagliati. Il cliente può così confrontare i preventivi e scegliere il migliore.
I lavori sono generalmente svolgibili da remoto: anche i professionisti che vivono lontani dai centri economici italiani possono quindi trovare clienti in pochi passaggi.

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[pullquote]…permette di far sentire gli utenti seguiti passo-passo nella loro fase di ricerca.[/pullquote]

Quali strategie e/o attività di marketing hanno contribuito al successo del progetto?
La chiave del successo è ascoltare contemporaneamente sia la voce dei clienti sia quella dei freelance, cercando di individuare le loro esigenze e trovare il giusto equilibrio fra le parti.
Il network con i professionisti e un servizio rapido di supporto entro 24 ore, permette di far sentire gli utenti seguiti passo-passo nella loro fase di ricerca.
Altra strategia indispensabile è avere la pazienza di modificare e migliorare incessantemente la piattaforma e il nostro servizio, sapendo che ci sono sempre spazi di miglioramento.
Quindi in poche parole: mai rilassarsi!
I risultati sono arrivati: in 3 mesi abbiamo assistito ad una crescita a tripla cifra degli iscritti. Ora puntiamo a quota 10.000 entro l’anno.

Quali sono gli ostacoli che devono affrontare i freelancer nel mercato italiano, in particolare quelli che svolgono lavori di concetto?
Anche in Italia come all’estero, c’è una lunga gavetta iniziale prima di raggiungere dei traguardi professionali. La differenza maggiore sta nella mentalità italiana, dove chi si mette in proprio abbandonando il posto fisso è guardato con diffidenza, quasi come se si stesse commettendo un qualche peccato nel cercare la propria via verso il successo.

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Avete riscontrato questo tipo di diffidenza quando avete lanciato AddLance?
Da un certo punto di vista, no. Abbiamo molti amici nell’ambito delle startup, quindi capiscono il tipo di lavoro e ci danno supporto. Ma in un ambiente al di fuori di questo tipo di imprenditoria abbiamo qualche difficoltà a spiegare cosa facciamo.
Per esempio, anche il nostro commercialista inizialmente ha fatto fatica a capire cos’era e come inquadrare la nostra azienda.
Non ci sono ancora a livello nazionale delle prassi che prendono in considerazione un tipo di lavoro innovativo. È un ambiente che non è ancora assorbito dalle normative attuali, che cercano invece il prodotto fisico o un concetto di lavoro tradizionale. So che molti si trovano così a dover assumere i propri collaboratori con contratto metalmeccanico o del commercio, proprio perché manca un contratto di riferimento per questi tipi di lavoro.

Il contratto di telelavoro non è sufficiente per colmare questa lacuna?
Il contratto di telelavoro è comunque da dipendente. Semplicemente permette di lavorare da casa. Il libero professionista spesso ha più committenti e non ha bisogno di un contratto che lo leghi ad un datore o luogo di lavoro, ma di un punto di incontro tra domanda e offerta.

[pullquote]…sempre più imprese abbracceranno un nuovo modello di lavoro estremamente flessibile ed efficiente.[/pullquote]

Le aziende italiane sono ricettive al concetto di smart working?
Le piccole aziende che hanno familiarità con le nuove tecnologie sì, senza dubbio. Altre invece preferiscono ancora un colloquio faccia a faccia oppure cercare un collaboratore nella stessa città che possa raggiungerli in sede.
Siamo fiduciosi che, anche grazie ad AddLance, sempre più imprese abbracceranno un nuovo modello di lavoro estremamente flessibile ed efficiente.

Quali sono le figure attualmente più ricercate dalle aziende sul vostro sito?
In cima alla lista c’è sempre lo sviluppatore web, seguito dai programmatori di App e dai designer grafici.
Le PMI stanno scoprendo le App come strumento di marketing e di fidelizzazione del cliente, mentre la grafica legata alle tecnologie riveste un ruolo fondamentale nella comunicazione del brand.

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Parlami della tua formazione e di quali esperienze ti hanno spinto a lanciarti in un’avventura imprenditoriale.
Ho una formazione universitaria con qualche esperienza in grandi aziende, ma il lavoro vero l’ho imparato sul campo: un conto è avere chi ti dice quotidianamente cosa fare e un altro è inventarsi ogni giorno e mantenere la concentrazione.
La famosa carriera nelle aziende non esiste più ormai: se si ha una buona idea conviene buttarsi e tentare.

[pullquote]Sta tutto nel saper individuare il problema e comprenderlo. Il resto è volontà del fare e non arrendersi.[/pullquote]

Qual è la cosa più importante che hai imparato da quest’esperienza?
Ho imparato diverse cose soprattutto dai miei errori, ma anche grazie ad essi mi sono convinto che se ti rendi conto che c’è un problema allora hai anche la soluzione. Sta tutto nel saper individuare il problema e comprenderlo. Il resto è volontà del fare e non arrendersi.

Come riesci a mantenere la concentrazione?
Fisso dei piccoli obiettivi ogni giorno, altrimenti rischi di perderti tra gli impegni. Possono essere anche cose piccole, ma mi impegno a completarle ogni singolo giorno. I task sono quindi dei passi sempre più grandi verso un obiettivo, e così mantieni la rotta.

Melanie De Jesus

Intervista a cura di Melanie De Jesus

Factotum della comunicazione, italoamericana, laurea dalla University of Florida. Faccio parte della schiera crescente di smart workers. Di giorno mi occupo di marketing nel settore cosmetico per Say Design. Credo che nella vita non si viaggia mai abbastanza, sia col corpo che con la mente. Sono franca, a volte fin troppo, e spesso irrequieta. Se mi cerchi, mi trovi davanti al computer assieme a una tazza di caffè e Chico, temibile fox terrier. Melanie su Linkedin

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