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494. Massimiliano Nardi / Mobili in cartone

6 minuti 1175 parole

Non pensiate che non siano resistenti. Intervista a Massimiliano Nardi di Mobili in cartone. Entra in contatto con Massimiliano

Parole: 1.100 | Tempo di Lettura: 5 minuti

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I loro sono prodotti sostenibili e amici dell’ambiente, che coniugano la tradizione di famiglia con l’innovazione, il design di giovani creativi e la convenienza ecologica, ma guai a pensare che non siano anche durevoli e resistenti.

[pullquote]…sto avviando un’attività avvalendomi del mestiere di una serie di persone giovani che hanno voglia di investire…[/pullquote]
Massimiliano, la vostra è un’azienda giovane, che fa innovazione grazie all’ecologia, nata da un professionista che è nel settore da 20 anni, tuo padre. Raccontaci la genesi di Mobili in Cartone e il tuo ruolo al suo interno.
Mobili in Cartone è nata dall’esperienza ventennale di mio padre, Stefano Nardi, che ha operato per 30 anni nell’arredo da ufficio e da lì è partito quasi per gioco, per scherzo, uno studio su quelli che erano alcuni elementi sempre dedicati a quel mondo, realizzati però in cartone. Poi, unendo le forze dopo aver terminato la mia laurea in architettura, abbiamo dato vita a questa attività. Inizialmente appunto come una linea dedicata per lo più a un mondo a noi conosciuto, quello dell’arredo ufficio, e spaziando successivamente in altri settori: dall’arredo negozio all’arredo della casa.
Principalmente abbiamo un approccio diretto con le aziende e con le loro esigenze espositive, per la realizzazione di stand e l’arredo degli spazi. Il cartone è un prodotto ecologico a 360 gradi. Siamo arrivati allo studio di elementi montati mediante incastro e di conseguenza allo sviluppo di tutta la linea basata su questo meccanismo; la spedizione è in un kit di montaggio per cui è il cliente che si monta il prodotto: ne consegue che ci sono meno consumi nelle spedizioni.
L’azienda è nata da una sinergia tra me e mio padre e successivamente si sono unite altre persone. Inizialmente, appoggiandoci a una persona esterna, abbiamo realizzato una serie di rendering delle nostre creazioni; da lì, con questo materiale alla mano siamo andati alla ricerca di una realtà produttiva, ben consolidata sul territorio del nord est. Ci siamo associati e abbiamo stretto una partnership con una azienda cartotecnica. Questa ci ha dato la possibilità, grazie al loro impianto produttivo, di creare i campioni e da lì poi di industrializzare quella che era un’idea.
C’è una considerazione che mi preme fare: un’azienda che nasce in un periodo come questo credo sia un’azienda propensa alla crescita e a uno sviluppo importante in futuro. Dico questo perché la crisi ha investito tutti i settori e anche la nostra nicchia di mercato. Di contro, sto avviando un’attività avvalendomi del mestiere di una serie di persone giovani che hanno voglia di investire in questa realtà e di andare magari a strutturarla sempre di più. In prima battuta, quindi, fanno un lavoro che gli piace ed eticamente valido e, in seconda, hanno voglia di affermarsi in un nuovo mercato.

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Creare una nuova azienda che basa tutto sulla materia prima. Il cartone come innovazione e scelta ecologica. Qual è il vostro modello di business?
Il primo anno è servito per lo studio di nuovi modelli e per capire come sfruttare il cartone al fine di realizzare determinati elementi: abbiamo acquisito tutta la conoscenza necessaria su questo nuovo materiale e sul settore. La seconda fase ha visto la ricerca di un’azienda partner, lo sviluppo di una serie di prototipi e un inizio di commercializzazione. La terza fase è quella che possiamo definire di arrivo, è lo studio del materiale e delle tecniche di lavorazione, e poi ce n’è una quarta, quella in cui siamo immersi ora, che riguarda la commercializzazione capillare su una molteplicità di settori. Le linee sono molto diverse tra di loro: realizziamo stand fieristici, linee d’arredo per la casa ma anche espositori per negozi. Il nostro prodotto spazia in moltissimi settori: questa è una forza ma anche uno svantaggio perché molte volte, se non si sta attenti, le energie vanno perse e non concretizzate su un determinato obiettivo.
Il principale materiale con il quale creiamo questi prodotti è il cartone, al quale accostiamo altri materiali che seguono la stessa filosofia dell’ecologico, quali il vetro o altri piani di finitura per andare a colmare certe lacune che magari il cartone può avere, per esempio la resistenza delle superfici e la durata del tempo.

[pullquote]Quando si parla di mobili in cartone la gente fa due occhi tanti…[/pullquote]
Che differenza c’è rispetto a un’azienda che costruisce mobili con materiali più “classici”? Le difficoltà sono maggiori?
L’approccio con il cliente è più difficoltoso perché bisogna sfondare delle barriere mentali che le persone hanno. Io faccio sempre un paragone: è come portare in Italia la casa in legno, un prodotto che i paesi nordici hanno da 20 anni e di cui qui si comincia a parlare solo ora. Il mattone la fa da padrone e, come il mobile tradizionale, è ancora il più utilizzato. Quando si parla di mobili in cartone la gente fa due occhi tanti, non ci crede e non capisce. La difficoltà è far credere che un arredo ecologico non deve essere per forza un arredo usa e getta e può avere una durata di anni, logicamente prestando una minima attenzione: può essere il non versare il caffè sopra il tavolo o almeno rimuoverlo in tempi brevi, oppure non battere i pugni sulla scrivania quando ti vengono i 5 minuti.

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Chi sono i vostri clienti? Come arrivano a voi?
I clienti da noi sono sempre arrivati in maniera naturale: grazie al sito, è il cliente stesso che ci cerca perché ritiene che il prodotto che noi produciamo sia altamente ecologico, oltre ad avere un rapporto qualità prezzo molto buono anche paragonato ai prezzi dei mobili tradizionali in legno.
La forza di questo prodotto, oltre ad essere ecologico al 100%, atossico, non inquinante e che utilizza pochissime energie per la lavorazione, è la sua alta possibilità di personalizzazione, sempre più richiesta in questo periodo.
I nostri clienti sono le aziende che hanno sempre più la necessità di presentarsi agli occhi dei loro clienti sotto un profilo diverso, più attuale, e con un’attenzione maggiore a quelli che sono i problemi ambientali.
Finora ci siamo sviluppati molto sul mercato italiano, un mercato a noi più noto, però diciamo che la parte più interessante di tutto questo universo, l’ecologico, sono i mercati esteri, soprattutto i mercati nord europei oppure svizzeri e tedeschi; in Italia il tema ecologia è ancora poco sentito. All’estero, per ora, lavoriamo principalmente con Svizzera e Spagna.

I vostri progetti futuri?
L’obiettivo principale è presentarsi su altri mercati esteri interessanti e trovare nuovi canali di vendita: per fare questo stiamo cercando nuovi distributori sia per il mercato italiano che per quello estero.
Vogliamo sviluppare la linea bambino e introdurla nel mercato più appropriato, visto che per i più piccoli la sensibilità verso certe tematiche è molto più sentita. Progettiamo dei giochi più classici, ad esempio dal cavallino a dondolo alla cucina per i bambini, ma anche elementi d’arredamento per la camera, dove l’importanza di avere un prodotto atossico e naturale al 100% è di estrema importanza.

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Evelina Guerreschi

Intervista a cura di Evelina Guerreschi

Ho un dinosauro a guardia dei miei libri e nessuna intenzione di farvi uscire sobri da qui. Dei Duran sempre preferito James, dei Karamazov, Ivàn.

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