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498. Ornella Sprizzi / Mammamatta

5 minuti 911 parole

Irriverente e sfacciata ma anche tenera e romantica: in una t-shirt, tutti i cambi di umore di una donna in dolce attesa. Intervista a Ornella Sprizzi, ideatrice di Mammamatta. Entra in contatto con Ornella

Parole: 830 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Ornella, 35enne romana e mamma di Alessandro (3 anni) e Gabriele (15 mesi), dopo una serie di lavori precari aveva firmato un contratto a tempo indeterminato come copy all’interno della produzione di un canale tv. All’annuncio della seconda gravidanza nel 2013, tuttavia, è stata lasciata a casa. Ornella è una donna che mastica parole e creatività, e così, dopo aver perso il posto, ha deciso di puntare su queste competenze dando vita a una linea di t-shirt dedicata proprio alla maternità e al magico momento della “dolce attesa”, Mammamatta.

[pullquote]ogni sintomo, voglia o emozione che ho fermato in una t-shirt, la stavo vivendo io per prima.[/pullquote]

Mammamatta: in cosa consiste l’attività e quando l’hai avviata?
Da un po’ di tempo meditavo di avviare una mia attività legata alla creatività e alla comunicazione, settore nel quale ho sempre lavorato. Ispirata dal mio essere mamma, ma soprattutto dalla mia gravidanza ancora in corso, ho deciso di creare delle t-shirt premaman. È stato molto facile: ogni sintomo, voglia o emozione che ho fermato in una t-shirt, la stavo vivendo io per prima. Essendo una copywriter, ho dato molta importanza ai testi e al loro trattamento grafico. Volevo che fosse una linea esteticamente molto fresca e ben curata, che dicesse senza troppi peli sulla lingua quello che realmente provano le donne quando aspettano un figlio.

Quali motivi ti hanno spinto a metterla in piedi?
Prima di laurearmi credevo che avrei spaccato il mondo. Poi sono entrata nel mondo del lavoro e mi sono resa conto di quanto fosse dura la realtà, ma soprattutto di quanto lo sarebbe stata dopo la nascita di un figlio. Ho collezionato molte delusioni ma per fortuna anche tanta esperienza. Ad un certo punto ho capito che avevo mille buone ragioni e tutte le carte in regola per mettermi in proprio.

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Quanto tempo è passato dall’idea alla concreta realizzazione?
Pochi mesi. Ho avuto l’idea ad agosto del 2013, mentre ero in vacanza. Appena rientrata mi sono messa al lavoro e, in preda all’ispirazione, ho disegnato in pochi giorni una dozzina di magliette. Ho cercato fornitori, ho preparato un video di lancio, comunicati stampa, immagini, contenuti per il sito web. E a novembre le mie t-shirt erano in vendita su mammamatta.it.

Che tipo di investimento hai dovuto mettere in conto per avviare l’attività?
Se vuoi avviare un’attività di e-commerce, l’investimento maggiore è rappresentato dallo sviluppo di un sito web professionale. Puoi avere il prodotto migliore del mondo ma se il tuo shop online non funziona sei destinato a fallire. Poi naturalmente vengono i prodotti. Ho scelto di investire nella qualità, e la qualità si paga.

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Quali le difficoltà incontrate?
La difficoltà principale che incontro ogni giorno, paradossalmente, è anche il mio principale punto di forza: lavoro in completa autonomia. Per Mammamatta sono io a decidere tutto, sono io ad occuparmi di tutto, o quasi. Il lavoro è tanto e il mio tempo, essendo una mamma, è limitato. Quando uno dei miei bimbi ha la febbre, mi ritrovo a recuperare ore di lavoro la notte. Ma non mi lamento. Mi domando spesso invece come facciano le mamme che lavorano come dipendenti, le ammiro molto.

Ti sei avvalsa di aiuti economici, supporti, bandi? Hai chiesto consiglio a qualcuno per partire con il tuo progetto?
No. Quando ho lanciato il progetto ho tentato la strada del crowdfunding ma non è andata bene. Credo che in Italia non siamo ancora pronti per questo. Quindi ho iniziato solo con le mie forze.

[pullquote]ho provato rabbia, sdegno, voglia di rivalsa. Che alla fine dei conti fortunatamente è arrivata.[/pullquote]

Ci parli del lavoro che svolgevi in precedenza e dei sentimenti prevalenti di fronte al licenziamento?
Avevo un lavoro a tempo indeterminato e lavoravo nella produzione di un canale tv. Lavoravo 10-11 ore al giorno. Prima di firmare il mio ultimo contratto mi era stato raccomandato espressamente di non avere figli. Ma io volevo diventare mamma e restai incinta comunque. Appena entrata in maternità, all’ottavo mese di gravidanza, mi chiamò la segretaria dicendomi che entro un’ora avrei dovuto inviare le mie dimissioni, altrimenti avrebbero trovato comunque il modo di licenziarmi. Ho dato le dimissioni per giusta causa il giorno stesso. Di fronte a quell’ingiustizia ho provato rabbia, sdegno, voglia di rivalsa. Che alla fine dei conti fortunatamente è arrivata.

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[pullquote]Non so dire come io faccia, ma in qualche modo riesco a conciliare tutto.[/pullquote]

Quali vantaggi derivano dalla tua attività imprenditoriale?
Il vantaggio più bello che mi regala il mio lavoro è quello di esercitare la mia creatività in totale libertà, prendendo oltretutto ispirazione dalla mia vita di mamma. Come dicevo prima, le mie giornate iniziano prestissimo e finiscono tardissimo. Non so dire come io faccia, ma in qualche modo riesco a conciliare tutto. C’è una canzone di Niccolò Fabi che dice: “Tra la partenza e il traguardo, in mezzo c’è tutto il resto. E tutto il resto è giorno dopo giorno. E giorno dopo giorno è silenziosamente costruire. E costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione”. Ecco, pensandoci bene, è così che ci riesco.

Sei soddisfatta? Progetti futuri?
Non sono mai stata così felice di essere così stanca. Ho molti progetti per il futuro. Il più interessante ha una forte componente di innovazione, che stuzzica il mio lato nerd. Ma non posso svelare niente!

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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