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502. Elisabetta Bilei / Un giorno su misura

7 minuti 1288 parole

Il matrimonio perfetto? Sarà il vostro. Intervista a Elisabetta Bilei, creative wedding counselor di Un giorno su misura. Entra in contatto con Elisabetta

Parole: 1.200 | Tempo di Lettura: 7 minuti

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Non chiamatela wedding planner, perché organizzare il matrimonio “perfetto per voi” è un lavoro da creative wedding counselor, come lei stessa si definisce. Elisabetta Bilei con Un giorno su misura mette a disposizione degli sposi creatività e organizzazione affinché il loro “giorno più bello” sia davvero a prova di commento (delle invitate).

[pullquote]È bello lavorare sull’aspetto emozionale di un evento[/pullquote]

Come arrivi al tuo progetto Un giorno su misura?
Ho iniziato a lavorare nel settore della comunicazione, occupandomi anche di organizzazione di eventi. Poi in un certo periodo sono stata a molti matrimoni, come invitata. Ho notato che i dettagli da curare sono davvero molti e spesso vengono trascurati. E la cosa non sfugge agli ospiti, in particolare alle signore. Da lì è nata l’idea di occuparmi dei matrimoni in modo professionale, dando una consulenza in grado di prevedere ogni aspetto dell’organizzazione, con in più un tocco di creatività per rendere ogni evento unico e personalizzato. È bello lavorare sull’aspetto emozionale di un evento, e il matrimonio è senza dubbio l’occasione a maggior tasso di emozioni e di sentimenti. Ho iniziato con una formazione specifica, con un corso molto valido perché univa gli aspetti teorici alla pratica, dandomi l’occasione di affacciarmi ad un panorama molto ampio su questo specifico settore.
Un giorno su misura nasce due anni fa, tra molti matrimoni a cui ho partecipato e che ho organizzato (incluso il mio).

Meglio organizzare il proprio matrimonio o quello di altri?
Sono due mondi diversissimi. Farlo per gli altri significa saper interpretare i loro desideri, trovare idee sempre nuove per rispondere alle attese degli sposi, che comunque hanno l’ultima parola. È un’attività basata sulla comprensione delle persone, delle loro aspettative, e sull’empatia. In fin dei conti, si è (quasi) sempre alla prima volta quando si arriva al matrimonio, gli sposi non immaginano tutto ciò che serve sapere per organizzare la cerimonia, e soprattutto diventa molto impegnativo occuparsi di tutto in prima persona. Da professionista, so che sono i molti dettagli, anche estremamente pratici, a fare la differenza. Uno su tutti, nella scelta della location, prevedere un “piano B” per una sistemazione all’aperto in caso di maltempo, che renda la cerimonia altrettanto bella e non una fuga al coperto. Conoscere le location adeguate al tipo di matrimonio (per stile, capienza, caratteristiche degli ospiti), incontrare il gusto degli sposi e stare nel budget previsto: tutto questo richiede un’esperienza specifica.

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[pullquote]…l’organizzazione di questi eventi ha un futuro molto positivo…[/pullquote]

Ci si sposa ancora? C’è mercato per i wedding planner?
Certo che ci si sposa. Parlare di matrimonio non è affatto anacronistico e l’organizzazione di questi eventi ha un futuro molto positivo, anche in un’ottica internazionale, dato che sposarsi in Italia per gli stranieri è un vero sogno. Io auspico anche l’apertura alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, perché so che il desiderio di celebrare la propria unione è davvero forte. Il settore, in generale, anche per le imprese che vengono coinvolte, sta vivendo un trend positivo, come si vede dal successo delle fiere e degli eventi dedicati agli sposi. La chiave del successo sta però nella personalizzazione, nel fare la differenza in un mondo di facile accesso alle informazioni e al fai-da-te. Proprio in virtù del fatto che sposarsi è una scelta sempre più difficile e che chi lo fa è davvero molto convinto, ci si informa e si desidera un evento unico, confezionato su misura.

Cosa vogliono gli sposi oggi?
Ottimizzare i tempi e restare nel budget. Poi creatività, idee originali e stile. Sempre più spesso arrivano coppie che hanno già un bambino piccolo, quindi non hanno materialmente il tempo per visionare diverse location, contattare i vari fornitori e tutto il resto: il wedding planner accelera i tempi e fa proposte particolari, che piacciono agli sposi.

Come si svolge la tua consulenza?
Incontro gli sposi, in studio da me o a casa loro, come preferiscono. Da me possono venire in qualsiasi momento: sabato, domenica o dopocena (lo studio è ricavato in un’area della casa). Dal colloquio emerge ciò di cui pensano di aver bisogno. Io lascio ampia libertà sul tipo di intervento che posso fare: può trattarsi di un’organizzazione completa, dell’individuazione di un tema o solo dell’indicazione di un fornitore, del coordinamento dell’evento, fino alla scelta di abito e location. Ho scelto di lavorare con un fee d’agenzia, senza altre percentuali sui fornitori. In questo modo mi sento di dare un servizio al 100% nell’interesse del cliente, libera da ogni vincolo. All’inizio chiedo di compilare un breve questionario che mi permetterà di capire come stanno immaginando la giornata e la cerimonia. Il mio intervento sarà mirato ad armonizzare tutti gli spunti che emergono da queste risposte, trovando lo stile più adatto a loro.
Nel mio lavoro non sono sola, ho una collega, Emanuela, che si occupa in particolare delle decorazioni.

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Come vedi il futuro del tuo lavoro?
Il mio lavoro può crescere molto con gli sposi dell’area in cui vivo oggi (il Veneto), che ancora utilizzano poco i nostri servizi, ma vorrei approcciare gli stranieri che scelgono di sposarsi in Italia. In quel caso, cambiano completamente il tipo di evento e le proposte che si possono fare.
Vorrei anche lanciare un servizio per gli uomini, per le loro dichiarazioni e richieste di matrimonio. Dai racconti delle coppie che incontro, questi momenti, che richiederebbero grande creatività, sono spesso trascurati o improvvisati, mentre alle donne piacciono tantissimo. Il matrimonio ha un aspetto romantico molto forte, sono tanti i momenti da rendere speciali, perché diventeranno i ricordi che accompagneranno le persone per tutta la loro vita. Per l’idea delle dichiarazioni per ora non c’è richiesta, ma chissà che un giorno le esigenze non cambino.

[pullquote]Per le donne freelance come me è importante imparare a stare in rete.[/pullquote]

Di cosa è fatto il tuo lavoro?
Vedo il mio lavoro come un continuo imparare dall’esperienza. È fatto di energia, entusiasmo e piedi per terra. Un buon business plan è fondamentale per saper fare i preventivi nel modo corretto, prevedendo il carico di impegno che daranno le diverse attività. Per le donne freelance come me è importante imparare a stare in rete. Di recente sono entrata nella Rete al femminile di Padova, che favorisce questa condivisione e nuove sinergie contro l’isolamento e l’ambizione (o l’ansia?) di voler fare tutto da sole. Mettersi in proprio è un atto coraggioso, ma saper stare insieme ad altri è altrettanto cruciale.

Come vedi il mondo del lavoro, in generale?
Il lavoro è una sfida, si deve uscire dai canoni, da quello che conoscevano i nostri genitori, consapevoli che non si tornerà più indietro. Mi piace chi si reinventa, chi affronta lavori che prima non esistevano (pensiamo a tutti quelli della comunicazione online, ad esempio). L’importante è captare i segnali, gli stimoli del mondo, aggiornarsi ed essere disponibili a nuove opportunità, perché è lì che si possono trovare gli strumenti per affrontare la sfida.

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Fato o destino?
Sono molto fatalista. Per me la casualità non esiste, tutto avviene per uno scopo. Emanuela, la mia partner, l’ho conosciuta “per caso” ad un evento dedicato agli sposi. Ci siamo trovate e mai più lasciate. Tutti gli incontri sono significativi.

A chi ti senti di dire un “grazie”?
A mio marito, perché fare questo lavoro significa sacrificare molti sabati e domeniche che si potrebbero passare insieme, e lui mi appoggia sempre. E ai miei genitori, che hanno sempre creduto in me, favorendo le mie iniziative. Avere chi fa il tifo per te ti dà decisamente una marcia in più.

(credits Officina 1.4)

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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