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517. Ilaria Contrastini / DaWanda

7 minuti 1264 parole

La strada del successo passa per coworking, condivisione e attenzione per i maker. Intervista a Ilaria Contrastini, Country Manager per l’Italia di DaWanda. Entra in contatto con Ilaria

Parole: 1.200 | Tempo di Lettura: 6 minuti

DaWanda_profilo

Nata nel 2006 da un’idea di Claudia Helming e Michael Pütz, DaWanda è la piattaforma di vendita online di prodotti unici e realizzati a mano: dai vestiti alle decorazioni per la casa, dagli accessori per i pet a tutto il materiale necessario per il fai-da-te. La sua versione italiana e le altre internazionali sono state lanciate nel 2012 mentre a poco più di un anno fa, al febbraio 2014, risale l’apertura dell’ufficio milanese. Un marketplace attento ai suoi maker, ma anche un’azienda che strizza l’occhio al lavoro agile.

Dottoressa Contrastini, DaWanda è presente in Europa con varie sedi, più di 210 dipendenti e un fatturato in continua crescita: che accoglienza avete avuto in Italia?
Dalla sua nascita, il numero dei venditori e degli utenti su DaWanda è aumentato insieme al numero di prodotti e di pagine viste (200 milioni al mese): attualmente i creativi presenti sulla piattaforma sono 300.000 e oltre 5 milioni sono i prodotti in vendita.
L’Italia, che da sempre vanta una lunga tradizione di artigianato e di grande capacità di innovare e sperimentare con tecniche e materiali sempre nuovi, ha accolto DaWanda con entusiasmo: il numero di artigiani che sceglie la nostra piattaforma per vendere i propri articoli è in continua ascesa e ottimo è il riscontro ottenuto dai prodotti italiani. Lo raccontiamo con il progetto Made in Italy, lanciato proprio nei giorni scorsi per mostrare l’artigianato italiano che piace e vende al pubblico internazionale.
Nell’ultimo anno il valore del venduto italiano di DaWanda è cresciuto del 100%. Questa, insieme al piacere di vedere i nostri creativi affermarsi e ottenere riconoscibilità, rappresenta per noi un’enorme soddisfazione e un motivo per continuare a svolgere con entusiasmo il nostro lavoro, che è riconosciuto come moderno e professionale, mirato al raggiungimento di obiettivi concreti.

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Cosa vi ha spinto a scegliere Talent Garden come vostro quartier generale nel nostro Paese e quali sono i vantaggi rispetto a un luogo di lavoro più tradizionale?
Fluidità, diversità e interazione sono da sempre considerati valori fondanti di DaWanda: l’azienda può contare su dipendenti che provengono da 15 nazioni diverse e che, quotidianamente, condividono il proprio bagaglio e le proprie competenze.
Questo spiega anche la mia scelta di uno spazio di coworking che garantisca al team italiano il confronto e lo scambio con realtà diverse dalla nostra – per obiettivi, approccio e ambiti – sicuramente utili all’arricchimento reciproco.
Condividere gli spazi, inoltre, rappresenta per noi un altro dei modi di favorire consumi responsabili, concetto da sempre caro all’azienda.

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Non solo coworking ma anche smart working: cosa ne pensa del “lavoro agile”?
Flessibilità, metodologie agili di lavoro e orientamento al risultato sono nostri valori cardine. Non è il tempo trascorso in ufficio a rappresentare un criterio di valutazione, quanto i risultati raggiunti.
All’interno del team italiano, ad esempio, per prima cosa vengono definiti gli obiettivi, poi a ciascuno è demandata la scelta su come conseguirli. Ovviamente, fattori da tenere sempre a mente sono il rispetto dei tempi e la qualità, mentre il confronto e la condivisione sono costantemente favoriti e incoraggiati. Il successo di uno è per noi il successo di tutti.
Come in tutta DaWanda, inoltre, anche noi abbiamo la possibilità di fare smart working, lavorando da casa quando serve, oppure di visitare le altre sedi. L’interazione tra i team è fondamentale, per questo è indispensabile l’uso di Skype o Google Hangout e dei social network. Guai a considerare questi ultimi una distrazione, per noi rappresentano una fonte continua di aggiornamento e diventano strumenti di costruzione della community, in particolare Pinterest, per lavorare su board condivise e trovare l’identità estetica di una campagna o di un catalogo.

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Oltre alla vendita dei prodotti, i vostri utenti trovano online molti spunti grazie alla community, i video tutorial, il blog. Quanto sono importanti la componente social e lo scambio di idee in un business come il vostro?
DaWanda, per sua definizione, è un esempio di social commerce sul quale utenti e venditori s’ispirano a vicenda e si scambiano idee e opinioni. Si dice spesso “sharing is caring” e questo è fondamentale per una realtà come la nostra: condividere significa raccontare il mondo del fatto a mano a 360° e lo facciamo in molti modi. Ad esempio, pubblicando sui social gli articoli che piacciono alla nostra community, ma anche dando degli spunti sugli abbinamenti da indossare nelle diverse occasioni, i progetti DIY da realizzare da soli o in compagnia, i trend più originali per le stagioni a venire.
Ci confrontiamo continuamente con i nostri utenti e studiamo la realtà che ci circonda per condividere con loro le novità del momento e anticipare quanto siamo sicuri ameranno: un esempio sono i tatuaggi temporanei che, prima della consacrazione di Bored Panda o dei media italiani, abbiamo raccontato come spunto da portare sulla pelle. E ora è la volta dei sandali gioiello, dei tessuti UPF, degli ear cuff come piercing senza buco.

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Quali iniziative state portando avanti per sostenere i maker italiani?
Comunicare il valore dell’artigianato e della creatività handmade rappresenta il cuore delle nostre attività.
Mettiamo innanzitutto in campo attività di marketing con keyword specifiche e lavoriamo costantemente alla piattaforma per consentire agli utenti di trovare quanto desiderano, da qualsiasi dispositivo stiano navigando. Lo scorso Natale, ad esempio, abbiamo lanciato l’applicazione mobile, perfetta per fare shopping in mobilità.
Tra le tante attività che svolgiamo, condividiamo il talento e le storie dei creativi con giornalisti e blogger, comunichiamo sui social le creazioni più promettenti e le novità più rilevanti, inviamo newsletter ricche di suggerimenti e prodotti da acquistare, partecipiamo e promuoviamo eventi e mercati su tutto il territorio nazionale, realizziamo attività istituzionali per sostenere l’importanza dell’handmade.
Ogni giorno lavoriamo al catalogo online selezionando prodotti speciali per le nostre rubriche Cercaregali e promuovendo progetti come Made in Italy o Artigiani in Italia per dare risalto, rispettivamente, alle creazioni italiane e a quelle regionali.

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Vorrebbe dare qualche consiglio agli artigiani che stanno pensando di iniziare a vendere online ma hanno ancora qualche timore?
Vendere prodotti artigianali, oggi, non può prescindere dall’esistenza di una vetrina online e da una buona attività social: è per questo che, oltre a dare la possibilità di aprire un negozio gratuitamente, senza costi di abbonamento o tariffe di inserzione, ci preoccupiamo di sostenere e fare attività di informazione per i nostri venditori.
Il primo suggerimento che diamo a tutti i maker è di essere pazienti, avere un rapporto diretto con i clienti e dare importanza all’intero ciclo di vendita: dalla selezione delle immagini alla descrizione dei prodotti fino al packaging e alla spedizione. Ciascun aspetto, anche il più piccolo, contribuisce alla soddisfazione del cliente e alla creazione di un legame tra venditore e utente.
Anche scegliere il prezzo delle proprie creazioni è spesso la chiave per avere successo, mentre risulta fondamentale essere pronti ad applicare offerte e promozioni per continuare a vendere: mettere in sconto alcuni dei propri prodotti, ad esempio, non significa deprezzare il proprio lavoro, ma promuoverlo.
È impensabile credere che l’apertura del negozio, di per sé, sia sufficiente a garantire le vendite. È necessario che lo shop sia alimentato continuamente con novità e che tali azioni siano coordinate con occasioni di visibilità: il movimento crea movimento.
Questi suggerimenti non devono spaventare chi voglia intraprendere la propria attività ma al contrario incentivare a provarci e a mettersi in gioco: consentire a ciascuno di trasformarsi da maker in seller è la nostra missione e noi siamo sempre a disposizione di quanti vogliano supporto e suggerimenti utili.

DaWanda_Ilaria Contrastini

Giorgia Sorarù

Intervista a cura di Giorgia Sorarù

Web content editor e organizzatrice di eventi, sta scoprendo giorno dopo giorno il piacere della scrittura. Cinguetta come @GSoraru ma il suo cognome ha l’accento. Forse è bipolare: ama incommensurabilmente il silenzio delle montagne e il caos delle gradi città

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