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526. Samuela Speggiorin / June Factory

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Muso a punta, orecchie piegate, chiazza marrone attorno ad un occhio: cos’è? Intervista a Samuela Speggiorin, co-founder di June Factory. Entra in contatto con Samuela

Parole: 606 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Metti una sera un divano, una coppia (nella vita) di entusiasti e una cagnolina impertinente che ti osserva di sbieco. Dallo sguardo di creativo di Giovanni e dalla passione di Samuela per il mondo fashion nasce June, il marchio di abbigliamento dedicato agli amanti dei cani. O meglio, dei Jack Russell.

Samuela, raccontaci come nasce l’idea di June Factory.
La storia comincia con June, la piccola Jack Russell che Giovanni, il mio compagno, ha voluto prendere nel 2008. Eravamo totalmente ignari di quello che ne sarebbe derivato. June (in omaggio a Johnny Cash e a sua moglie June) non era altro che la nostra cagnolina. Una sera Giovanni la guarda – con occhio clinico di direttore creativo – e dice: “Da questo musetto viene fuori un bel logo”. E così stilizza il muso a punta, con le orecchie piegate e la chiazza marrone attorno ad un occhio, ed ecco il brand June che tutti conosciamo.

Di cosa ti occupi tu, in questo business?
Sono presidente di June Factory, il brand di abbigliamento che abbiamo creato. Ho seguito da subito la pagina Facebook e il blog (il “blog fatto da cani”, ndr) curandone i contenuti. Oggi si contano oltre 15mila iscritti, abbiamo creato, passo passo, una community che è diventata la più grande in Italia dedicata ai Jack Russell. Parallelamente abbiamo lanciato le prime linee di T-shirt, per donna e per uomo, a marchio June Factory.

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Che strategia di comunicazione avete adottato?
La nostra strategia assomiglia a noi: abbiamo fatto un passo alla volta, valutando cosa succedeva. La passione per la nostra cagnolina restava comunque una cosa personale. Sui social e attraverso gli eventi non parliamo del nostro prodotto. Parliamo di Jack Russell, parliamo con tutti quelli che possiedono un Jack Russell (la seconda razza preferita, al momento, battuta solo dal chihuahua). Abbiamo puntato sul brand, facendo crescere la comunità degli appassionati, su web ma soprattutto con momenti forti quali gli eventi live, i Jack Russell Fest. Naturalmente la comunicazione è professionale, e tutta l’immagine e il marketing sono curati da T-Rex & bros, l’agenzia di Giovanni (Giovanni Tresso).

Quale sarà il futuro di June Factory?
Ci aspettano grandi novità per l’autunno. Una nuova produzione, di T-shirt ma non solo (felpe ma anche guinzagli per i cani), e il debutto di un nuovo sito di e-commerce, che ci permetterà di portare June anche all’estero, dove viene già apprezzato. Si tratterà di una produzione interamente nostra, non di semplici personalizzazioni. Il campionario è già pronto, non vedo l’ora di presentarlo.

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Intanto sta per arrivare anche un Jack Russell Fest. Di cosa si tratta?
Sono delle grandi feste, piene di persone, famiglie e di Jack Russell scatenatissimi, naturalmente, con giochi per tutti. Si sono creati legami bellissimi, ormai siamo una grande famiglia. In queste feste c’è forte aggregazione, in tanti ci danno una mano, orgogliosi della loro maglietta “staff”. Siamo partiti da Asiago, dove si terrà anche il prossimo evento a settembre, ma poi li abbiamo portati in Toscana, Lazio e Lombardia. Sono gli appuntamenti live che fanno incontrare le persone, e fanno conoscere June anche a chi non usa i social network, che pure hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del marchio.

E chi non ha un Jack Russell, che fa?
June, come è disegnata nel logo, è prima di tutto un cane. Viene riconosciuto così anche dai bambini. Chi invece ha un Jack, e ne è fanatico (non ci sono alternative), ci vede il suo cagnolino. La linea di abbigliamento con questo marchio piace a tutti, in modo trasversale.

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Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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