CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

528. Gabriele Battistoni / Zucchero a Velò

5 minuti 847 parole

L’accento è sulla ò. Intervista a Gabriele Battistoni, co-founder di Zucchero a Velò. Entra in contatto con Gabriele

Parole: 800 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

Zucchero a Velò_profilo700

Zucchero, un richiamo all’elemento indispensabile per ogni caffetteria che si rispetti, e Velò, pronunciato alla francese, perché di bicicletta si tratta. Sono questi gli ingredienti della Indie bakery col culto per la bicicletta. Perché si sa, lo dicono anche le ricerche: pedalare fa bene all’ambiente, allunga la vita e rende più felici.

Gabriele, la storia di Zucchero a Velò è la storia di passioni trasformate in lavoro: raccontaci di voi.
Sì, Zucchero a Velò nasce dalla mia passione per la bicicletta e la vita all’aria aperta e da quella di Elisabetta (Pincini, ndr), la mia fidanzata, per la cucina. In questa nostra attività, io seguo la parte amministrativa, le relazioni esterne e tutto quello che riguarda il mondo delle bici. Elisabetta invece si occupa della comunicazione e si dedica alla cucina, fa la spesa, elabora le ricette e prepara tutte le prelibatezze, dolci e salate, e le bibite per la nostra caffetteria, anzi, per la nostra “ciclo/indie pasticceria”.

Zucchero a Velò_4

[pullquote]…il desiderio di fare qualcosa per sensibilizzare all’uso della bicicletta in città.[/pullquote]

Come è nata l’idea della “ciclo pasticceria”?
L’idea trae ispirazione da alcuni viaggi che abbiamo fatto in Italia e in Europa e dal culto per la bici che c’è soprattutto in alcuni Paesi del Nord: penso a città come Copenhagen, Amsterdam, Berlino. Avevamo anche noi il desiderio di fare qualcosa per sensibilizzare all’uso della bicicletta in città. Inoltre volevamo dare ad Ancona dei prodotti nuovi e originali: i nostri infatti sono vegetariani, vegani e ispirati all’American bakery, come i barattoli con cui abbiamo iniziato a farci conoscere. E così abbiamo allestito il nostro CoffeeVelò. E’ una cargo bike a pedalata assistita, attrezzata con thermos professionali, piatti e bicchieri, e con la licenza per vendere alimenti. L’abbiamo acquistata e, grazie ad un amico artigiano, l’abbiamo completata e personalizzata, con l’ombrellone e il cassone con il logo. Elisabetta è anche graphic designer e cura molto l’immagine: dalle etichette a tutte le presentazioni.

Zucchero a Velò_11

Dove vi possiamo trovare?
Appena ci siamo fatti vedere con la bici hanno iniziato a chiamarci per festival ed eventi, molti legati al food e all’artigianato, come il recente WeekenDoIt. In questo momento siamo travolti dalle richieste. Tra i vari appuntamenti, nell’immediato abbiamo in calendario la partecipazione al Festival della Musica Indipendente NewEvo di Offagna (venerdì 7 agosto), il 5 settembre saremo al Festival del Mare al Porto Storico di Ancona e per i primi di ottobre siamo stati invitati al Food Immersion di Reggio Emilia, dove saremo tra i rappresentanti dello street food.
Da settembre/ottobre ci troverete anche in diversi punti della città di Ancona durante i weekend ma l’impegno più grande è il nostro locale, il Bike Cafè Zucchero a Velò: caffetteria e ciclofficina.

Zucchero a Velò_10

Che cosa comporta aprire un locale come il vostro e cosa vorreste che diventasse?
Oltre alle impellenze burocratiche, ci sono le spese da affrontare. La voce maggiore è quella che riguarda l’allestimento, soprattutto per la cucina, perché invece che appoggiarci ad un forno già esistente, lì abbiamo il laboratorio con le attrezzature per fare tutto da noi.
Esiste anche una bike station con attrezzi per ripararsi la bici e vorremmo che fosse uno spazio non solo per uno spuntino mordi e fuggi ma dove organizzare delle attività. Senza svelare troppo però stiamo pensando ad un evento con un concerto acustico in cui mi piacerebbe che i generatori per l’amplificazione fossero alimentati dalle bici, per attirare l’attenzione sul tema del risparmio energetico, un po’ sul modello dell’iniziativa M’illumino di meno (Caterpillar Radio2, ndr).

Zucchero a Velò_5

[pullquote]…c’è ancora molto da fare ma le cose stanno cambiando.[/pullquote]

Ancona è una città “bike friendly” o c’è margine di miglioramento?
Dal punto di vista geografico, Ancona non è una città facile per i ciclisti perché sorge su un promontorio ed è un continuo sali e scendi. Per quanto riguarda la sensibilità della popolazione e le iniziative dell’amministrazione, c’è ancora molto da fare ma le cose stanno cambiando. Si inizia ad esempio a parlare di intermodalità a livello comunale, ossia di trasporto combinato autobus e bici, e di bikesharing con bici a pedalata assistita. In città esiste una ciclofficina popolare molto attiva, degna di quelle presenti in città ben più grandi della nostra. E’ uno spazio per ciclisti urbani, come lo sono io, dove fare riparazioni o costruirsi una bicicletta, che aiuta chi non può permettersi di acquistare o riparare un mezzo proprio ed inoltre è un interlocutore attivo con le amministrazioni.
Credo che la bicicletta sia un mezzo di trasporto rivoluzionario e un’invenzione straordinaria, io sono affascinato anche dall’oggetto in sé e dalla sua meccanica, oltre che dalla sua valenza di mezzo non inquinante. C’è un po’ di resistenza mentale e di pigrizia nelle persone, ma anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di sensibilizzare i cittadini e far capire che muoversi in città su due ruote è un piacere, si sta all’aria aperta e si inquina meno.

Zucchero a Velò_12

Zucchero a Velò_9

Zucchero a Velò_2

Giorgia Sorarù

Intervista a cura di Giorgia Sorarù

Web content editor e organizzatrice di eventi, sta scoprendo giorno dopo giorno il piacere della scrittura. Cinguetta come @GSoraru ma il suo cognome ha l’accento. Forse è bipolare: ama incommensurabilmente il silenzio delle montagne e il caos delle gradi città

Lascia un commento