CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

ALCHEMIÆ

5 minuti 834 parole

Due amiche con la passione per l’alchimia e il colore per eccellenza: il nero. Intervista a Erika Viola e Giulia Valenti di Alchemiæ. Entra in contatto con Erika e Giulia

Parole: 835 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

unco-alchemiae-1

Erika e Giulia, ventiseienni con la passione per l’alchimia e il colore per eccellenza: il nero. Decidono di creare un progetto dedicato alla narrazione. Si tratta di una narrazione multisensoriale, ma è anche un’esplorazione che affronta la monocromaticità della materia e le variazioni sul tema del colore nero applicate al cibo. Dopo un viaggio in Olanda alla scoperta del mondo bakery, tra alchimia e cibo decidono di fondare ALCHEMIÆ.

A chi si rivolge il progetto Alchemiæ?

Il progetto si rivolge ad un pubblico eterogeneo ma soprattutto a coloro che desiderano evadere dai classici canoni culinari che da secoli contraddistinguono l’identità del cibo. Dando una rivincita al colore nero, sfidiamo i nostri clienti sorprendendoli, ma anche coccolandoli con ingredienti sempre freschi di stagione. Utilizziamo solo coloranti naturali che, miscelati con i nostri elementi, creano le ricette segrete di Achemiæ.

Qualche esempio di evento a cui avete partecipato o che avete creato?

Alchemiæ da poco ha compiuto un anno e sono stati vari gli eventi trascorsi. Abbiamo un bel ricordo della nostra partecipazione al Fuori Salone di Milano e alla recente esperienza ad Eleva Festival di Reggio Emilia. Creiamo spesso eventi, e ultimamente ci stiamo specializzando in catering. Poi collaboriamo periodicamente con il carissimo Labò di Parma, che fin dall’inizio ha creduto e appoggiato la nostra idea.

Avete seguito un corso di cucina per imparare a cucinare?

No, non abbiamo mai seguito nessun genere di corso, è una passione nata e cresciuta mentre vivevamo insieme nella nostra soffitta a Milano. Ogni sera ci divertivamo ad inventare cene e a casa nostra non mancava mai gente.

Che cosa vi ha fatto avvicinare al mondo dell’alchimia, c’è stato un episodio particolare?

Da sempre abbiamo avuto una profonda attrazione per il colore nero e un bel giorno, mentre eravamo nel nostro luogo di ritrovo in via Vigevano a Milano, sedute sui Navigli, fra una discussione e l’altra, ci siamo dette quanto sarebbe stato bello fondare un “qualcosa” che parlasse del nero e  allo stesso tempo potesse rivendicarlo.

Che cosa vi affascina di più dell’alchimia?

L’idea di poter trasformare e giocare con la materia che nel nostro caso si identifica con l’ingrediente, la ricetta e la presentazione del cibo finito.

Le foto degli still life sono spesso essenziali e nonostante il nero sia un colore rigoroso, i piatti fotografati sono invitanti…

Siamo designer, ci piace lavorare e trasmutare la materia, così come facevano gli alchimisti di un tempo. Ecco perché abbiamo iniziato a sperimentare nuovi ingredienti, conquistando nuove ricette basate sulle diverse molteplicità del nero. Siamo sempre state affascinate dall’estetica che emanavano i laboratori alchimisti, per questo abbiamo una spiccata attenzione non solo per il cibo finito ma per la cura e la totalità dell’allestimento.

Il nero è un colore fondamentale anche nella moda, per voi che cosa rappresenta?

Nella moda il nero ha sempre rappresentato una particolare concezione di eleganza e uno status symbol. Infatti basta pensare al grande lavoro svolto da stilisti come Rick Owens, Alexander McQueen o Yohji Yamamoto. Ci siamo poi accorte che questo colore è tutt’oggi legato alle tradizioni, accostato al “dark”, al funereo e al tabù, ma la grande rivincita che ha avuto nel mondo della moda ci ha spronate a fondare ALCHEMIÆ.

Qual è lo stile che più vi piace? E per i vostri still life quale stile prediligete?

Abbiamo un nostro stile già ben definito che portiamo avanti con molta grinta e determinazione che è sicuramente dettato da una contaminazione concettuale e stilistica del mood alchimista, ma tutto questo si fonde con l’attenzione più spiccata per le nuove tendenze, per far sì che ALCHEMIÆ possa essere sempre un brand contemporaneo. I nostri still life non sono mai ripetitivi, ogni progetto è unico a sé, il più recente ad esempio è basato su sfondi color pastello e forme essenziali.

Dove trovate l’ispirazione?



L’ispirazione più grande è nata sicuramente dal periodo di convivenza milanese, dove abbiamo imparato a conoscere i nostri gusti e a fonderli insieme. Ha significato moltissimo per la nascita del progetto il viaggio insieme attraverso l’Olanda, abbiamo conosciuto il mondo delle bakery e siamo tornate con la voglia di portare una parte di quella realtà nel nostro progetto rispettando i valori (leggerezza, qualità, bontà) che caratterizzano la cucina italiana.

Che cosa vi ponete di fare con il vostro progetto Alchimiae?

ALCHEMIÆ nasce come progetto itinerante e come tale speriamo possa restarlo per far sì che non perda la sua magia. Nel contempo però, abbiamo una speranza rivolta al futuro, che il progetto possa radicarsi ed evolversi in un luogo specifico.

Pensate di aprire un laboratorio dove poter vendere i vostri prodotti?

Ci piacerebbe aprire uno spazio, in realtà pensiamo più ad uno studio-laboratorio, come i tanti che esistono all’estero, per continuare a progettare. Ci piacerebbe incontrare qualche imprenditore che voglia far parte del nostro progetto.

unco-alchemiae-3

unco-alchemiae-4

unco-alchemiae-5

unco-alchemiae-6

unco-alchemiae-7

unco-alchemiae-10

Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

Lascia un commento