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Alessandra Coltri / Mattoni Gialli

4 minuti 757 parole

Come Dorothy, ogni giorno percorro la mia strada di Mattoni Gialli. Intervista a Alessandra Coltri.

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Alessandra Coltri è una trentenne che lavora a uncinetto. Ricrea i personaggi degli anime e dei cartoon, raccogliendo moltissimi consensi.

Alessandra, quando e come inizia la tua passione per i cartoni animati e l’uncinetto?
Quella per i cartoni animati è una passione che mi accompagna praticamente da sempre. Come quando ero bambina, non rinuncio alla colazione davanti alla tv per guardare le mie serie preferite. C’è da dire però che i cartoon sono decisamente cambiati rispetto a quelli che hanno accompagnato la mia infanzia e, molto spesso, non trovo proposte vicine ai miei gusti. L’interesse per i film anime giapponesi, prima di tutto quelli del maestro Hayao Miyazaki, nasce verso gli anni delle superiori, ma anche l’uncinetto, o meglio il lavoro creativo con stoffe, fili e bottoni sono presenti nella mia vita da sempre. La mia fortuna è stata quella di avere una nonna che mi ha trasmesso la sua sapienza, mettendomi davanti a una macchina da cucire già a sei anni.

Per quale motivo hai scelto di rendere riconoscibile la tua attività con il monicker “Mattoni Gialli Handmade”?
Tutto è riconducibile alla mia grande attenzione per l’infanzia e alla letteratura. Se i cartoni animati hanno accompagnato la mia vita, l’hanno fatto anche le storie e, tra queste, una in particolare: “Il meraviglioso mago di Oz” di L.Frank Baum da cui ho preso l’idea per il nome della mia attività. È la strada di mattoni gialli quella che Dorothy percorre per raggiungere il regno di Oz, ed è attraverso questo viaggio di crescita che scopre se stessa. Ho pensato che sarebbe stato molto bello partire con un nome che rimandasse all’idea del viaggio e della scoperta verso la realizzazione di qualcosa d’importante.

Riproduci moltissimi personaggi: Totoro, Doraemon, C1P8. Ne crei anche su commissione?
I pupazzi che realizzo rappresentano principalmente personaggi del mondo dell’animazione. Mi è capitato di ricevere alcune commissioni, come ad esempio Teru Teru Bozu, personaggio della cultura giapponese. Potersi cimentare anche con richieste inconsuete è molto stimolante perché ti mette in gioco e aumenta spesso il bagaglio di conoscenze.

So che i tuoi pupazzetti stanno avendo molto successo. Te lo aspettavi quando hai cominciato?
Ho iniziato questo progetto principalmente perché amo la creatività e il lavoro manuale. È una grandissima passione prima di tutto. Sinceramente non mi aspettavo che si sviluppasse questo interesse attorno alle mie creazioni. Forse vanno a toccare quella parte un po’ bambina che tutti, per fortuna, conserviamo dentro di noi. Nel primo mercatino che ho fatto avevo realizzato pochi esemplari, proprio perché non sapevo quale sarebbe stata la risposta. Da quel momento la produzione si è incrementata di molto.

Qual è il tuo target di riferimento?
Il target di riferimento è vario. Molto spesso si tratta di adulti che condividono la passione per gli anime e altre volte di bambini che ritrovano in questi pupazzi i loro personaggi preferiti. Mi ha stupito constatare che un buon numero di coloro che comprano i pupazzi sono uomini, forse più vicini al mondo dei cartoon e dell’animazione.

Dove vendi i tuoi prodotti?
I miei prodotti vengono venduti in contesti differenti. Ho cominciato con i mercatini di prodotti handmade all’interno dei festival di musica, per poi approdare alle fiere del fumetto. Un buon canale rimane quello della vendita online. I miei pupazzi sono presenti anche in alcuni negozi di Verona, come ad esempio Slide Store.

Ci descrivi le fasi che riguardano la lavorazione dei tuo personaggi?
La primissima cosa è capire quale personaggio produrre, tenendo presente anche della sua possibile commercializzazione. Individuato il soggetto, c’è la ricerca dello schema per la sua realizzazione, in parole povere, la descrizione dei punti da seguire per dar forma al pupazzo. Esistono schemi già pronti oppure, in alcuni casi, è necessario partire da zero. Conclusa la creazione delle varie parti del pupazzo, esse vengono assemblate insieme con l’aggiunta di particolari come occhi, baffi, cappelli ecc. I materiali che uso sono principalmente filo di cotone naturale e feltro. Tengo molto a questa scelta perché penso sia importante che il pupazzo venga realizzato con materiale di qualità e lavabile, soprattutto in previsione di un possibile utilizzo da parte dei bambini. È un lavoro in cui è necessaria molta pazienza e concentrazione ma è anche decisamente rilassante, per quanto mi riguarda.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Nei progetti futuri c’è il desiderio di continuare su questa strada e di inserirmi maggiormente nel mercato. Mi stuzzica l’idea di realizzare pupazzi di personaggi elaborati dalla mia fantasia, senza però abbandonare la creazione dei soggetti presi dal mondo dell’animazione.

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Francesco Bommartini

Intervista a cura di Francesco Bommartini

Giornalista appassionato di musica. Ha scritto i libri Riserva Indipendente e Fuori dalla Riserva Indipendente, collabora con Rumore, L'Arena, ExitWell. Ama la sua famiglia, i sorrisi, l’onestà e avere il cuore in pace.

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