CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Antonio Boco / Birra Perugia

3 minuti 508 parole

Scopre per caso un vecchio birrificio di fine ottocento e lo riapre 100 anni dopo. Intervista a Antonio Boco di Birra Perugia

parole: 502 | tempo di lettura: 2 minuti

unco-birraperugia-articolo

Trentanovenne perugino, giornalista della rivista Gambero Rosso – bibbia dei gourmand italiani – Antonio Boco si occupa di food&wine “con l’entusiasmo del maniaco appassionato”. Di fatti, Antonio è un poliedrico professionista del settore: cura siti dedicati, come tipicamente.it, promuove manifestazioni enogastronomiche e, da qualche mese, ha intrapreso un’ultima, ambiziosa iniziativa: riportare in vita la Fabbrica Birra Perugia, un marchio storico scomparso non solo dalle attività produttive del capoluogo umbro, ma anche dalla memoria della città.

Antonio, come ti è venuto in mente di aprire un birrificio?
Tu lo sapevi che nel secolo scorso Perugia era tra i principali centri di produzione della birra? Ecco, io l’ho scoperto per caso, mentre tenevo un corso di formazione presso l’Associazione Industriali: nella sala era appeso un poster che ritraeva la pubblicità della vecchia Fabbrica della Birra Perugia, situata in pieno centro storico. Non ci potevo credere: conoscevo tutto dei marchi storici della città, ma non che fosse esistita una fabbrica di birra. E che fabbrica! Voluta da un milanese trasferitosi a Perugia, alla fine dell’Ottocento impiegava 250 dipendenti e utilizzava gli edifici del centro storico per lo stoccaggio del ghiaccio e dei fusti di rovere. La produzione era tale da consentirne la distribuzione in tutta l’Italia Centrale. L’azienda fu operativa per cinquant’anni – sino al 1927 – quando, con la morte del suo fondatore, venne ceduta a un importante produttore tuttora presente sul mercato. La storia della Birra Perugia finì così.

Quanto tempo è trascorso dal momento in cui hai deciso di ridare vita alla Fabbrica all’effettiva attuazione del progetto?
Quasi dieci anni. Ho maturato il proposito nel 2005, ma non è un lavoro che si possa improvvisare. Io e i miei soci abbiamo dovuto trovare la sede adatta – impensabile poter occupare la sede antica di via Bartolo –, cercare dei professionisti e fare gli investimenti necessari. La Fabbrica ha preso il via nell’aprile 2013 e, al momento, ci lavoriamo in cinque: io, i miei quattro soci e il birraio.

Che tipo di birra producete, e quanta?
La Golden Ale e l’American Red Ale. La nostra è una birra artigianale: non pastorizzata, non filtrata, senza aggiunta di additivi o conservanti e rifermentata in bottiglia. Significa che la birra ha una sua prima fase di fermentazione in tini d’acciaio, e finisce la sua evoluzione nella bottiglia. La produzione per ora è limitata a cinquemila litri di birra al mese, che al momento distribuiamo solo a Perugia.

Birra Perugia è stata apprezzata?
Di più. La nostra Golden Ale ha avuto un riconoscimento straordinario vincendo la medaglia d’oro all’European Beer Star Award 2013, uno dei più importanti concorsi nel settore a livello mondiale. C’erano ben 1500 concorrenti provenienti da 40 Paesi, e siamo stati giudicati da una commissione formata da 102 esperti. È stata un’emozione incredibile, che ci ha riempito di gioia e orgoglio. E che soddisfazione andare a Monaco a ritirare il premio, sfilandolo da sotto il naso dei tedeschi!

birra-perugia-6

unco-birraperugia-5

unco-birraperugia-3

unco-birraperugia-2

unco-birraperugia-1

unco-birraperugia-4

Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

Lascia un commento