CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Band Loch

4 minuti 783 parole

Promuovere la creatività celebrando lo spirito del Do It Yourself. Intervista a Raffaella e Veronica Cattaneo di Band Loch. Entra in contatto con Veronica e Raffaella

Parole: 760 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

unco-bandloch-1

Due sorelle bergamasche. Raffaella, curiosa di tutto ciò che la circonda, adora scrivere liste di qualsiasi cosa, soprattutto di posti da vedere e idee da realizzare; Veronica, appassionata di design e giardinaggio, ha un suo blog personale dove raccoglie pensieri e ispirazioni. Crafter da quando ne hanno memoria, nel 2011 hanno dato vita a Band Loch, un progetto indipendente per promuovere e sostenere i creativi all’insegna dello spirito del Do It Yourself, secondo una selezione molto ricercata ed accurata.

Ragazze, quando vi siete avvicinate all’handmade e allo spirito DIY?

Non abbiamo un ricordo preciso del quando, siamo sempre state interessate a questo mondo. Da sempre produciamo e vendiamo, da sempre cerchiamo e compriamo handmade.

Che cos’è Band Loch?

Band Loch è un progetto, un contenitore, ora è anche associazione culturale, nato con lo scopo di promuovere, valorizzare e sostenere la comunità creativa dell’handmade.

Come è nata l’idea di mettere in piedi uno spazio dedicato ai creativi?

Da diverso tempo parlavamo di voler creare qualcosa di diverso e nuovo per l’Italia, più improntato a ciò che si vede in altre città europee, che desse la possibilità alle realtà indipendenti di farsi conoscere. Nell’estate del 2011 dopo il ritorno di Veronica da Berlino, dove ha vissuto per diverso tempo, ci siamo messe all’opera e nel giro di qualche mese d’intenso lavoro abbiamo organizzato il nostro primo evento, che ha avuto un successo enorme e inaspettato.

Come vi siete fatte conoscere?

Sicuramente la rete è fondamentale. Siamo partite, in un certo senso avvantaggiate, avendo accumulato negli anni un certo bagaglio di amicizie e contatti legate alla realtà del DIY (distro, fanzine, etc.). Successivamente, per farci conoscere in maniera più ampia, un ruolo importante lo hanno giocato i social network, principalmente Facebook con cui, si sa, il pubblico italiano ha un rapporto preferenziale.

Quali sono state le difficoltà iniziali?

Sembrerà strano, ma all’inizio tutto era più semplice. Forse la cosa più difficile è stata, ed è ancora, trovare la location perfetta.

Il vostro è un progetto giovane ma siete già alla settima edizione di Band Loch Markt, il vostro mercatino dedicato alla creatività e all’handmade. Se doveste fare un bilancio di questi primi anni?

Il bilancio di questi primi 3 anni di vita, tra poco è il nostro compleanno, è senz’altro positivo: come noi anche la comunità dell’handmade, in Italia, è ancora giovane, ma come noi sta crescendo e la cosa ci rende felici e anche un po’fiere di ciò che stiamo contribuendo a creare.

Una curiosità: quanto ci vuole per organizzare un Band Loch Markt?

L’organizzazione del Markt richiede circa 3 mesi, durante il resto dell’anno partecipiamo noi stesse ad eventi, mercati, workshop, incontri dedicati a Crafters e Makers. La nostra è un tipo di attività che si nutre di collaborazioni, scambi, confronti.

Fate tutto da sole o avete dei collaboratori?

Tutto da sole, possiamo dire che siamo complementari, dove non arriva l’una arriva l’altra. L’entusiasmo non ci manca, ma spesso è il tempo ad essere carente, quindi, da quest’anno stiamo dando la possibilità a chi interessato di darci una mano, in maniera volontaria, in alcuni aspetti organizzativi degli eventi.

In cosa si differenzia Band Loch Markt dagli altri mercati e raduni di creativi?

È stato pensato per supplire alla mancanza di eventi che fossere dedicati esclusivamente all’handmade e al craft, pertanto non troverete vintage, second-hand, fotografia, belle arti, etc. Ciò che poi garantisce da sempre al nostro evento di distinguersi da altri simili è sicuramente la selezione molto ricercata e originale. Non siamo interessate alla quantità, ma alla qualità delle proposte, anche talvolta a costo di limitarci.

Come si fa a trasformare una passione in lavoro?

Domanda difficile, perché ancora non l’abbiamo capito nemmeno noi. Sicuramente è importante avere le idee chiare su ciò che si vuole fare, capire quali sono le effettive possibilità per realizzarlo e poi provarci.

Che consiglio dareste ad altri giovani come voi?

Non abbiate fretta e preparatevi a rimboccarvi le maniche.

Quali progetti avete in mente per il futuro?

Tanti. Nell’immediato stiamo rinnovando il sito e lo renderemo fruibile anche in inglese, per il nostro pubblico straniero. Inoltre, per settembre abbiamo in programma una piccola esposizione d’illustrazione Japanize me! di Lucia Biagi e da ottobre daremo il via ad un ciclo annuale di incontri creativi in cui si impareranno alcune tecniche artistiche giapponesi. Beh, poi a dicembre ci sarà la nuova edizione del Band Loch Markt.

unco-bandloch-3

unco-bandloch-4

unco-bandloch-2

unco-bandloch-5

unco-bandloch-6

unco-bandloch-7

unco-bandloch-8

unco-bandloch-9

Le foto in cui compaiono Raffaella e Veronica sono di Giulia Fiorinelli. Tutte le altre sono di Diego Boschini

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

Lascia un commento