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Do the Clef + Giacomo Bagnara

3 minuti 575 parole

Do the Clef e Giacomo Bagnara alle prese con la letterpress. Li abbiamo intervistati giusto prima di inchiostrarsi le mani

2 illustratori.
Giacomo Bagnara e Do the Clef.
2 stili molto diversi.
2 città diverse.
Verona e Brescia.
Non si conoscono.
Lo faranno oggi a “Post to Self”, laboratorio sperimentale organizzato da Lino’s Type e Amplificatore Culturale negli spazi aperti di The Fab. 12 illustratori/creativi/graphic designer chiamati a sperimentare con la tecnica del letterpress.

Do the Clef

Mamma, illustratrice, donna, artista. Come ti barcameni tra tutte queste definizioni?
Mi barcameno resistendo al sistema come:
MMMMammmma/Mamma
MMMMammmma/illustratrice
MMMMammmma/donna
MMMMammmma/massaia (qualche volta per dare l’impressione di Brava mamma!)
MMMMammmma/lavoratrice.
Alterno e mescolo tutte queste “funzioni” quotidianamente ed il risultato è che per guardare un dvd dopo cena ci impiego otto sere (quando va bene!) perché mi addormento dopo dieci minuti che sono di fronte allo schermo!

Do the Clef. Ti riferisci alla chiave di violino giusto? O la chiave musicale in generale? Amore la musica? Coincidenze? Come nasce questo nome?
Do the Clef è legato alla chiave di basso ma anche al fatto che do (pronunciato dò) è l’abbreviazione con cui tutti mi chiamavano in accademia “do”, e anche al fatto di essere una chiave, oggetto molto interessante.

Quando disegni Da dove nasce l’amore per Tim Burton e le teste mozzate e sanguinolente?
E’ innegabile il mio amore per Tim Burton ma non ha niente a che vedere con lui. Il mio amore per il macabro, che ho invece avuto fin da piccola penso di averlo ereditato da mia madre. Ricordo che, di nascosto (perché lei non voleva), mi mettevo dietro la porta a guardare i film che lei guardava. Alfred Hitchcock era la sua passione! ” Profondo rosso ” l’ho guardato da dietro la porta della cucina. Che faticaccia, ero scomodissima!
Oggi il mio fare/mi a pezzi è un modo per dire che ci possiamo ricucire e che anche presi a pezzettini andiamo bene ugualmente. Mi piace l’idea di dissezionare il corpo unmano studiandone le singole parti come se avessero un’identità e carattere proprio.

Consigli ai posteri? Il tuo motto!
Consigli ai posteri non ne ho. Ultimamente quando mi chiedono come sto rispondo :”Resisto!”

Cosa ti aspetti dal workshop a The Fab?
Non mi aspetto assolutamente niente, così comunque vada sarà un successo! Però sono curiosissima ed emozionata.

Giacomo Bagnara

Architetto o illustratore, quanto incide l’uno nell’altro? E a cosa ti dedichi maggiormente oggigiorno?
In realtà sto tenendo aperte entrambe le strade, disegnare in qualisasi caso è il mio obiettivo.

“Fuck” “Fuck” “Fuck” è uno sfogo riguardo a cosa? Cos’è che ti infastidisce a tal punto?
A questa domanda ti rispondo con una illustrazione ad hoc di Peter James Field. (Questo credo valga sia per gli illustratori / grafici che per i giovani architetti)

Quand’è nato il tuo amore per l’illustrazione? Qual è stato il tuo percorso?
Durante questi ultimi tre anni nei quali mi sono riavvicinato al disegno, i libri stampati ma soprattutto il web, sono stati per me grandi fonti di ispirazione, e ogni artista, illustratore, architetto che ho ”incontrato” mi ha sicuramente lasciato qualcosa, magari affiorerà nei miei disegni tra qualche anno, ma si sa, con calma tutto torna a galla.

Consigli ai posteri? Il tuo motto!
Il mio consiglio è quello di fare, continuare a produrre, qualsiasi cosa, prima o poi qualcosa accade.

Cosa ti aspetti dal workshop a The Fab?
Mi aspetto di imparare qualcosa di nuovo e stimolante, qualcosa magari che potrò utilizzare nei prossimi lavori.

Ginevra Gadioli

Intervista a cura di Ginevra Gadioli

Laureata nel freddo Est Europa (Estonia) in scienze politiche e sociali, ama tutto ciò è umanamente pensabile e percepito. Cerca di essere stupita ogni giorno tramite qualche cosa d'inusuale, come l'eccezione di una vita rocambolescamente normale.

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