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Donatello Lemma

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Intervista a Donatello Lemma: dice addio a una promettente carriera a Milano per produrre vino e olio in Puglia

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Laureato in Lettere e Filosofia, dopo aver lavorato per cinque anni nel mondo delle assicurazioni, Donatello decide di abbandonare il suo lavoro e di trasferirsi in Puglia per dedicarsi alla sua grande passione: l’enologia.

Donatello, qual è il tuo lavoro?
Sono amministratore dell’antica tenuta Le Grotte di Sileno a Castellaneta.

Qual è stato il tuo percorso formativo?
Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Feltrinelli di Milano, come perito elettrotecnico. Dopo il diploma mi sono dedicato alla passione che coltivavo parallelamente allo studio: lo spettacolo. Lavoravo in locali serali quando ebbi l’occasione di entrare in alcuni cast di trasmissioni sulle reti Fininvest, ma dopo un anno dovetti partire per il militare nel corpo degli alpini, incaricato presso il coro della brigata tridentina. 
A ventitre anni il desiderio di conoscenza mi portò a iscrivermi alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano. Dopo la laurea ebbi l’occasione di entrare nel mondo delle Pubbliche Relazioni in una società di comunicazioni, ma dopo un paio d’anni mi resi conto che si trattava di un mondo che non faceva per me.

E quindi come hai proseguito?
Con alcuni amici mi avvicinai al mondo dei servizi sociali, prima come volontario, poi come vero e proprio educatore in centri di sostegno per minori e case famiglia. Decisi poi di iscrivermi al corso di laurea in Scienza dell’Educazione. Furono due anni di fantastiche esperienze professionali e umane che avrei volentieri proseguito, se non fossero subentrate problematiche economiche che non mi permettevano di proseguire. Dopo aver conciliato per quasi un anno il lavoro di educatore e quello d’impiegato, dovetti accettare un lavoro a tempo pieno e più remunerativo nel grande mondo delle assicurazioni, dove rimasi per cinque anni.

Cosa ti ha spinto a cambiare lavoro?
Premetto che il mio lavoro in assicurazione era un buon lavoro: contratto assicurativo, quarto livello con possibilità di crescere. A trent’anni, l’idea di fare il pendolare da chissà quale paese dell’hinterland milanese e con un mutuo insostenibile mi terrorizzava. Inoltre negli ultimi anni mi avvicinai al mondo del vino, frequentando dei corsi di enologia organizzati dal comune di Milano e visitando cantine e fiere specializzate.
Nel 2006 un vecchio amico di Castellaneta, paese d’origine dei miei genitori, mi propose di “inventarmi” un ramo della sua azienda di famiglia: il vino imbottigliato e di qualità. Nacque così la mia idea di lasciare tutto e trasferirmi a 1000 km dal luogo dove avevo vissuto fino a quel momento.

Com’è stato l’inserimento in una realtà sociale e lavorativa totalmente differente da quella precedente?
Dal punto di vista lavorativo l’inserimento nella nuova realtà fu sicuramente sconvolgente. Nel giro di una settimana passai dal lavoro in ufficio in giacca e cravatta, a studiare e redigere documenti in una cantina del sud, in pieno periodo di vendemmia e in abiti informali. Dopo un primo periodo, che mi servì soprattutto a prendere contatto con la nuova realtà, cominciai il mio lavoro vero e proprio. Affiancato da enologi e grafici creai due nuovi brand: uno dedicato a una linea di vini più classici e impegnativi, con il nome della famiglia che da tre generazioni produceva vini senza imbottigliarli; l’altro invece rifacendomi al mito del cinema muto Rodolfo Valentino, originario di Castellaneta.

E’ un lavoro duro?
Il lavoro è impegnativo ma divertente: scelta del marchio, packaging, etichette, tappi, scatole, bottiglie, materiale promozionale. E poi la commercializzazione: far conoscere il vino localmente tramite conferenze stampa, esposizioni pubblicitarie e fiere. Creare una rete di vendita prima locale, poi nazionale, e oggi internazionale.

In cosa consiste il progetto di Le Grotte di Sileno?
Si tratta di un’azienda di agricoltura biologica di venticinque ettari, divisi in vigneti e uliveti. Nel suo cuore è stata ristrutturata un’antica masseria, che presto diventerà un agriturismo. Il sito dove sorge l’azienda ha una storia millenaria: si tratta di un’area di notevole importanza archeologica che risale all’ottavo secolo a.C. e che fu prima comunità greca, poi villa romana e, dopo l’anno 1000, monastero dei Benedettini. Da sempre qui si è prodotto olio, come testimoniano i ritrovamenti e soprattutto gli oltre 500 ulivi monumentali, molti dei quali con oltre mille anni di vita.

Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe estendere ulteriormente il progetto per renderlo un vero e proprio relais con piscina e bungalow in legno tra ulivi millenari, schedati come monumenti storici dalla regione Puglia.

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Roberta Stefania Ranzani

Intervista a cura di Roberta Stefania Ranzani

Vive a Milano dove studia Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'Impresa presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Ama viaggiare ed è appassionata di danza e canto. Nel tempo libero si dedica al cake design.

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