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442. Ecos Jewel

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Ci piaceva l’idea di creare qualcosa per rendere più belle le persone e che al tempo stesso fosse anche ecosostenibile. Intervista ai ragazzi di Ecos Jewel. Entra in contatto con Ecos

Parole: 901 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Tradizione, innovazione, made in Italy ed ecosostenibilità. La linea di gioielli ECOS racchiude tutte queste caratteristiche. Il marchio è stato ideato da Alberto Zampieri e Leonardo Pivato, due giovani imprenditori con esperienza nel marketing e nella comunicazione che ho incontrato a Vicenza Oro. Nel 2014 lasciano il posto fisso per fondare un loro brand. La materia prima sono gli scarti della lavorazione del legno che vengono nobilitati grazie alla maestria orafo-argentiera. Anche il packaging e i supporti da vetrina sono realizzati con materiale riciclato. Inoltre, ECOS sostiene un progetto di riforestazione in Kenya.

Prima di decidere di creare una startup, di che cosa vi occupavate?
Siamo tutti e due laureati in Marketing e comunicazione. Dopo la laurea io ho iniziato a lavorare come commerciale vendite presso un grosso gruppo assicurativo. Leonardo ha lavorato per 5 anni come responsabile Marketing in Better Silver Spa.

C’è stato un episodio particolare che vi ha fatto decidere di fondare un vostro marchio?
Non c’è un episodio particolare, ma una forte volontà e ambizione da parte di entrambi di creare qualcosa di nostro. Questo ci ha spinto a creare un gioiello innovativo che si distinguesse dalle proposte del settore.

Come mai avete deciso di creare proprio una linea di gioielli?
L’esperienza nel settore di Leonardo è stata determinante. Ci piaceva l’idea di trovare qualcosa di nuovo che rendesse più belle le persone, in modo raffinato, il tutto ponendo profonda attenzione al tema della sostenibilità ambientale.

Dove avete trovato l’ispirazione per il design e i modelli?
Per il design e i modelli dei gioielli abbiamo abbinato la nostra creatività con quella di designer da anni nel settore, su tutti Diego Zaupa e la visione di un’eccentrica designer, Alessandra Crocetta, proveniente da tutt’altro ambito. Il mix di queste personalità con esperienze differenti ha dato forma a ECOS.

Che cosa caratterizza lo stile di ECOS?
Lo stile di ECOS si caratterizza per la naturalezza, la freschezza e la volontà di unire due eccellenze del nostro territorio. La maestria orafa-argentiera di Vicenza e quella del legno di Treviso si uniscono per dar vita ad un gioiello ecosostenibile realizzato in argento e innesti in legno recuperati da sfridi di produzione, secondo un procedimento brevettato. L’unione di questi elementi ed un’estrema attenzione al design, ne fanno un prodotto completamente nuovo sul mercato in grado di unire tradizione ed innovazione, artigianalità e tecnologia. Inoltre utilizziamo 5 essenze di legno differenti, ogni essenza di legno è abbinata a degli aspetti caratteriali. Così al ciliegio è associato il romanticismo, al frassino la creatività, al mogano la tenacia, al rovere l’avventura e al noce il carisma.

Chi compra i vostri gioielli? C’è un pubblico di riferimento preciso?
Abbiamo creato due linee, per donna e uomo. Non c’è un pubblico di riferimento specifico, i nostri gioielli sono molto apprezzati sia dai giovani che dalle signore più adulte. Abbiamo appositamente studiato linee dalle finiture differenti per andare a colpire gusti e target di clientela diversi mantenendo sempre la semplicità, la naturalezza e la freschezza che contraddistinguono ECOS.

Quali sono i vostri canali distributivi?
I nostri canali distributivi sono i negozi tradizionali e una piattaforma virtuale di configurazione del gioiello. In Italia distribuiamo attraverso una rete di agenti e abbiamo già degli importanti contatti con distributori esteri. Per quanto riguarda la vendita online, un configuratore virtuale assembla il gioiello in base agli aspetti caratteriali degli utenti, catapultandoli in un’esperienza d’acquisto interattiva che gli permetterà di condividere sui social network il proprio acquisto.

Che tipo di difficoltà avete incontrato nel vostro percorso?
Le difficoltà ci sono ogni giorno e fanno parte del fare impresa. Una delle cose più dure quando si inizia un’attività è l’acquisizione di fiducia dei clienti, fornitori, banche, etc. Questo è un processo che necessita di tempo e lo si coltiva giorno per giorno attraverso la serietà, la professionalità e la tempestività nel farsi trovare pronti nelle situazioni. Un aspetto molto importante per la nostra società è stato l’entrata del gruppo Better Silver spa. L’esperienza di un’azienda leader nel settore ci ha dato un grosso supporto per l’affermazione del brand.

Che cosa vedete nel vostro futuro imprenditoriale?
Vogliamo far diventare ECOS un brand affermato in Italia e all’estero ed essere identificati come il marchio di gioielli che mixa elementi preziosi con un elemento naturale come il legno, il tutto fatto in un’ottica di salvaguardia ambientale.

Partecipate a fiere di settore? Sono utili per il prodotto?
Lo scorso mese abbiamo partecipato alla fiera Homi di Milano e alla fiera VicenzaOro. Per noi sono momenti fondamentali per creare contatti ed espandere l’attività.

Oggi in Italia quanto contano creatività e Made in Italy, ma soprattutto c’è spazio per i brand indipendenti?
Creare un brand indipendente è un’impresa dura che necessita di tempo e di investimenti importanti. Il saper fare italiano e il gusto estetico del nostro Paese sono elementi che devono essere valorizzati e comunicati in maniera adeguata perché sono valori che ci riconoscono e invidiano nel mondo.

Qual è la ricetta giusta per far sì che un’idea funzioni? 
Ci deve essere un giusto mix di passione, ambizione, determinazione e spirito di sacrificio. Non ci sono né orari né fine settimana, se si deve fare una cosa bisogna essere tempestivi. Soprattutto bisogna far gioco di squadra: è fondamentale il team di collaboratori.

Progetti futuri riguardanti ECOS?
Vogliamo espandere le linee con nuovi prodotti e affermarci nel panorama italiano ed estero.

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(Il team al completo: Leonardo Pivato, Andrea Bettinardi, Alberto Zampieri e Paolo Bettinardi)

Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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