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47. Elena Assante

6 minuti 1063 parole

Dopo l’esperienza di product designer all-night-long in Danese, apre la sua agenzia di comunicazione. Intervista a Elena Assante

EA | comunicazione | eventi. Chi è Elena Assante design studio?
Elena Assante design studio è una realtà milanese recente, ha circa un anno. E’ un luogo di sperimentazione e contaminazione di diversi campi, aperto alle innovazioni della comunicazione digitale, dei social media e all’organizzazione di eventi. E’ una realtà dove il termine “progetto” assume mille significati e sfumature, dove si collabora di volta in volta alla comunicazione e ad eventi, spesso di realtà creative emergenti. E ogni volta si scelgono nuovi mezzi comunicativi, strategie differenti l’una dall’altra, concept ad hoc per la situazione specifica. Ma è anche contaminazione di figure professionali, da piccoli progetti ad altri più complessi in cui la “macchina” studio si muove in modo compatto. E’ una macchina dinamica che si evolve trasformandosi continuamente in base ad esperienze, relazioni, progetti…

Cosa ha fatto scattare la “molla”? Quando nasce Elena Assante studio?
La molla è scattata dopo la mia esperienza da product designer in Danese Milano: un’esperienza indimenticabile anche se complessa, fatta di progetti meravigliosi, spesso last minute e “all night long”, designer da cui imparare tutto, saloni del mobile di soddisfazione e grandi amici. Ma poi è arrivato il momento di uscire dalla strada sicura, quella in cui si arriva freschi di laurea e pieni di entusiasmo, di mettersi alla prova, di capire davvero quali erano le mie capacità e i miei limiti, di sperimentare cosa era in grado di emozionarmi a prescindere dal ruolo che avevo addosso e dall’organizzazione in cui ero inserita. Lì è cominciato il mio viaggio, la sperimentazione, le paure ma anche le soddisfazioni.

Il tuo lavoro è molto complesso da gestire: competenze di carattere relazionale, organizzativo, di comunicazione ed ufficio stampa, doti di problem solving, conoscenze informatiche e tecniche di allestimento low cost… qual è la formula magica per gestire tutto questo?
La complessità non mi ha mai fatto paura, forse perchè sono anch’io una persona complessa e sfaccettata, con i più vari interessi e parti molto lontane tra loro. Ho capito che la chiave è una continua visione di dettaglio e quadro d’insieme; bisogna affrontare una parte alla volta e subito dopo allontanarsi per vedere il progetto nel complessivo. E piano piano si va avanti, i nodi si sciolgono, i problemi di affrontano, le lacune si colmano e il quadro si è fatto da sè.

Ad esempio, durante l’organizzazione di un evento, davanti ad un budget limitato, interlocutori diversi e i tempi che stringono (e dopo aver respirato profondamente, è necessario), come prima cosa ti immagini come potrebbe funzionare, che idea c’è alla base, cosa si aspetta il cliente e come fare un buon lavoro; infine delinei l’evento nel complesso. Poi, uno alla volta, affronti i diversi aspetti, prima pensi a come risolvere il budget, poi ti vengono in mente sponsor da coinvolgere e contatti da recuperare e così via, su tutto.. Ti confronti di nuovo con l’idea iniziale e correggi il tiro. E dopo questo processo, qualche imprevisto e qualche sorpresa, il risultato è anche migliore della tua idea iniziale.

Quando un lavoro può essere considerato concluso?
Solitamente affronto due tipi di lavori, quelli che si concludono perché c’è una data di fine, come un evento o la consegna di un elaborato grafico. Altri, come le attività di social media o di blogging, che non finiscono mai. Vanno seguite, coltivate, monitorate e migliorate continuamente.

Hai lavorato con nomi del panorama creativo contemporaneo molto importanti, per citarne alcuni: Danese Milano, Marti Guixé, Matteo Ragni, Ross Lovegrove, Naoto Fukasawa, Matalì Crasset… cosa hanno significato queste esperienze per te?
Queste esperienze sono state fondamentali, in alcuni casi fatte di persone sorprendentemente umane, aperte e fiduciose nell’interazione con l’altro; in altri proprio quello che ci si aspetta da persone così affermate, con le loro piccole manie e “stampini” di produzione. Ma ciò che davvero è stato una rivelazione è lo spaccato di realtà professionale e creativa che mi hanno mostrato: per alcuni versi come modelli a cui aspirare o da cui allontanarmi, per altri un assaggio di apertura mentale, pensiero alternativo, stimoli eccezionali e sorprendenti.

Creare delle “reti”. Quanto è importante nel tuo lavoro?
Nel mio approccio la creazione di reti è fondamentale. Credo profondamente che la creazione di rapporti basati sulla stima lavorativa nonché personale e la condivisione di valori con professionisti del mio settore e di quelli affini sia la vera forza, che fa la differenza. Sono per questo convinta che l’approccio che lo studio ha di unico interlocutore alla richiesta del cliente e a cui la macchina “rodata” risponde, possano essere garanzia di successo soprattutto sul lungo termine. Ciascun professionista lavora per la sua specificità, ma i meccanismi di collaborazione sono ben oliati. Squadra che vince non si cambia. E si condividono molti più progetti.

Come ti vedi tra dieci anni?
Bella domanda. So solo risponderti quello che spero: più esperienza lavorativa, molti più interessi e “sfaccettature” da bilanciare, altri campi in cui sperimentare. E, perché no, un buon equilibrio tra lavoro e la famiglia che verrà, forse la sfida più difficile, quella in cui so di non voler rinunciare a troppo. Ne riparliamo tra dieci anni che è meglio!

Considerazioni. Un consiglio da dare a chi sta cercando di intraprendere la tua strada.
Pochi difficili consigli. Non abbatterti troppo davanti agli intoppi e alla lentezza dell’inizio, diventa amico delle giornate vuote come di quelle strapiene. Tieni a bada l’ansia per il conto corrente che non si sa domani come sarà. Ah, ringrazia chi ti è vicino per la pazienza. E goditi fino in fondo le prime soddisfazioni, ripagano di tutta la fatica.


Allestimento per  INTERNI GREENENERGY DESIGN | UNIMI | design Martì Guixè per Danese Milano
(photo credit: federico villa fotografo per Danese Milano)


Allestimento per  INTERNI GREENENERGY DESIGN | UNIMI | design Martì Guixè per Danese Milano
(photo credit: federico villa fotografo per Danese Milano)


Proiezione di Enrico Ferrari Ardicini @ evento MOUSSE MAGAZINE + MY BAUHAUS | FUORISALONE 2012
(photo credit: my bauhaus is better than yours)


Proiezione di Enrico Ferrari Ardicini @ evento MOUSSE MAGAZINE + MY BAUHAUS | FUORISALONE 2012
(photo credit: my bauhaus is better than yours)


Prodotto realizzato ad hoc per evento | ALTA TENSIONE | JANNELLI & VOLPI | design Matteo Ragni PER DANESE MILANO
(photo credit: federico villa fotografo per Danese Milano)


Prodotti realizzati ad hoc per evento |  DOT + FORTUNATA | CAMPARI & UNIMI | design Matteo Ragni per Danese Milano
(photo credit: Federico Villa fotografo per Danese Milano)

(La prima foto dell’articolo è di Federico Villa)

Lucrezia Pascale

Intervista a cura di Lucrezia Pascale

Vive di contaminazioni o almeno ci prova il più possibile. Laureata in Disegno Industriale cerca la sua strada come freelance occupandosi di progettazione, grafica e packaging dei suoi prodotti. Ha due passioni: la fotografia e la maglieria

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