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455. Enrico Pandian / Supermercato24

5 minuti 925 parole

Su web funziona così. Il primo che arriva prende il territorio. Enrico Pandian ci racconta Supermercato24. Entra in contatto con Enrico

Parole: 900 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Enrico, che cos’è Supermercato24?
È una piattaforma che ti permette di fare la spesa nel tuo supermercato preferito, dunque in qualsiasi supermercato, e di farsela recapitare a casa in un’ora o al massimo nell’arco della giornata.

Andrea Vaccari, fondatore di Glancee – applicazione poi comprata da Facebook – al TEDx Verona 2014 ha detto: “Bisogna innamorarsi di un problema e trovarne la soluzione”: sembra che tu abbia fatto proprio questo.
Sì, anche se la realtà è molto più complessa, perché Andrea Vaccari ha seguito davvero una sua idea, mentre io non ho la presunzione di fare un progetto così innovativo come ha fatto lui per un motivo molto semplice: noi non siamo nella Silicon Valley e io sono un imprenditore che vuole rimanere a Verona perché Verona mi piace e la mia famiglia e tutte le amicizie sono qui. Seguo delle esigenze avvertite in un determinato momento, analizzo i dati e le situazioni e cerco una soluzione.

Quanto tempo è passato dall’idea alla realizzazione? Hai aspettato che fosse tutto pronto o ti sei buttato?
L’idea per Supermercato24 è nata il 2 agosto 2014, il nove dello stesso mese ho cominciato a scrivere il software per fare il sito, il quindici settembre ero online con una prima versione del sito e andavo io stesso a fare la spesa e la consegnavo a casa della gente, dunque i tempi sono stati molto stretti.

Ormai non è più tanto l’idea quanto il realizzarla in un certo modo che porta al successo; quando si sta pensando a qualcosa che potrebbe sembrare rivoluzionario molto probabilmente lo stanno facendo almeno altre dieci persone.
Partiamo dal discorso dell’esecuzione, di nuovo, perché è molto importante: noi siamo in piedi da sei mesi, in sei mesi siamo apparsi su svariati mezzi d’informazione e Wired Italia nell’ultimo numero ci ha messo tra le prime dieci start up più promettenti in Italia, questo perché siamo veloci, perché abbiamo un’esecuzione molto buona. E l’elemento velocità vale anche come marcia in più rispetto ai nostri competitor: chi sarà più veloce riuscirà a prendere il territorio prima perché funziona così online, il primo che arriva prende più territorio, gli altri avranno maggiori difficoltà.
Un altro elemento fondamentale è il team. Tutte persone sotto i 30 anni, ragazzi che hanno deciso di scommettere su questo e che vogliono arrivare a fare qualcosa di ancora più grande tra tre o quattro anni quando pensiamo di poter vendere questa impresa.

Cosa deve, o non deve, fare chi vuole aprire una start up.
Credo sia necessario mettersi in una mentalità nuova perché sono quindici anni che si parla di start up e questo è il momento di rischiare veramente, anche grazie alla depenalizzazione dei fallimenti sulle nuove imprese. Noi di Supermercato24 stiamo continuando a correre: solo a gennaio eravamo in tre, adesso siamo in tredici e l’obiettivo è arrivare a quaranta entro la fine dell’anno, quindi quello che dico io è: rischiate, perché è inutile aprire una start up e dopo due anni dire ancora “sono in una start up” perché in quel lasso di tempo devi essere un’azienda e in tre anni devi aver iniziato a fatturare. Un altro punto importante è darsi un limite di tempo, cosa che nessuno fa; un problema importante in Italia è la paura del fallimento, perché è una circostanza vista sempre negativamente, quando in realtà è comunque un momento lavorativo positivo perché hai imparato a fare qualcosa di nuovo; bisogna però darsi dei termini, in sei-nove mesi le cose devono funzionare o comunque bisogna tirare fuori metriche interessanti per gli investitori e se questo non succede meglio chiudere e ricominciare.

Perché fare impresa in Italia e non andare all’estero?
Andare all’estero sembra più semplice, nella realtà non lo è affatto; sono già stato all’estero con un’altra società e la verità è diversa da quella che si crede: ci sono delle difficoltà perché l’Europa è differente dagli Stati Uniti, ogni nazione ha la sua lingua, ha dei mondi culturali completamente differenti ed è anche per questo che Supermercato24 è partito dall’Italia: vogliamo prima coprire l’Italia e poi andare oltre confine. Iniziamo imparando a muoverci in un ambiente più confortevole per noi, e una volta che i software sono stati costruiti perfettamente allora cominciamo a fare un’espansione internazionale che ha, tra l’altro, bisogno di moltissimi fondi, molti di più rispetto a quelli necessari qui.

Come scegli i tuoi collaboratori e che rapporto hai con loro?
Sono un pessimo selezionatore e l’unica cosa che di solito chiedo è di avere un impegno forte nel progetto, poi nella realtà le persone vengono fuori sul campo. Quelli che lavorano qui sono quasi tutti assunti a tempo indeterminato perché dare una certa stabilità alle persone le aiuta a tirare fuori il meglio: chi lavora deve essere nella posizione più confortevole per dare il massimo e chi dà il massimo rimane con noi. Quando si fa innovazione ci vogliono persone particolari, persone che devono avere dei talenti ed è importante metterle in una condizione ottimale.

Dove sarai nel prossimo futuro?
In questo momento sono focalizzato su Supermercato24 perché è un lavoro che mi assorbe completamente e perché stiamo trasformando il mercato della grande distribuzione, per nulla innovativo, muovendoci all’interno di un settore che esiste da più di cent’anni sempre uguale a se stesso; noi non siamo un supermercato, non siamo una società di consegne, siamo una società di software che sta cercando di stravolgere un mercato che già esiste.

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Evelina Guerreschi

Intervista a cura di Evelina Guerreschi

Ho un dinosauro a guardia dei miei libri e nessuna intenzione di farvi uscire sobri da qui. Dei Duran sempre preferito James, dei Karamazov, Ivàn.

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