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FabLab Milano

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FabLab Milano: quando le idee non si pensano ma si fanno. Intervista a Massimo Temporelli

Parole: 589 | Tempo di lettura: 2 minuti

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FabLab Milano è un garage condiviso, un luogo che mette in comunicazione giovani e studenti con professionisti, professori e imprese, crea sinergie, facilitando lo scambio di idee e la nascita di progetti. Al salone del Mobile abbiamo incontrato Massimo Temporelli, co-fondatore, e ci siamo fatti raccontare del loro progetto nato appena tre mesi fa.

 

Massimo, cosa succede nel laboratorio FabLab Milano?

FabLab è un garage condiviso, al cui interno trovi persone che sanno come aiutarti a concretizzare quello che hai in testa e che hanno a disposizione i macchinari giusti per farlo. Noi aspettiamo che arrivino persone con idee da concretizzare e che abbiano bisogno del nostro aiuto per farlo.

Chi ha fondato FabLab?

I fondatori di questo progetto siamo io, Massimo Temporelli, Presidente FabLab Milano ed Educational Director, fisico appassionato di tecnologia, vivo per divulgare e diffondere la cultura dell’innovazione; Giovanni Gennari, Tesoriere FabLab Milano e Marketing & Communication Director, si occupa di tutti gli aspetti legati al marketing e comunicazione; Francesco Colorni, Segretario FabLab Milano e Project & Design Director, architetto. Successivamente abbiamo coinvolto Livia Landini nel ruolo di Segretaria FabLab Milano e Medialab Director – Development Producer, Nicolò Bongiorno Presidente della Fondazione Mike e Socio Fondatore ed incubatore FabLab Milano e infine Paolo Aliverti e Andrea Maietta che hanno portato per primi l’idea di un FabLab a Milano nel 2011.

Che figure professionali sono presenti in Laboratorio?

In laboratorio ci sono 3/4 persone fisse, due tre tecnici in media che si occupano degli svariati campi che il FabLab dovrebbe coprire: elettronica con arduino, stampante 3D, la laser cut e la fresa Cnc, le 4 macchine fondamentali da saper usare. Poi ci sono io che non ho competenze professionali, ma gestisco e creo connessioni tra le persone, sia in laboratorio che al di fuori. Poi ci sono una decina di collaboratori non strutturati.

Ti piacerebbe coinvolgere qualcun altro nel progetto FabLab?

Nella mia idea dovrebbero entrare in futuro artigiani e filosofi o comunque pensatori. Siamo nel mezzo di una rivoluzione ma non tecnologica, bensì sociale, quindi secondo me sarebbe interessante interpellare i pensatori e capire qual è la loro idea sul fatto che le persone si riuniscano senza più un capo ed un ufficio. Vorrei che i filosofi incontrassero i giovani e gli spiegassero cosa sta succedendo, che non è più necessario andare sempre nello stesso posto a fare le stesse cose. Solo al pensiero di essere assunto in un posto fisso, dove recarmi tutti i giorni a fare un lavoro ripetitivo mi viene l’angoscia.

Chi usufruisce maggiormente del vostro servizio?

Prevalentemente studenti, circa il 70%, perché siamo molto vicini alla sede di Bovisa del Politecnico di Milano. Poi vengono i curiosi, gli imprenditori: il dentista, il panettiere, il gioielliere; persone che sono interessate ai nostri corsi. Teniamo dei corsi che vanno dall’utilizzo dei droni alla Digital Fabrication; come utilizzare Arduino e la stampa 3D; corsi pratici su Bitcoin, le nuove monete digitali e molti altri ancora.
Vogliamo essere un centro dove le persone che vogliono vivere nel futuro e capire cosa sarà il futuro vengono e imparino a usare le tecnologie, capiscano qual è la cultura su cui si fondano queste tecnologie.

[L’intervista di Nicole continua su BoBos]

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Nicole Bruschi

Intervista a cura di Nicole Bruschi

Laureanda in Comunicazione, media e pubblicità presso l'università IULM di Milano. Ama la creatività in tutte le sue forme e aspetti. Tra cinque anni si vede Globe-trotter, alla ricerca di storie da raccontare.

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