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Figosa

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Abbiamo raggiunto un po’ tutte le parti del mondo, ma non ci fermeremo: siamo figosi, mica immortali! Intervista a Andrea Morando, Figosa.

parole: 582 | tempo di lettura: 2 minuti

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Figosa. Una parola che non può passare inosservata ai fan di Ben Stiller e del cinema demenziale. Derek Zoolander, protagonista dell’omonimo film del 2001, usa questo termine per definire quanto lui e i suoi amici siano «belli, belli, belli, belli, belli in modo assurdo». Ed è proprio in onore del mitico attore e dello spassoso film Zoolander, che Andrea Morando e Laura Arbanelli – compagni nella vita e nel lavoro – hanno inventato Figosa. Una tracolla in cuoio, costruita completamente a mano, per macchine fotografiche antiche e analogiche, ma anche un oggetto vintage e cult. Un’idea che nasce dalla passione di Andrea e Laura per la fotografia e le macchine analogiche, e che si trasforma in un’avventura imprenditoriale vincente. Ma come nasce una start-up? Abbiamo chiesto ad Andrea di raccontarci la sua esperienza e questa è la sua intervista.

Partiamo dal principio: che cos’è Figosa e da dove nasce il nome del vostro prodotto? Figosa è una tracolla artigianale in cuoio in stile vintage per macchine fotografiche analogiche o moderne mirrorless. Il nome deriva da una citazione di Derek Zoolander (alias Ben Stiller) e vuole in un certo senso spiegare il nostro intento: abbellire con le nostre tracolle le macchine fotografiche, dando loro uno stile vintage, cool e alquanto figoso.

E per quanto riguarda le macchine fotografiche moderne? Lavorate anche su quelle compatte?
Il progetto di Figosa nasce da un nostro desiderio professionale. Abbiamo sempre riscontrato l’esigenza di possedere delle tracolle per la nostra collezione di macchine fotografiche antiche. Le Figosa sono stata la riposta! Abbiamo deciso di confezionare delle tracolle che, non solo si adattano alle fotocamere datate, ma possono essere utilizzate anche per le macchine più moderne, in particolar modo le mirrorless, per le loro dimensioni più ridotte.

Da quello che vedo il vostro mercato si sta allargando, dove vendete più tracolle?
Il nostro mercato di riferimento è quello estero. Al primo posto per commissioni e richieste ci sono sicuramente gli Stati Uniti. In Europa, invece, le nostre tracolle sono state apprezzate soprattutto in Germania. Ma, ad essere sinceri, a parte l’Africa e il Sud America, abbiamo raggiunto un po’ tutte le parti del mondo, dall’Australia, al Giappone, al Canada. Questo ci rende davvero orgogliosi ma non vogliamo fermarci qui. D’altronde, come lo stesso Derek Zoolander ammette con una sua celeberrima battuta: «Siamo figosi, mica immortali!»

Questo è sicuramente l’inizio di una bella avventura imprenditoriale. Avete già progetti per il futuro? Abbiamo riscosso un grande successo già dalla prima versione di Figosa e abbiamo deciso di non fermarci. Ci sono in ballo tanti progetti per il futuro, ma quello più imminente è realizzare un nuovo modello di tracolle più largo e con spallina, che possa essere comodo e resistente per le pesanti reflex digitali.

Avete presentato Figosa al grande pubblico durante l’ultimo volume genovese del Pechakucha night, maratona dedicata alla creatività e all’imprenditoria 2.0. Che idea vi siete fatti del mondo delle start up?
Siamo uno dei tanti esempi di come da un’idea creativa, anche se semplice, possa nascere qualcosa di costruttivo e quindi invitiamo chi abbia delle idee innovative, nonostante il periodo difficile, ad andare avanti e cercare di realizzare i propri progetti. L’Italia ha sempre poggiato le proprie basi su creatività e artigianato, quindi dateci dentro.

2 - Marghe's figosa on Olympus OM-D

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24 - figosa on Ferrania

Benedetta Massa

Intervista a cura di Benedetta Massa

Laureata in scienze politiche, appassionata di pallavolo e di cucina. Legge, scrive, mangia, gioca e viaggia. Ama la tecnologia ma non rinuncia al quotidiano piacere di sfogliare la carta stampata.

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