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435. Francesca Marano / C+B

4 minuti 701 parole

Aiuta le imprenditrici creative italiane a far nascere la propria presenza e attività online. Intervista a Francesca Marano. Entra in contatto con Francesca.

Parole: 706| Tempo di Lettura: 3 minuti

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Tutto è iniziato con uno ZX Spectrum che il padre le ha portato a casa quando aveva 8 anni. Oggi Francesca insegna alle freelance italiane come portare a casa la pagnotta usando due strumenti fondamentali: business plan e blog. Ha fondato e scrive su C+B, la casa+bottega delle imprenditrici creative italiane, un blog multi-autore da lei coordinato che parla con e di donne in proprio, spesso intimidite e confuse dalle nuove tecnologie, troppo spesso etichettate come cose da maschi smanettoni.

Francesca, che lavoro fai?

Aiuto i creativi a far nascere la propria presenza e attività online. Creo siti con WordPress e insegno tutto quello che ho imparato su come portare a casa la pagnotta e far quadrare i conti da freelance usando due strumenti fondamentali: un business plan e un blog. Siccome sono convinta di avere 36 ore al giorno, ho fondato e scrivo su C+B, la casa+bottega delle imprenditrici creative italiane, un blog multi-autore da me coordinato che parla con e di donne in proprio.

Com’è nata in te la passione per il mondo digitale? 

I miei genitori sono entrambi informatici, mio papà ha portato a casa il primo computer quando avevo 8 anni, ed è stato amore a prima vista. Per anni sono stata quella che “tu che usi bene il computer, mi aiuti a…” ma non mi sono mai occupata direttamente di digitale, nonostante sia una eterna laureanda in Nuovi Media al Dams. Per 6 anni sono stata il braccio destro della direzione in una piccola compagnia di successo in Italia e ho imparato a gestire i diversi aspetti della società, dedicandomi con uguale passione e competenza a campagne marketing, strategie di comunicazione, bilanci, amministrazione. Dopo essermi trasferita nel 2011 in Israele (patria di mio marito) ho penato non poco per ritrovare la mia identità professionale “aziendale” e così mi sono rimessa a studiare come si fanno i siti ed eccomi qui. Sono convinta che l’internet e l’informatica siano un potente strumento di emancipazione, soprattutto per le donne, quindi il mio motto è “Digitalizzatevi, gente!”

Ti definisci una digital doula. Che significa?

La doula è in greco una donna al servizio di altre donne, è una levatrice che segue le partorienti e le puerpere. Quando ho iniziato a pensare a come descrivere i miei servizi ho deciso che “Web Designer” o “Web Developer” non erano sufficienti a trasmettere la mia mission. Il sito non è che la punta dell’iceberg di un percorso ben più complesso: avere un sito vuole dire metterci la faccia, dire al mondo “ehi, io esisto e so fare questo”, riflettere su cosa si offre davvero e perché. Invece di far nascere bambini, faccio nascere bit e seguo le mie clienti guidandole e sostenendole.

I tuoi servizi difatti sono rivolti principalmente al mondo femminile. Perché questa scelta?

Per due motivi: uno “di pancia”, mi trovo bene con le donne, ci capiamo, siamo testarde, lavoriamo sodo. L’altro perché purtroppo intorno a me vedo ancora troppe donne intimidite e confuse dai computer e da internet, che non capiscono che sono strumenti per rendersi la vita facile e non mostri. Intendiamoci, anche gli uomini si trovano in difficoltà, ma sono meno plateali nell’esprimere la propria inadeguatezza, così ho deciso che invece di essere come i Blues Brothers mandati in missione dalla Pinguina, io sono quella che fa passare la paura alle donne, semplificando e incoraggiando.

È possibile vivere da free lance in Italia?

È durissima. Le tasse sono altissime e anche iniziative come il regime dei minimi non aiutano: psicologicamente se stai nei minimi non ti impegni mai per crescere gradualmente, ritrovandoti alla scadenza a dover aumentare il fatturato del 50% senza sapere come fare. Sono di recente rientrata in Italia e trovo la situazione molto difficile.

Progetti futuri?

Diventare grande, uscire dalla logica freelance “lavoro = fatturo” e creare un network di professionisti per aiutare i clienti a digitalizzare la loro attività al meglio. Aumentare le ore da formatrice, mi piace troppo insegnare e vedere i progressi dei miei studenti. Far crescere C+B e farlo diventare il punto di riferimento per le donne in proprio e creative italiane.

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Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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