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Frieda Brioschi / Wikimedia

4 minuti 624 parole

Risolvo problemi, dirigo progetti, talvolta li creo. Intervista a Frieda Brioschi, membro fondatore di Wikimedia Italia. 

parole: 616 | tempo di lettura: 3 minuti

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Frieda, ho letto che sei stata il primo presidente di Wikimedia Italia. So che si tratta di un’associazione non profit che lavora a stretto contatto con Wikimedia. Esattamente di che cosa si tratta?
È un’associazione culturale non profit che si occupa di fare promozione in Italia per Wikipedia e i progetti fratelli. Lavoriamo a stretto contatto con Wikimedia Foundation e altre associazioni nostre omologhe in tutto il mondo per diffondere la cultura di Wikipedia, basata sulla collaborazione, la costruzione di un sapere libero e il suo riutilizzo.
Portiamo avanti tanti progetti che toccano Wikipedia anche solo in maniera tangenziale: Wiki Loves Monuments, Archeowiki, i progetti con le scuole, ecc.

Tre parole per definire una startup
Giovane, ma non necessariamente fatta di giovani, Dinamica, cioè dotata di buone capacità di adattamento per seguire il mercato, ed infine Impresa. Un’azienda deve stare in piedi economicamente, vedo troppi progetti bellissimi che non sanno di cosa campare.

Cito dal tuo blog: “Non faccio altro che scrivere, […] Ci sono molte opportunità e farlo è semplice”. Credi che sia davvero facile per tutti?
A Milano si dice “ogni ofelè al fa el so mestè”, che letteralmente significa “ogni pasticcere fa il suo mestiere”. È un modo per esortare le persone a fare il loro lavoro. Scrivere non è il mio mestiere, ma mi piace farlo. Talvolta mi serve per rimettere in ordine le idee o mi capita di farlo per altri. Richiede tempo, costanza e un po’ di voglia di mettersi in gioco: le mie idee nero su bianco rimangono.

E pensi che possa essere sempre considerata scrittura inviare messaggi in una chat o commentare post, spesso con abbreviazioni e uso del parlato?
No, quelle sono chiacchiere, in altro formato ma sempre chiacchiere, con rarissime eccezioni: ho visto dei commenti a dei post che erano dei veri e propri trattati, ma è capitato poche volte. Continuo a pensare, forse un po’ arcaicamente, che la lingua scritta abbia una sua dignità e che debba essere diversa dal parlato, anche se alcune mescolanze sono accettabili.

Dicevi anche che il tuo è “il duro mestiere del divulgatore”. Perché lo hai definito duro? Lo definiresti ancora così? E cos’è che ti appassiona nel voler divulgare conoscenza e contenuti, come nel caso di Wikimedia?
Divulgare significa spiegare in maniera semplice cose difficili, che richiedono una preparazione diversa da quella che ha chi ci ascolta. Per farlo è necessario riportare tutto a qualcosa che l’interlocutore conosce già. Bisogna saper leggere negli occhi e nei gesti se abbiamo raggiunto lo scopo o se è necessario riprovare usando altre immagini. È importante anche capire quando fermarsi: divulgare non è indottrinare! Wikipedia si presta bene alla divulgazione perché ha moltissimi livelli di lettura, si rifà a qualcosa che tutti conosciamo (l’enciclopedia) e anche per gli appassionati di fantascienza ci sono almeno un paio di filoni a cui ricondursi.

Ora insegni anche allo IED. Riassumi tutto quello che fai in tre affermazioni: “Risolvo problemi. Dirigo progetti. Talvolta li creo.” Vorresti spiegarmi meglio questi 3 steps?
Il mio curriculum è pieno di esperienze molto diverse tra di loro e quando devo presentarmi di solito scelgo sempre quelle più pertinenti agli interlocutori che ho di fronte. Ma se devo essere molto sintetica, o non ho chiaro chi ho di fronte, preferisco parlare di me e di quello che mi viene meglio fare: risolvere problemi, dirigere progetti e inventarne (più progetti che problemi!).

Cosa consigli a un giovane che vuole intraprendere la tua carriera?
Di muoversi e viaggiare, conoscere gente e costruire una bella rete di contatti, di essere curioso e osservare, e poi di buttarsi, altrimenti non si va da nessuna parte.

[L’intervista di Maria Sole continua su Corriere Innovazione]

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Maria Sole Farinelli

Intervista a cura di Maria Sole Farinelli

Studentessa in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'impresa presso l'università IULM di Milano. Collaboratrice per Expoven&C. s.n.c. eventi.

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