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Gaio il Calzolaio

3 minuti 498 parole

Fa scarpe su misura e lo sciuscià per diletto. Intervista a Gaio il Calzolaio.

Gaio, qual è la tua storia?
Sono figlio d’arte. Mio papà era calzolaio. Il negozio era in casa e finite le medie mio padre mi chiese che cosa volessi fare e io risposi: il calzolaio. Già da quando avevo otto anni davo il colore alle scarpe. Calzolaio ci sono nato. Oggi ho 48 anni e faccio questo lavoro da quando ne avevo 19. Il giorno dopo aver terminato il servizio militare al posto di festeggiare sono entrato in negozio. Ma mi piace, mi è sempre piaciuto. E’ la mia vita.

Fai scarpe su misura, le ripari, ma fai anche lo sciuscià (da shoe shine, ragazzini che guadagnavano qualche lira lustrando gli scarponi degli americani sbarcati a Napoli durante la seconda guerra mondiale).
Due anni fa sono andato a Milano ad una gara di equitazione. Vidi le amazzoni con stivali stupendi ma sporchissimi allora per scherzo ho chiesto loro se potevo pulirglieli, e lì è nato tutto.

Racconta.
La prima ha accettato e solo quel giorno sono passate una quindicina di ragazze a farsi pulire gli stivali. Tornato a casa ho pensato: perché non fare una poltroncina dove chiunque può sedersi e farsi pulire le scarpe? Mio cugino è fabbro. Gliene ho parlato e dopo due mesi arriva in negozio con questa poltrona decisamente fuori misura. Mi è piaciuta subito e ho cominciato a portarla in giro alle manifestazioni. Da subito mi sono arrivate telefonate per partecipare ad altri eventi. Insomma ho rispolverato (letteralmente) un vecchio mestiere, quello dello sciuscià.

Quindi questa è la tua leva di marketing. E come comunichi?
Passaparola. Ho un sito ma non chiedermi niente. E parlo un sacco, ho questo difetto.

Il tuo lavoro è però fare riparazioni?
Certo, vivo aggiustando scarpe. Poi ne creo su misura per chi ha il gusto estetico e la voglia di spendere di più per avere un paio di scarpe uniche. Professionisti ma anche persone che vogliono semplicemente avere una buona scarpa in mano e decidono di spendere per averla.

C’è mercato?
Certo che c’è mercato perché le scarpe vanno riparate e ci sono sempre meno calzolai bravi. Questo lavoro è difficile da imparare perché serve avere una certa manualità di partenza. Non è per tutti. Ma aprire un piccolo negozio di calzoleria con un affitto basso nella zona giusta ti fa sicuramente vivere.

Hai un garzone?
Mi piacerebbe tantissimo, ma no. Con il contratto del lavoro del nostro Paese, mettere in regola un apprendista significa essere schiacciati da un costo troppo elevato per sopravvivere.

Quindi un giovane che vuole imparare cosa fa?
Se ha dimestichezza con le mani può imparare questa arte in sei mesi e magari aprire la propria bottega. Deve almeno saper aggiustare tacchi e suole. Meglio comunque essere in due così ce n’è almeno uno che lavora sempre. Se qualcuno vuole imparare questo mestiere per poi aprire una bottega mi contatti pure alla mia mail: gaioilcalzolaiovr[at]gmail.com, sarò felice di aiutarlo.

(le prime due foto sono di Davide Provolo)

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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