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Gianni Potti

4 minuti 615 parole

Da una matita gigante, all’assessorato alla cultura di Padova, al Talent Garden. Per innovare serve coraggio. Intervista a Gianni Potti

Parole: 590 | Tempo di lettura: 2 minuti

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Gianni Potti, padovano, classe 1959, nasce nel mondo della comunicazione e qui si evolve: dalla carta stampata al digitale, passando per un assessorato alla cultura e nuovi spazi di co-working. La svolta, quella vera, è arrivata grazie ad una matita gigante: quella di una campagna stampa per una nota scuola privata della sua città, Padova.
Avevo appena aperto la mia agenzia di comunicazione e mi ero impegnato moltissimo per questa campagna, che alla fine però non è stata accettata. Io però ero davvero convinto che fosse bella e impattante: così, una volta tornato in ufficio, mi sono messo a sfogliare le Pagine Gialle e ho inviato la proposta a tutte le scuole private che ho trovato. L’avrei anche regalata, tanto ero convinto che sarebbe stata un successo. E infatti così è andata: una scuola, allora appena nata, ha deciso di darmi fiducia. E così Padova si è riempita di manifesti con questa enorme matita. È stata una prima, grandissima soddisfazione”. Da allora tempo ne è passato, erano gli anni Ottanta, e la matita gigante ora si è metaforicamente trasformata ed è diventata digitale.

Comunicare è nel suo DNA. Quando l’ha scoperto?
Da piccolo sognavo di diventare telecronista sportivo, e a 20 anni già collaboravo con un quotidiano appena nato ma destinato a diventare il più venduto in città: il Mattino di Padova. Scrivevo di cronaca e di tennis, lo sport che pratico e che conosco meglio. Sono tuttora pubblicista, e non disdegno prendere in mano la penna.

Che ricordo ha di quei tempi?
Era un periodo molto bello, di grandi novità. Ho potuto fare anche un’esperienza negli Stati Uniti, al Dipartimento di Stato, e anche da lì scrivevo per il giornale, quasi come fossi un corrispondente, per il grande giornalista Giorgio Lago.

Dal 1985 al 1992 invece un’esperienza politica importante: l’assessorato alla cultura della città di Padova.
Mi ha dato la possibilità di acquisire una grandissima esperienza. E non potrò mai dimenticare il grandissimo successo della mostra dedicata a Rubens a Palazzo della Ragione nel 1990: attirò a Padova più di 180 mila persone, un record ineguagliato.

Dal passato al presente. Fatto di cosa?
Di contaminazione e condivisione. Fino a 7 o 8 anni fa io e il mio socio storico avevamo un’agenzia che forniva pubblicità a 360°: dai giornali alle affissioni, il servizio era completo. Ora il tema è senza dubbio il digitale e siamo diventati impresa che fa ricerca, informazione, divulgazione e alfabetizzazione proprio su questo tema. Pochi riescono a mixare l’intera filiera come noi abbiamo imparato a fare.

Titolare insieme ad un socio storico di Action, Potti ora è quindi imprenditore della comunicazione e del digitale. Ma non solo.
Sono Vicepresidente di Confindustria Padova e Presidente CNCT (Comitato Nazionale Coordinamento Territoriale) Confindustria Servizi Innovativi e tecnologici; Consigliere della Camera di Commercio di Padova; Consigliere Delegato “Agenda Digitale e Smart Cities” di Confindustria Veneto. Presidente di Fondazione Comunica. Co-founder di Talent Garden Padova. Member of DAG (Digital Advisory Group).

Talent Garden: che cos’è?
Talent Garden Padova è uno spazio di co-working di oltre 400 metri quadrati, aperto 24 ore al giorno, sette giorni su sette, che può ospitare fino a 36 talenti. Talent Garden è anche un ‘passion working space’, cioè un ecosistema dove menti brillanti e creative, piene di entusiasmo e di passione, di coraggio e di fantasia, possano aiutarsi e competere allo stesso tempo; sfidarsi e collaborare, confrontarsi e contaminarsi in modo naturale. Se non innoviamo torniamo indietro. Bisogna avere sempre il coraggio di realizzare progetti ambiziosi: questo per me significa migliorare il mondo.

[Gianni Potti è stato speaker al TEDxPadova con lo speech dal titolo Padova Soft City, la smart city delle imprese padovane]

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Annalisa Celeghin

Intervista a cura di Annalisa Celeghin

Osservatrice con Pepe: inteso come quattrozampe di genere femminile. Binocolo su cinema, musica, marketing, cani e palestra, tutto in senso antiorario. Collaboro con il Mattino di Padova su cronaca, sport, cultura.

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