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Giovanni Landi / Lyso

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Lyso: quando l’orologio di un oceanografo parla con il tablet. Intervista a Giovanni Landi.

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Giovanni Landi è il vincitore della prima edizione di Startup weekend, evento scientifico e creativo svoltosi lo scorso settembre al Talent Garden di Genova. Giovanni e il suo team hanno vinto con Lyso (Light Up Your Social), un weareble device interattivo che può essere indossato e che è in grado di comunicare con smartphone e tablet attraverso la realtà aumentata, con interessanti possibilità di applicazioni nel mondo dell’entertainment.
Ma Giovanni non è solo l’inventore di Lyso, è un ragazzo poco più che trentenne, che dopo la laurea in scienze ambientali marine si è scoperto enfant prodige dell’innovazione made in Italy.

Chi è Giovanni Landi? Oceanografo, ingegnere, o attore?
Sono solo Giovanni. Mi sono laureato in Oceanografia e Cartografia all’Università di Genova, ma durante i miei studi ho svolto molte attività legate ad altrettante mie passioni: ho fatto l’attore, il video scenografo e, soprattutto, mi sono sempre occupato d’informatica e grafica tridimensionale. Dal 2009, infatti, con alcuni colleghi professori dell’Università di Genova, ho fondato Ubica, uno spin-off ideato per ricostruire gli ambienti sottomarini in 3d. La società nel frattempo è diventata una seria realtà e proprio qui ho iniziato i primi esperimenti su dispositivi mobili dotati di realtà aumentata e non mi sono più fermato. Il mio lavoro mi regala tante soddisfazioni, tra convention, incontri e workshops.

Con il progetto Lyso tu e la tua squadra avete vinto lo scorso Startup Weekend di Genova. Che cos’è Lyso e com’è nata questa idea?
Mi sono ispirato a un video del MIT (Massachussets Institute of Tecnology) che avevo visto a luglio e sono arrivato allo Startup Weekend con l’idea di realizzare un prototipo di un oggetto che potesse comunicare con un’app mobile attraverso la realtà aumentata. In 54 ore abbiamo sviluppato un prototipo funzionante con caratteristiche simili a quelle mostrate dal MIT, sebbene più rudimentali, e così è nato Lyso!

Che cos’è la realtà aumentata?
La realtà aumentata è l’aggiunta di elementi virtuali alla nostra visione del reale. Attraverso la telecamera di un dispositivo mobile le applicazioni a realtà aumentata sono in grado di inserire ulteriori contenuti e layer informativi in corrispondenza di ciò che l’utente sta guardando o in relazione a dove si trova in un determinato momento. Queste applicazioni aggiungono contenuti extra alla realtà percepita. Nel progetto Lyso la realtà aumentata è utilizzata per comunicare con oggetti che potrebbero non avere un’interfaccia fisica ma solo di augmented reality.

In che modo la squadra dello Startup weekend vi sosterrà per il prossimo anno?
Intanto dal 18 novembre, data di apertura del Talent Garden degli Erzelli (in pratica uno spazio all’interno della futura sede della facoltà di Ingegneria di Genova dedicata al coworking, ndr), avremo a disposizione alcune postazioni per incontrarci e lavorare là. Poi siamo già stati coinvolti in alcune esperienze e incontri con gli altri abitanti del coworking: a me, ad esempio, hanno già chiesto di preparare un workshop sulla realtà aumentata e a un altro membro del team Lyso è stato chiesto di preparare un analogo incontro sulla piattaforma Arduino. Come accade tuttora in Silicon Valley, solo da questo tipo di contaminazione e condivisione delle conoscenze tecniche e delle idee può nascere la reale innovazione.

Qual è stato il momento in cui ti sei sentito maggiormente soddisfatto?
L’esperienza più emozionante è stata aver vinto l’Auggie Award, come migliore Campagna AR durante l’Augmented World Expo di Santa Clara, in California, con AR Gold, un’app che ho ideato per una campagna di guerrilla marketing per un brand di streetwear di Firenze. In finale con me c’erano nomi come Ikea WallMart, Pepsi e Absolut vodka e a consegnarmi il premio è stato Will Wright, l’inventore di SimCity e dei Sims.

Lo startup weekend è ormai passato. Parliamo del presente e del futuro: adesso come vi muovete? Lyso sarà il vostro lavoro a tempo pieno?
Per adesso parte del team sta definendo un business plan più articolato e completo da presentare a potenziali investitori. Stiamo inoltre facendo ricerca tecnica per definire in maniera più precisa le specifiche del prodotto, dalle quali dipendono molte scelte economiche. La squadra sembra funzionare molto bene e questo è un primo risultato: nei pochi incontri successivi al fine settimana dedicato alle startup, ci sono già venute molte altre idee su applicazioni e funzionalità per il nostro oggettino hardware. Alcuni di noi hanno la fortuna di lavorare in aziende che già fanno innovazione e in questi ambienti il potenziale della tecnologia è stato compreso e riconosciuto. Ma non posso dirti di più. Per adesso speriamo di non dover andare troppo lontano dall’Italia per trovare i mezzi necessari a realizzare la nostra idea di business e farla diventare il nostro lavoro principale.

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Benedetta Massa

Intervista a cura di Benedetta Massa

Laureata in scienze politiche, appassionata di pallavolo e di cucina. Legge, scrive, mangia, gioca e viaggia. Ama la tecnologia ma non rinuncia al quotidiano piacere di sfogliare la carta stampata.

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