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Idrowash

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Gli edifici sono come le automobili: perché rottamarli se ancora perfettamente funzionanti? Intervista a Alessandro Florio, Idrowash. Entra in contatto con Alessandro

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Secondo “GreenItaly 2014”, il Rapporto annuale a cura di Unioncamere e Fondazione Symbola – che da 5 anni raccoglie dati sull’andamento della Green Economy -, il settore della bioedilizia ha già creato 236.000 posti di lavoro. Non solo, calcolando l’indotto, entro il 2017 la cifra potrebbe salire a 400.000.

Un potenziale enorme, soprattutto se si considera che in Italia il numero di edifici che andrebbero ristrutturati ammonta a 4,5 milioni.

Ed è proprio questa la tendenza del mercato edile: puntare alla riqualificazione energetica del patrimonio esistente, mettendo al centro la rigenerazione urbana e territoriale. In altre parole, “meno costruzioni e più ristrutturazioni”.

Lo hanno capito bene i fratelli Marco e Alessandro Florio – entrambi programmatori – che nel 2013 hanno dato vita a Idrowash, sistema di pulizia per superfici esterne, volto al mantenimento e al recupero di edifici già esistenti.

Il loro progetto è rientrato tra i 6 migliori business innovativi individuati dall’associazione Gammadonna, in occasione della sesta edizione del Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile svoltasi lo scorso ottobre a Torino.

 

Alessandro, qual è la vostra storia?

Siamo due fratelli, entrambi programmatori. Sin da bambini ci siamo “sporcati le mani”: abbiamo avuto molte esperienze lavorative in edilizia, giardinaggio, agricoltura, con un occhio sempre attento all’innovazione, intesa come strumento per fare meglio, e magari anche più velocemente, le cose di tutti i giorni.

Che cos’è Idrowash e a chi si rivolge?

È un sistema di pulizia per superfici esterne. Sviluppiamo e forniamo soluzioni innovative per la manutenzione degli edifici, con particolare attenzione alla sicurezza e all’ambiente.
La nostra attività si rivolge al trattamento e al recupero di superfici di ampie metrature per mantenerle nel tempo, perché è per quello che gli spazi pubblici e privati sono stati creati. Molte superfici sono rivestite e decorate con materiali di pregio, ma nessuno se ne cura. Di conseguenza perdono il proprio valore, estetico ed economico. La nostra soluzione è applicabile a tutte le tipologie di materiale e di superficie, anche quelle irregolari e sconnesse.

Come mai avete deciso di investire in un settore critico come quello dell’edilizia?

Beh, proprio perché questo settore è stato pesantemente segnato dalla crisi economica, e probabilmente il più colpito. Uno dei tanti articoli di giornale che mi era capitato di leggere un paio di anni fa titolava: “Edilizia: 446.000 posti di lavoro in meno”.
Osservando le nostre città ci siamo resi conto che l’edilizia era, ed è tutt’ora, troppo incentrata sulla costruzione di nuovi insediamenti urbani, o l’ampliamento di quelli già esistenti. A nostro avviso, invece, viene data ancora poca attenzione alla manutenzione e riqualificazione degli edifici esistenti. Le aziende chiudono, i prezzi crollano e oltre 1,2 milioni di immobili restano invenduti.

E così avete capito che stavate andando nella direzione giusta.

Esatto. Prendersi cura degli edifici già costruiti non va visto come un costo, ma un investimento: mantenerli efficienti, sicuri e belli ne preserva il valore economico ed estetico nel tempo. Questo genera posti di lavoro e ricchezza. È un po’ come avviene per le automobili: la periodica revisione non è solo un costo, crea occupazione, oltre ad essere un investimento in sicurezza e prevenzione da guasti meccanici o incidenti stradali, il cui prezzo economico e sociale è molto più elevato. Insomma, perché rottamare una macchina ancora perfettamente funzionante?
Ecco, la nostra idea poggia proprio su queste considerazioni.

La sostenibilità è alla base della vostra attività e infatti avete ridotto al minimo l’uso di prodotti chimici. Come fate ad assicurare l’efficacia della pulizia?

Utilizziamo l’acqua (sia corrente che piovana) e la veicoliamo in modo opportuno sulla superficie con degli ugelli montati su un perno rotante, controllandone distanza e pressione. Siamo in grado di rimuovere anche lo sporco sedimentato da anni, senza necessariamente impiegare prodotti chimici che, oltre ad avere un costo, dovrebbero essere smaltiti in qualche modo.

Chi sono i vostri competitor e in cosa siete innovativi?

A livello nazionale e internazionale non abbiamo dei veri e propri competitor: quello che facciamo noi è una novità. Ci differenziamo per la qualità e omogeneità del risultato finale. Una soluzione analoga può essere la classica idropulitrice ma il risultato non è uniforme, dal momento che non è in grado di agire su superfici di grandi metrature.

Quali sono le maggiori difficoltà che siete chiamati a fronteggiare ogni giorno?

Innanzitutto problematiche comuni a chiunque voglia avviare una nuova azienda: accesso al credito, oneri fiscali, burocrazia. Anche se nel nostro caso la difficoltà maggiore è quella di riuscire ad emergere, avere un po’ di visibilità per far conoscere la nostra storia e raccontare un nuovo modo di fare le cose.

E le soddisfazioni più grandi invece?

Chi ci vede all’opera rimane a bocca aperta. Quello che riusciamo a fare con la nostra tecnologia spiazza l’osservatore che non si aspetta il risultato che siamo in grado di ottenere. Ci fotografano, ci filmano e poi lo fanno vedere ad amici e parenti. In alcuni interventi uno di noi deve fare da “PR” e rispondere a quanti si fermano per chiedere spiegazioni.

A proposito di soddisfazioni, che mi dici del premio Gammadonna?

Ne siamo entusiasti. Fa sicuramente piacere ricevere un premio (simbolico) per il coraggio di aver investito e innovato. Il Salone è stata un’occasione importantissima per noi, abbiamo avuto modo di confrontarci con altri giovani come noi che ogni giorno affrontano con grinta ed entusiasmo le difficoltà in cui oggi si incorre se si decide di fare impresa in Italia. Raccontare una storia può dare fiducia e coraggio a quanti si impegnano e lavorano in silenzio e nell’ombra. Per noi è stato così.

Sfide per il futuro?

Vogliamo continuare a crescere,diventare sempre più bravi in quello che facciamo, non solo nel nostro Paese ma anche all’estero, dove la professionalità italiana è sempre più richiesta. La sfida è quella di fare squadra con tutto il comparto edilizio per far capire quanto siano importanti i servizi collaterali e di post vendita (certificazione, installazione, manutenzione). In questo modo l’attenzione non è più concentrata sul prezzo ma sul valore aggiunto. È questa la vera differenza.

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Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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