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Il Saltatrappo

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Rufu, Alfu, Zurr: la birra parla osco. Intervista a Mirella Chiassetti e Antonio Grilli, Il Saltatrappo

parole: 683 | tempo di lettura: 2 minuti

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Se gli italiani risultano fra i più bassi consumatori di birra in Europa, la statistica è destinata a cambiare: in crescita continua, il movimento legato alla produzione di birra artigianale conta sulla penisola ormai più di 600 microbrasserie – erano 450 nel 2012 ndr. – appassionate del territorio e promotrici di una lavorazione più autentica. Con loro sono cresciuti gli indirizzi rivenditori di queste etichette, beershop di nuova generazione dalla carta selezionata: come Il Saltatrappo, basato a Morcone (BN) e fresco di inaugurazione (dicembre 2013).
Abbiamo colto l’occasione della Settimana della Birra – appena conclusa – per raccontarvi la sua storia.

Come nasce il vostro beershop?
L’idea ci è venuta dopo aver perso il lavoro in aeroporto. Avevamo voglia di aprire un’attività, e di farlo qui, in provincia di Benevento, dove i costi sono minori rispetto a Napoli.
Così abbiamo pensato di far combaciare il progetto con la passione per la birra che ci accomuna: abbiamo investito in questo locale e allestito quella che è nei fatti una birreria orientata al chilometro zero. L’inaugurazione è fresca fresca: siamo aperti da dicembre.

Parlate di «chilometro zero»: da dove vengono le birre che proponete?
Siamo partiti con una selezione di cinque birre, quattro campane e una molisana. Sono due birre beneventane, una casertana, un’avellinese e una di vicino Campobasso che abbiamo selezionato per la loro componente biologica. È il nostro modo di declinare la passione per il mondo brassicolo al territorio, dando visibilità a produzioni di nicchia dove sostenibilità e provenienza degli elementi sono alla base della lavorazione: le birre Karma ad esempio sono interamente a circuito equo e solidale (cacao, zucchero di canna).
L’obiettivo è di allargarsi pian piano al resto d’Italia per poi importare birre estere.

C’è un’etichetta che vi ha incuriosito più delle altre?
Fra i birrifici che promuoviamo (Maltovivo, Karma, Alter Ego, Cantaloop) un lavoro particolare l’hanno fatto i ragazzi della brasseria Pentra a Cusano (BN). Prodotta con un luppolo fatto in casa e l’acqua del parco del Matese, la loro birra porta il nome di vocaboli derivati dalla lingua osca, in origine lingua dei Sanniti e per questo legata al territorio.
Per questo il birrificio si chiama Pentra e per questo le loro birre sono etichettate con nomi che le descrivono nella loro composizione: la Piui (puro) è una birra di puro malto, la Rufu è una rossa scura, l’Alfu una chiara. Fino alla Zurr (azzurro) una weizenbock ad alto tasso alcolico, il cui nome deriva da un gioco di parole fra lo stile tedesco weizen e la parola zurr/bock, “caprone” in osco come in tedesco. L’ultima arrivata è Frusai, una birra molto luppolata, aromatica, che porta il nome di quella che per i Sanniti era la dea dei germogli.

Avete mai pensato di fare birra anche voi?
Sì, è una cosa che ci piacerebbe molto. Per il momento ci limitiamo a rivenderle ma in prospettiva l’idea è di diventare un “brewpub”, un pub-ristorante dove le birre sono prodotte da noi. Ci vuole tempo, anche considerati i costi italiani e le sue tasse.
Per adesso le birre sono servite con finger food abbinato e disponibili sia alla spina che in bottiglia.
Le vendiamo con prezzi che partono da 1.50 euro per una birra alla spina da 20 cl fino a 12.50 euro per una bottiglia da 75 cl.

Morcone è a 30 km da Benevento e oltre 70 da Napoli: come vi promuovete?
Sul web comunichiamo molto via Facebook e Google+, dove diamo notizia degli eventi cui partecipiamo: fino al 9 marzo abbiamo aderito alla Settimana della birra artigianale, un appuntamento proposto ogni anno per diffondere la cultura delle produzioni non industriali.
Dalla nostra apertura siamo anche stati segnalati su alcuni siti di settore e ci stiamo dando da fare nei canali frequentati dagli appassionati, come fiere, sagre o i concorsi che sponsorizziamo. In ogni caso quello che ci piace di più di queste birre è il sapore, e la prima cosa da fare è assaggiarle: se passate di qui il 15 marzo venite a festeggiare San Patrizio, l’occasione è perfetta!

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Gaia Puliero

Intervista a cura di Gaia Puliero

Vive a Parigi dove lavora per il portale di viaggio Easyvoyage. Collabora con la rivista africanista Nigrizia

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