CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Jean Paul Stanisci

5 minuti 934 parole

Si stufa di fare l’avvocato e apre un B&B ad Alberobello con stanze a tema. Il viaggio comincia qui. Intervista a Jean Paul Stanisci di Joyful People.

Jean, qual è la tua storia?
Lavoravo in uno studio legale, tutto procedeva bene, stavo bene. Ma un giorno, per un attimo, guardandomi dentro, ho capito che non ero felice, che stare bene, benissimo, è una cosa, essere felici un’altra. Dopo un percorso interiore, abbandonata ogni forma di giudizio su di me e sulla società, una buona dose di coraggio e spirito di avventura, ho deciso di cambiare vita. Nel giro di una settimana ho lasciato lo studio, profondamente grato per quello che mi avevano dato, ma altrettanto profondamente convinto che non facevano parte della strada che volevo intraprendere. Ho iniziato un percorso di ricerca fatto di sfide contro la paura, durante il quale ho dovuto continuamente mettere in discussione tutto ciò che sapevo di me e del mondo fino ad allora, passando per altri lavori e altre amicizie.

E poi, cosa è successo?
Nel 2008 ha iniziato a prendere forma un progetto lavorativo che andava oltre il fatto di dover essere la mia fonte di sostentamento: sarebbe stato anche la realizzazione di un sogno che non sapevo di avere.

E così hai deciso di aprire un bed&breakfast a Alberobello?
L’attuale progetto ha preso forma lentamente, non era previsto tutto ciò. All’inizio volevo semplicemente utilizzare la casa di mia proprietà come B&B, pensando di poterci ricavare qualcosa in più rispetto ad un affitto. Poi è stato un evolversi di eventi e decisioni che, nel giro di pochi mesi, si sono concretizzati in Joyful People, un B&B d’arte con 5 stanze realizzate, ognuna, secondo un tema e seguendo criteri di lavorazioni differenti, accomunate dall’arte del riuso.
Ci hanno lavorato alcuni artisti locali e ho potuto anche dare sfogo alla mia creatività, facendo emergere una parte di me che fino ad allora non avrei immaginato, visto che sono sempre stato una persona molto inquadrata, assolutamente indifferente ad ogni forma di arte.
Pian piano questo B&B è diventato qualcosa di più: non soltanto una fonte di sostentamento, come dicevo, ma il mio sogno realizzato perchè mi permette di confrontarmi ogni giorno con i limiti della mia timidezza, di crescere e mettere da parte la mia paura di non farcela, di essere giudicato e ansie varie. Il fine che mi sono proposto è far sì che ogni persona che viene a trovarmi se ne vada più felice.

Buona l’idea delle stanze a tema. C’è qualche storia dietro ognuna di esse?
Sì, ogni stanza ha una storia. Vi racconto un aneddoto per ognuna, ma vi assicuro che potrei parlare per ore! Ad esempio Kunst Haus è ispirata ad Undertwasser, scoperto per caso in un viaggio a Vienna, da cui poi è nata l’idea della stanza. Ricordo che, mentre il designer Pino Incredix sistemava le mattonelle di recupero per la realizzazizone dello specchio in bagno, io mi divertivo come un matto nel romperle a terra. Buffalo è interamente pensata da me. Sono andato personalmente a recuperare legni di scarto, e ho risolto un problema tecnico non da poco per quanto riguarda il montaggio delle travi da carpenteria poste a soffitto. Ars amatoria mi ricorda Giulia, una mia amica, che su una scala ha scritto una poesia di Neruda lungo tutta la stanza a mano libera. Bougarabou mi ricorda il tamburo africano intagliato a mano trovato tra l’immondizia a Bari, che ho prontamente recuperato e appeso in camera come decoro. Woodstock mi ricorda Ninni, un mio amico che ha vissuto appieno il periodo hippy degli anni 70. Si è divertito moltissimo a realizzare il simbolo hippy al capezzale del letto, mentre era nudo e fumava.

Visitando il sito mi sembra di aver capito che non ti limiti a garantire un letto e la colazione ai tuoi ospiti, ma organizzi anche eventi e incontri…
Oltre alle attività strettamente connesse all’ospitalità, al Joyful People organizzo anche alcuni progetti internazionali gratuiti. C’è uno spazio dedicato all’arte applicata al riuso, dove si può imparare come riutilizzare delle cose, si chiama Joy Space. La tavernetta è adibita al Bookcrossing Alberobello, dove è possibile barattare libri gratuitamente. Poi c’è il Giardino della pace, aperto al pubblico e che attualmente ospita il Kaki tree project inaugurato l’11 aprile scorso, giornata in cui, insieme a 200 bambini delle elementari e in collaborazione con l’amministrazione locale, abbiamo piantumato un albero di kaki giapponese di Nagasaki, figlio di un altro kaki miracolosamente sopravvisuto al bombardamento atomico del ’45 e che fa parte di un progetto didattico internazionale. A settembre parte anche il progetto Lotus, ovvero la piantumazione di un albero ogni nuovo nato.

Il bel tempo, almeno lì da te, è arrivato e l’estate si avvicina. Hai già in programma nuovi eventi e incontri?
In programma ci sono degli eventi culturali che spaziano dalle giornate di lettura in giardino, all’esibizione di musicisti con striumenti meno conosciuti, come l’arpa o il frauto traverso, alla degustazione della cucina vegan crudista.

Un consiglio a un giovane che vorrebbe aprire un’attività come la tua?
Non scendere mai a compromessi con se stessi. Bisogna trovare il coraggio e la forza di realizzare concretamente i propri sogni, e l’unico modo che io conosco è quello di impegnarsi al massimo in quello che si sta facendo adesso, in questo momento, perché questo sforzo permetterà di aprire una strada.

Almeno tre buoni motivi per venirti a trovare quest’estate.
Un solo motivo: fare un viaggio nel viaggio.

Ultima domanda imprescindibile: sei felice?
Risponderò con una celebre frase in cui credo molto: “La felicità non è una meta, ma un viaggio”. Io? Sto viaggiando!

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

Lascia un commento

Scuola di Scrittura

per Ragazzi

di 10 - 14 anni