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LeRews

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Trovare un vecchio paio di scarpe e volerle rivisitare in chiave contemporanea. Così nasce LeRews. Intervista a Siro Toniolo, Luigi Fincato e Sergio Marega. Entra in contatto con Siro, Luigi e Sergio

Parole: 619 | Tempo di lettura: 2 minuti

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LeRews è un progetto nato due anni fa da tre amici: Siro Toniolo, 40 anni, esperto di comunicazione; Luigi Fincato, padovano come Siro, classe 1971, da anni nel settore calzaturiero; e Sergio Marega, argentino, 54 anni, nel mondo dei negozi d’abbigliamento da una vita. Hanno la forza del colore e dell’artigianalità made in Italy. Cosa sono? Chiamarle scarpe è riduttivo. Scopritelo qui.

Qual è la vostra storia professionale?

Siro. Ho un passato di venditore di motociclette e un presente fatto di marketing e comunicazione. Luigi invece ha sempre lavorato nel mondo delle calzature e Sergio è il nostro guru della distribuzione.

Com’è nata l’idea di mettervi a produrre scarpe?

Luigi. L’idea ci è venuta un paio d’anni fa, quando ho trovato fra le cose appartenute a mio padre un paio di vecchie scarpe: mi è scattata la voglia di rivisitarle in chiave moderna, mantenendo però le linee del passato. E così, con Siro che conosco da vent’anni, abbiamo giocato con i colori e pensato ad un prodotto di altissima qualità. Così sono nate LeRews. Prendono ispirazione da modelli mitici come le Desert Boot di Clarks e Alden. Abbiamo deciso di distribuire il nostro prodotto solo in negozi di abbigliamento alto di gamma: una scelta che ha pagato in termini di immagine e di target.

Cos’hanno di diverso rispetto ai modelli cui si richiamano?

Luigi. Innanzitutto il colore: la gamma che proponiamo comprende modelli che arrivano a 18 tinte diverse. Si va dai colori classici al color puffo o rosso: un tocco di originalità che è stato poi molto imitato. E poi l’attenzione per l’artigianalità del prodotto: i materiali utilizzati sono tutti di alta qualità, dal suede, il sottopiede in bufalo, ai lacci in cotone e la suola in micron, che rendono queste scarpe leggerissime (140 gr circa) e traspiranti. Inoltre la cucitura Ideal, che lega insieme scarpa e tomaia, è fatta interamente a mano. E la produzione è interamente fatta in Italia, fra Veneto e Friuli-Venezia-Giulia.

Qual è stato l’impatto nel mercato?

Siro. Sopra le nostre aspettative. La prima collezione, chiamata Track1, ha venduto 3000 paia in neanche venti giorni. Da allora abbiamo sempre realizzato il +100% ad ogni collezione.

La soddisfazione maggiore?

Luigi. Vedere le nostre scarpe addosso a Bruce Springsteen, Jovanotti, Vasco Rossi, Jorge Lorenzo, Francesco Toldo. E, soprattutto, alle persone normali, che incontriamo ogni giorno. È una gioia impagabile.

Sergio. La nostra presenza nelle piazze e nei negozi italiani più prestigiosi: Maximilian a Bolzano, Cenci a Roma e Milano, Flow a Firenze, Bugatti ad Udine, Vestil a Torino. Sono vetrine che valgono moltissimo.

Siro. L’interesse che le nostre scarpe stanno suscitando presso la distribuzione. Abbiamo richieste continue, spesso siamo costretti a dire no perché la nostra strategia è chiara: non più di 120 punti vendita in Italia. All’estero, invece, al momento siamo presenti in Svizzera, Austria e Olanda. E abbiamo appena stipulato un accordo con un distributore giapponese. Non male dopo soli due anni di lavoro…

Progetti per il futuro?

Luigi. Siamo appena rientrati da Firenze e da Pitti Immagine: un evento che, in questi due anni, ci ha garantito ampia visibilità, soprattutto con il mercato estero. Ora stiamo preparando i campioni per la prossima estate: la Track 4 sarà una collezione giovane, allegra, dinamica. La tomaia è realizzata come i vecchi scarponi da montagna, tanto da far guadagnare a questa scarpa il soprannome “Roccia”. La suola ginnica si adatta ad ogni movimento: dalla passeggiata ‘off road’ a quella… in ufficio!

Siro. Sì. Abbiamo tante idee e il gusto del bello. Ma un passo alla volta… È proprio il caso di dirlo: stiamo con i piedi per terra!

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Annalisa Celeghin

Intervista a cura di Annalisa Celeghin

Osservatrice con Pepe: inteso come quattrozampe di genere femminile. Binocolo su cinema, musica, marketing, cani e palestra, tutto in senso antiorario. Collaboro con il Mattino di Padova su cronaca, sport, cultura.

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