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Linda Donadello / FindArt

4 minuti 733 parole

Un lavoro per mantenersi gli studi diventa una professione. Intervista a Linda Donadello di FindArt.

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Il progetto artigianale FindArt di Linda nasce dall’esigenza di mantenersi gli studi in storia dell’arte. L’impossibilità di trovare un lavoro che mettesse in risalto le sue capacità l’ha spinta a rispolverare la sua grande passione per la pittura e le stoffe, passione che è divenuta un vero e proprio lavoro.

Linda, che lavoro fai?
Personalizzo accessori, in particolare scarpe. Partendo da una scarpa basica creo un pezzo unico dipingendola con colori acrilici e dando alla decorazione una mia impronta personale. Il risultato è frutto di diverse ore di lavoro, tanta precisione e pazienza. Realizzo sia decorazioni su richiesta sia di mia iniziativa: con la mia creatività provo a contrastare la noia delle scarpe omologate.

Come nasce FindArt e perché questo nome?
Dalla mia grande passione per l’arte e la pittura. Sono cresciuta nel laboratorio artigianale di mio padre dedicato a capispalla invernali, mia madre mi sedeva sulla macchina da cucire, mi dava un foglio, dei pennarelli ed io ero la bambina più felice del mondo. FindArt nasce due anni fa, nel momento in cui ho realizzato che personalizzare scarpe poteva diventare un lavoro per mantenermi gli studi. Questo nome è nato quasi per scherzo e deriva dal mio soprannome, Finda. Nel significato inglese di “trova l’arte” vuole rappresentare anche un invito ad esplorare la dimensione artistica che è dentro ognuno di noi e presente nella nostra quotidianità, a partire da ciò che indossiamo.

A cosa ti ispiri per le tue decorazioni?
Le mie fonti d’ispirazione sono molteplici. Amo l’arte contemporanea, in particolare nella sua tendenza più pop, tanto che la mia prima scarpa è un omaggio all’arte di Keith Haring. Questa si combina alla predilezione per le stoffe: adoro le texture dei cotoni che si usavano negli anni Cinquanta e Sessanta, le trovo estremamente femminili e raffinate e a queste mi sono ispirata per una mia linea di scarpe.

Dove si possono acquistare le scarpe di FindArt?
Ai festival e agli eventi che offrono spazi espositivi dedicati agli hobbisti, che per me sono un’ottima vetrina perché mi danno l’opportunità di incontrare direttamente il pubblico che può provare e toccare con mano le scarpe. Ma promuovo i miei prodotti principalmente attraverso internet: FindArt è presente sui social network e ha un sito ufficiale con le foto delle mie creazioni e un blog aggiornato sulle ultime novità.  A breve i miei prodotti saranno disponibili e si potranno comprare anche su Etsy.

La crisi come opportunità. In che modo questa celebre massima rispecchia la tua scelta?
Il mio progetto nasce esattamente da questa asserzione. Faccio parte di una generazione di giovani che dispone di poche e poco soddisfacenti opportunità lavorative. Nonostante gli studi accademici non sono mai riuscita ad ottenere un lavoro che mi permettesse di mantenermi grazie alle mie capacità. Fino a quando ho deciso di crearmelo da sola, mettendo in pratica gli insegnamenti di imprenditorialità e artigianalità che mio padre mi ha trasmesso e che fino a qualche decennio fa erano motivo di vanto per il nostro paese. Ora posso davvero fare ciò che mi piace, ricevendo un’impagabile soddisfazione ogni volta che qualcuno apprezza il mio prodotto, indossandolo o semplicemente mostrandosi interessato.

Qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato nella realizzazione del tuo progetto?
La difficoltà iniziale, che corrisponde anche alla difficoltà maggiore incontrata fino ad ora, è stata quella di credere davvero in questo progetto. Un eccesso di modestia e la paura di fallire tenevano a freno le mie idee. Per  fortuna ho avuto intorno a me chi mi ha sostenuta e incoraggiata. Quest’estate sono stata impegnata con un banco al Festival di Radio Sherwood a Padova, durante il quale ho condiviso le esperienze di chi come me lavora e sostiene l’handmade e ho avuto modo di vedere le persone apprezzare il mio lavoro. Oggi sono molto più sicura e determinata.

Hai un consiglio per i ragazzi che hanno in mente di dar vita ad un progetto artigianale?
Consiglio di credere in se stessi e nelle proprie capacità, di valutare bene il proprio progetto e di provare a metterlo in pratica. Il primo passo è sempre il momento più difficile, ma oggi è necessario avere il coraggio di crearsi da soli un’opportunità, partendo da ciò che si è in grado di fare. È importante non arrendersi, perché i sacrifici e l’attesa verranno ricompensati con tante soddisfazioni.

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Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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