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Luciano Parisi / THESIGN

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Prima papa, poi dentista, adesso finalmente il nuovo Presidente della Repubblica… di THESIGN. Intervista a Luciano Parisi

Parole: 1.606 | Tempo di lettura: 6 minuti e mezzo

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A 17 anni sfilava già nei corridoi della scuola con gonnelloni scozzesi lunghi fino al ginocchio, manifestando sin da giovanissimo un animo esuberante e anticonformista.
Adesso Luciano di anni ne ha 28 e ne ha fatta di strada (e le sue gonne con lui), ma non ha mai smesso di inseguire la sua passione per la moda, un “sogno fatto di colori, forme e fantasia” che lo ha condotto fino a Parigi, dove Chanel gli ha aperto le porte della sua Maison per la quale da due anni lavora come designer e cool hunter.
Ma, se vogliamo dirla tutta, da piccolo Luciano sognava di essere papa, poi dentista, finché non è riuscito a realizzare l’ambizioso progetto di diventare Presidente della Repubblica… di THESIGN.

Luciano, che lavoro fai?
Sono in un delicato periodo di transizione, tra l’essere un dipendente di un’importante Maison di Moda Internazionale e Imprenditore di me stesso.

Ma è corretto definirti un Cool Hunter?
Colgo l’occasione per sfatare un falso mito, legato a questa fantastica ma un po’ inflazionata professione.
Quella del “ricercatore di tendenze” è una figura professionale nata più di una decina di anni fa, quando i mezzi di comunicazione non erano ancora così potenti e onnipresenti nella quotidianità di un pubblico mainstream.
L’osservazione di fenomeni, di culture, di colori, usi e costumi diversi, erano il pane quotidiano di alcuni privilegiati che viaggiavano nel vero senso della parola e che, captando ciò che potesse essere interessante oltre che nuovo, proponevano nuovi punti di vista.
Al giorno d’oggi bisogna usare questa parola con precauzione, perché avendo la possibilità di reperire questo genere di informazioni anche seduti sul divano di casa propria, la ricerca potrebbe perdere il significato intrinseco che porta con sé. Il senso della scoperta è più alla portata di tutti, e quindi il fatto che possa essere interessante diventa meno oggettivo.
Al di là del viaggiare, comunque, la prerogativa di un Cool Hunter è la perenne curiosità e voglia di conoscere e, cosa ancora più importante, Cool Hunter non lo si diventa, ma lo si è.

Da una laurea triennale in Scienze Politiche allo IED. Ci spieghi come è avvenuto questo passaggio?
Appena finito il liceo, nel 2000, partii per Londra con 2 cari amici, senza neanche aspettare di sapere il voto della maturità.
Dopo una breve, sebbene dura esperienza, rientrai in Italia deciso a cominciare un corso di studi, per non perdermi in una vita fatta di espedienti, o del “faccio il cameriere a Londra”.
La scelta di intraprendere un corso in Relazioni Internazionali fu dovuta alla scarsa informazione e alla poca sensibilizzazione riguardo a scuole, istituti, o università che proponessero corsi legati alla creatività, la moda e il design.
Comunque, con molta determinazione, in 3 anni finii il percorso che avevo iniziato, e non me ne pento. La scelta dello Ied a Milano che ne seguì fu quella che che può definirsi la scelta del cuore. Inseguivo inconsciamente un sogno che era fatto di colori, forme, fantasia e espressione di se stessi. Dal primo giorno in cui presi un Pantone in mano, iniziò un bellissimo sogno, che tuttora sto vivendo.

Ma quindi tu da grande cosa vuoi fare?
Nonostante abbia maturato già diverse esperienze importanti, sia in campo lavorativo che personale, ho ancora una spiccata indole “infantile” che mi permette di proiettarmi nel futuro con prospettive ed obiettivi sempre diversi.
Da una parte queste esperienze mi arricchiscono e mi permettono di scoprire dei punti saldi sui quali costruire il mio futuro, dall’altra l’evoluzione di me stesso mi permette di cambiare, di ricredermi, di mettermi in gioco, e di ambire a qualcosa di migliore.
A 3 anni volevo fare il Papa, poi il dentista. A 28 sono il Presidente della Repubblica di THESIGN. Che dici, sono sulla buona strada?

A proposito di THESIGN, mi racconti qualcosa del tuo brand?
THESIGN nasce ufficialmente nel Giugno 2011, in occasione della presentazione della mia Collezione di Tesi A/I 2012-13 “HABEMUS URBAN” allo Ied Moda-Lab di Milano e alla successiva sfilata.
Appena concluso il percorso di studi, ho cominciato a lavorare come Designer per diversi Brand di moda, sia emergenti che molto conosciuti. Ho avuto l’onore e il piacere di prestare consulenze stilistiche per importanti marchi e personaggi (ad esempio Kanye West).
Volendo usare una metafora calcistica, ho militato in diverse squadre, tutte forti e vincenti, grazie alle quali ho potuto esprimere il mio talento, ma volevo essere il capitano o l’allenatore se vuoi, di una squadra tutta mia!
Questo è THESIGN.

A chi si rivolge la tua collezione?
In un mondo della moda sempre più mainstream, e con l’avanzare di marchi che spingono il consumatore verso un’appartenenza passiva, che finisce facilmente per cadere in omologazione, il mio progetto è in totale contro-tendenza.
Il principio è proprio quello di essere riconoscibili, “Segni” appunto, tra la massa. Il target a cui mi rivolgo è fatto di persone che sono consapevoli di questo, e sono piuttosto da esempio per altri consumatori che probabilmente hanno ugualmente gusto, ma un po’ meno personalità.
THESIGN nasce dalla strada perché nasce da me. È il vero Urbanwear che prende forma e colore.

Qual è il punto di forza di THESIGN?
La caratteristica principale e l’heritage del marchio è l’autenticità che, unita ad una giusta dose di ironia, confeziona un universo in cui ognuno rimane se stesso e non scompare dietro a un’etichetta.
A tutto ciò si aggiunge un alto grado di innovazione per quanto riguarda la qualità del prodotto, che è e sarà sempre 100% Made in Italy, frutto di minuziose ricerche nel campo dei materiali, grazie anche alla collaborazione di Dyloan Studio e Bond Factory, aziende leader a livello mondiale che sviluppano la tecnologia della termosaldatura da più di 20 anni.

In cosa consiste questa tecnica della termosaldatura?
Quella che in generale definiamo termosaldatura è un insieme di processi produttivi altamente innovativi che permettono la costruzione di capi d’abbigliamento ( e non solo, anche accessori, prodotti di Interior, ecc), senza l’utilizzo della macchina da cucire.
Nastratura (Bonding), Ultrasuono, Laser, Embossing e altre lavorazioni, quindi, possono sostituire o decorare la cara vecchia cucitura, per un risultato che cambia sia all’occhio che alla mano, mantenendo una qualità del prodotto altissima.
È una tecnologia sperimentata anche dai più importanti brand di moda di tutti i tempi, da Valentino, Marni, Marithè Francois Girbaud, Maison Martin Margiela, Balenciaga, Givenchy… la lista è infinita, ma la novità di THESIGN è che l’intera collezione è realizzata mediante questa tecnologia, e questo è uno dei primati che possiamo vantare rispetto ai nostri competitors.

Dove si possono acquistare i tuoi capi?
Non posso svelarti ancora tutto, ma la prossima Collezione invernale “Avant-GROUND” sarà in vendita in alcuni importanti concept stores in Italia, e prestissimo sarà possibile acquistare direttamente dal sito ufficiale la Felpa di THESIGN personalizzabile, per gli Enfants Terribles di tutto il mondo.

Vivi e lavori a Parigi da quasi due anni ormai, ma la base del tuo brand è in Italia. Pensi di continuare a fare avanti e indietro o tornerai prima o poi?
Qui in realtà è nato l’embrione della collezione, oltre che una gran parte del progetto intero.
Parigi, come tutti i posti che visito o dove resto dei periodi per vivere, è diventata un pezzetto di casa mia, per cui ci tornerò sempre volentieri, ma non ho mai dimenticato le mie radici. Amo viaggiare, spostarmi, conoscere e scoprire sempre luoghi e persone nuove, ma la mia battaglia è in Italia.
Non sono fuggito. Ho soltanto accettato una proposta lavorativa interessante all’estero, che mi ha permesso di crescere sotto tanti punti di vista. Quindi ci tengo a precisare che non sarà un ritorno dopo una fuga, ma un ritorno per amore del proprio Paese e delle opportunità che volendo ci si può creare, anche in un momento storico così problematico.

Che stai facendo lì?
Dal 2012 ad oggi ho lavorato per un famoso Atelier parigino di ricami, l’Atelier Montex.
Era appena stato comprato dal gruppo Chanel, diventandone una delle 8 “Maison d’Arts”.
La direttrice dell’Atelier, la visionaria Annie Trussart, in tandem con un giovane e talentuoso architetto con trascorsi nella moda, Pierre Alain Cornaz, hanno dato vita ad un nuovo dipartimento dell’Atelier, MTX, che studia possibili sviluppi del ricamo, ma in scala architetturale.
All’interno di questa nuova attività, ho contribuito come cool hunter per la realizzazione di 4 progetti presentati al Salone del Mobile nel 2013, e come designer anche per i progetti che ne sono seguiti.
L’impegno richiesto per seguire il mio sogno, tuttavia, è cresciuto esponenzialmente, e continua a crescere giorno dopo giorno.

E allora come pensi di fare?
THESIGN è ormai un sogno diventato realtà e ha bisogno di tutte le energie mie e del mio team per emergere ed affermarsi come merita. È per questo che ho deciso di dedicarmici a tempo pieno e lasciare il gruppo Chanel a fine marzo.
Sarà un nuovo punto di partenza e lo sto vivendo e preparando con aspettative molto positive, soprattutto grazie ai feedback estremamente motivanti di coloro che conoscono già THESIGN, e delle migliaia di persone che lo seguono sia sul sito che sui social network.

Quali sono quindi le skills imprescindibili per fare un lavoro come il tuo?
A chi voglia intraprendere un percorso simile al mio, consiglio in primis di armarsi di tanta pazienza, coraggio, e giusta dose di impertinenza.
2. Non perdere mai di vista il vero obiettivo che ci si è prefissati, e fare di tutto per raggiungerlo.
3. Abbiate fede. Quello non sarà altro che un nuovo punto di partenza.

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(Photografer & Director: Nicola Garzetti.  Qui i Credits completi)

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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