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Makoo Jewels

5 minuti 894 parole

Avete mai pensato di creare gioielli con la vostra voce? Noi sì. Intervista a Dario De Angelis, Makoo.

parole: 905 | tempo di lettura: 4 minuti

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Dario De Angelis, CMO di Makoo Jewels ci apre le porte della prima start up in grado di creare gioielli personalizzati utilizzando il suono della voce.

Chi sono i ragazzi di Makoo e in che cosa consiste il vostro lavoro?
I fondatori di Makoo sono tre: Federico De Simone (CEO) coordina il team e la parte finanziaria, Giulio Galassi (CCO) è il direttore creativo responsabile del design e della grafica, e poi ci sono io, CMO, ovvero mi occupo del marketing sotto ogni aspetto, dall’analisi alla comunicazione. Con noi lavora un designer e sviluppatore Javascript, Viktor Malakuczi, che gestisce il software di generazione degli anelli. Infine, collaborano al progetto un tirocinante di design e uno sviluppatore web.

Come funziona il processo di creazione dei gioielli?
Il processo di creazione è abbastanza semplice. Le persone devono andare sul nostro sito e registrare un messaggio vocale contenente le parole che vogliono trasmettere o preservare. Il software analizza la voce in tempo reale e ne estrae i parametri che la rendono unica. Questi vengono utilizzati per modificare il design dei nostri gioielli, creando un oggetto unico al mondo. La creazione dell’utente può essere poi modificata con degli slider e infine mandata in stampa. Utilizziamo tecniche di stampa 3D metallica (argento, acciaio, ottone e ottone placcato oro). Quando l’oggetto arriva a casa, il destinatario trova nella confezione un codice speciale che, una volta inserito nel nostro sito, permette di risalire al messaggio vocale che ha generato l’oggetto, trasmettendo così effettivamente l’emozione che ha dato vita al gioiello.

Qual é stato il vostro percorso formativo e lavorativo prima di intraprendere questa attività?
Federico De Simone è laureato in ingegneria civile alla Sapienza di Roma, Giulio Galassi si è diplomato all’ISIA, uno dei principali istituti di design in Italia, e io sono laureato in ingegneria aerospaziale, sempre alla Sapienza.

Cosa vi ha spinti a iniziare questo progetto?
Quello che ci ha spinto a lanciarci in questo progetto è stato InnovAction Lab, un corso di imprenditorialità e startup gratuito, che non solo ci ha insegnato come realizzare una startup ma ci ha dato l’opportunità e il coraggio per farlo.

Com’è nata la vostra attività?
L’idea è venuta per gradi. Inizialmente volevamo esplorare le potenzialità della stampa 3D, così abbiamo iniziato a cercare una soluzione al problema della modellazione. Infatti realizzare modelli geometrici in 3D richiede molte competenze e pratica, per cui abbiamo cercato un modo di rendere questo processo accessibile a tutti. Spinti da questa motivazione e un po’ dai nostri diversi background “artistici” abbiamo pensato che la voce potesse essere un bel modo per creare geometria, e un gioiello il veicolo adatto per l’emotività della voce.

Quali difficoltà avete dovuto affrontare per creare la vostra start up?
Le difficoltà che abbiamo incontrato per ora sono state varie, a cominciare dal reperimento di sviluppatori di alto livello e con propensione al lavoro in team, oltre alle complicazioni dettate dalla burocrazia.

Dove lavorate?
In questo momento la nostra sede operativa è presso H-Farm – forse il più famoso e importante incubatore di startup in Italia – che ha deciso di investire su di noi e ci ha offerto gli spazi per far crescere il nostro progetto. In H-farm il nostro lavoro è quello di rendere realtà la nostra idea. Da quando siamo entrati abbiamo sviluppato il software, comunicato la nostra idea a più persone possibili e realizzato nuovi design. In sostanza, ci siamo concentrati sul “product developement” come si dice in gergo.

Com’è la vostra giornata tipo?
In realtà non esiste una giornata tipo. Ogni giorno abbiamo sfide diverse da affrontare. In generale alla mattina siamo in ufficio, dove sviluppiamo il prodotto, ma poi ogni giorno abbiamo incontri, presentazioni o test, che ci portano ad essere sempre pronti ad improvvisare. A seconda delle cose da fare lavoriamo fino alle 9-10 di sera, ma non abbiamo orari fissi, anche grazie alla tecnologia che ci consente di lavorare ovunque.

Progetti per il futuro?
Domanda difficile quella relativa al futuro. Nell’immediato prevediamo di rilasciare la prima versione acquistabile per gli utenti registrati sul nostro sito. Per il futuro vogliamo realizzare una linea completa di gioielli per lui e per lei, cosa che richiederà sicuramente la ricerca di fondi e l’espansione del team. Abbiamo un altro po’ di progetti, ma ci concentriamo su una cosa alla volta.

Quali consigli daresti a chi ha il sogno di creare una start up ma ha paura di fallire?
La prima cosa è validare la propria idea. Tutti nel mondo hanno bellissime idee, fin quando non ci si accorge che a nessuno interessa quel prodotto o nessuno ha quel problema, o magari da qualche parte nel mondo qualcuno ha già realizzato la tua idea. Quindi, per prima cosa, fare tanta ricerca. La seconda cosa fondamentale è la creazione del team. Si tratta delle persone con cui spenderai la maggior parte del tuo tempo e con cui avrai furiose litigate, a volte, ma con le quali realizzerai la tua idea; quindi devi essere assolutamente certo delle loro capacità, della loro convinzione e di mille altri dettagli, che poi sono ciò che portano una start up al successo o al fallimento. Infine, suggerisco di rischiare e di correre. Oggi il mondo va troppo veloce per chiedere il permesso di cambiare qualcosa o per essere sicuri di andare nella direzione giusta.

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Roberta Stefania Ranzani

Intervista a cura di Roberta Stefania Ranzani

Vive a Milano dove studia Relazioni Pubbliche e Comunicazione d'Impresa presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Ama viaggiare ed è appassionata di danza e canto. Nel tempo libero si dedica al cake design.

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