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46. Manolo Bertocchi

3 minuti 436 parole

Aprire un’azienda all’estero, partire in 3 e trovarsi dopo due anni in 30. Intervista a Manolo Bertocchi

Manolo, che lavoro fai?
Quattro anni fa ho lasciato l’Italia, dopo due anni fa ho lasciato il mio lavoro e ho aperto un’agenzia di pubblicità in Inghilterra assieme a due soci, Shift Active Media.

Che lavoro facevi?
Ero responsabile commerciale di cyclingnews.com, il più grande sito al mondo per il ciclismo. Assieme al direttore generale e al direttore della divisione ciclismo abbiamo aperto un’agenzia pubblicitaria specializzata in ciclismo.

Perché il ciclismo?
Perché lo amo.

Com’è il mercato?
Nello sport business il ciclismo è il mercato più grande al mondo per volume di affari e c’era un incredibile buco da riempire per quanto riguarda la professionalità delle agenzie. Allora ci siamo buttati.

Perché in UK?
Ci avevo provato in Italia e non è funzionato. La stessa cosa e non è funzionato.

Il motivo?
La base di partenza era identica. Il problema è che fare azienda in Italia è assolutamente difficile per una serie di paletti burocratici che non ti permettono di partire. Ad oggi qui in UK non abbiamo un centesimo di debito. In Italia sarebbe impossibile.

Paletti di chie tipo?
La burocrazia delle banche e delle istituzioni da un lato e la serietà di chi cerca lavoro dall’altro.
Con le banche in Italia la relazione è difficile. Come se la banca non fosse un servizio di finanziamento per creare impresa quanto piuttosto un ostacolo. Lo stesso vale per le istituzioni. Chi cerca lavoro invece purtroppo esce dalla scuola o dall’Università spesso scarsamente preparato ma pretende di più di quello che può offrire. E qui rientrano le istituzioni.

In che senso?
In UK trovare lavoro è più semplice ma è anche più semplice perderlo. In Italia è il contrario. Trovarlo è difficile e una volta trovato è difficile perderlo. Questo crea una barriera per chi deve assumere perché il rischio è molto alto. In UK se rendi per l’azienda rimani e puoi fare carriera, se non rendi te ne vai. C’è molta serietà e rispetto. Noi siamo partiti in 3 due anni fa e a fine anno saremo in 30.

Com’è il rapidissimo mondo dei media oggi?
La comunicazione va sempre di più verso la specializzazione. Il mondo dei media è complicato e frammentato. Ora per entrarci devi conoscere i social, i media tradizionali, quelli specializzati…anche la tv sta cambiando radicalmente, soprattutto grazie ai canali dedicati di Youtube.

Un consiglio a chi non trova lavoro?
Di partire, se può. In Inghilterra è più semplice essere valorizzati. Non ho un amico che se n’è andato e non ha avuto successo professionale.

Per finire, cosa dici del voto?
Abbiamo rieletto Razzi e Scilipoti, non dico altro.

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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