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59. Marco Tommasoni

9 minuti 1624 parole

Parte per l’Australia per giocare a calcio e lì arriva la folgorazione: creare un brand di orologi in legno. Nasce Ab Aeterno. Intervista a Marco Tommasoni

Chi è Marco Tommasoni? Qual è il tuo background?
Marco è un ragazzo estroverso e vivace che ama lo sport, la professionalità e i valori che esso trasmette.
Il mio background è di viaggiatore legato sempre all’ambito sportivo, calcistico in particolare; sin da giovane ho iniziato a girovagare tra Veneto, Lombardia, Emilia e Umbria, fino ad arrivare a Londra e in Australia. Pur essendo sempre distante da casa ho voluto continuare gli studi universitari legati al marketing e alla gestione d’impresa. La mia passione sportiva è sempre stata affiancata da una passione sfrenata per gli orologi, che fin dalle scuole superiori collezionavo scrupolosamente.

Cosa fai per vivere?
Commercializzo una linea di orologi in legno, dal nome Ab Aeterno che ho lanciato la scorsa estate, durante l’inverno australiano.

Dove e perché è stata partorita la tua idea?
L’idea è stata partorita circa un anno fa sulle meravigliose spiagge di Manly, parco naturale nelle North Beach di Sydney. Dopo circa un paio di settimane dal mio arrivo, la natura e i paesaggi di quella meravigliosa città mi hanno ispirato e mi hanno dato la forza di provare a creare qualcosa che unisse un po’ tutto quello che mi aveva sempre affascinato: amore per la natura e orologi; da qui l’idea di creare una collezione di orologi in legno che rispecchiasse il mio modo d’essere e di vivere.

Cosa ti ha spinto in Australia?
In Australia mi ha spinto lo sport in quanto inizialmente sono atterrato in Australia per giocare a calcio.

Come l’hai realizzata poi?
La realizzazione è stata la parte più bella del racconto. Dopo aver avuto l’idea un pomeriggio di Novembre, ho trascorso circa un paio di settimane in esilio per fare ricerca e decidere come impostare la collezione. Settimane dedicate soprattutto allo studio del mercato per creare qualche cosa che rispecchiasse il mio gusto ma soprattutto il gusto australiano. Lo scenario che mi si presentò davanti agli occhi era particolare: pochissima conoscenza dell’inglese, della città, della realtà imprenditoriale e delle dinamiche del business australiano. La fortuna, un contatto diretto con la Cina. Ritenevo il mio progetto sulla carta complicato, per le distanze e per le problematiche legate ad esso. Credo che però in effetti la parte più difficile di ogni viaggio sia “aprire la porta”, il resto viene da se.

Spiegaci di più…
Con un po’ di incoscienza, un mese dopo essere atterrato in Australia, riparto per la Cina e per un contratto con un azienda che riuscisse a dare vita ai miei progetti. Atterrato in Cina lo scenario si rivelò molto più complicato del previsto: 11 giorni a caccia di aziende per le “vie” della Cina, quella vera, quella delle industrie e del fermento economico. Al nono giorno, ricordo ancora esattamente quell’istante, siamo riusciti io ed un mio fidato collaboratore cinese, a trovare un accordo per un piccolo ordine. Da quel giorno è veramente cambiata la mia vita. Al mio rientro, la parte che mi sembrava essere la più difficile, quella istituzionale e burocratica, si è verificata essere meno difficile di quello che immaginavo. L’elasticità della città, propensa al business, ha reso tutto più facile rispetto all’Italia ed ecco che verso fine Gennaio nasceva Ab Aeterno. Proprio in quei giorni sono venuto a conoscenza della possibilità di poter partecipare con un piccolo stand alla fiera di Sydney del fashion e dei gioielli. Non potevo farmi scappare quell’occasione ed ecco che lo scorso Marzo, alla fiera a Darling Harbour, lanciavo la mia collezione Ab Aeterno. Il sold out dopo soli 2 giorni di fiera e il premio come miglior idea innovativa della fiera ha reso tutto molto più bello. Dall’Italia erano poi giunte forze fresche in mio soccorso, Giulia, la mia attuale ragazza neo laureata aveva deciso di trascorrere i suoi mesi post laurea venendo ad aiutarmi nel progetto, risultando essere d’ottimo aiuto a tutto il progetto.

Tu che hai la possibilità di viaggiare spesso e di entrare in contatto con diverse realtà e mercati emergenti, com’è accolto il prodotto italiano all’estero? Ha ancora quella fama e quel fascino di una volta oppure secondo te è e sarà una strada in salita?
Tutto ciò che siamo impariamo ad apprezzarlo nel momento in cui usciamo dall’Italia. Da un lato tutto ciò che ci rappresenta all’estero, cucina, gusto, stile e moda sono know how che nessuno potrà portarci via dall’altro lato la rigidità del sistema e le difficoltà oggettive nel creare business nel nostro Paese stanno diventando un’arma a doppio taglio; la mia idea lanciata in Italia sarebbe stata molto più difficile, quasi impossibile.

Quanto secondo te ha influito il fatto di aver presentato il tuo progetto all’estero e non Italia? Che differenze ci sarebbero state altrimenti se avessi provato a proporti nel contesto italico?
Il lancio a Sydney ha avuto un peso fondamentale, sia a livello di ispirazione personale che a livello di facilità di business.

Dove produci?
Produco in Cina, fondamentalmente perché essendo una novità sul mercato sapevo che la mentalità cinese sarebbe stata disponibile a qualsiasi richiesta, e così è stato; ad oggi stiamo portando la produzione in Italia perché vogliamo che tutto il brand diventi Made in Italy.

Quanto hai investito di tuo e chi invece ti ha finanziato, chi ha creduto in questo progetto? Hai dei soci?
L’investimento più grande è ed è stato il tempo e il lavoro, centinaia di ore piacevolmente sacrificando tutto da più di un anno. L’investimento è stato di poche migliaia di euro per partire. Oggi non ho alcun socio e la società ha 3 sedi, Australia, Italia e America.

Quel è stata la parte più difficile per te durante la realizzazione del tuo sogno?
La parte più difficile è stata la gestione della relazioni con le persone, confrontarsi con culture diverse nel mondo del lavoro non è stato affatto facile.

Perché la scelta di questo nome, Ab Aeterno?
L’idea è partita dal logo, la stilizzazione del tronco degli alberi interni ha portato alla parola latina. Il nome latino era per ricordare le origini del brand e per la mia passione dei motti latini. Infatti i latini per definire qualche cosa che venisse dal passato utilizzavano e disegnavano i cerchi dell’albero, ed ecco che natura e origini italiane e logo si legano tutti al concetto che volevo sviluppare.

Qual è la particolarità di questi orologi dal punto di vista tecnico?
La particolarità è sicuramente il materiale: il legno è stato studiato per tanti oggetti, ma quasi mai per gli orologi, soprattutto quando tutto l’orologio, cassa, cinturino e ghiera sono interamente tutte in legno naturale.

Perché proprio l’utilizzo del legno? Ci potresti spiegare un po’ meglio il collegamento tra questo genere d’orologi e il contesto Australiano? Quanto è importante effettivamente per Ab Aeterno la sostenibilità? In an envoiramental way, dove reperite il legno che poi utilizzate?
Il legno è sicuramente l’elemento predominante in Australia, la natura si mescola perfettamente a quel territorio. Sydney è ricchissima di alberi meravigliosi dalle forme particolari, sembrano quasi oggetti di design. La sostenibilità per noi è tutto; il nostro prodotto è stato concepito per essere completamente naturale, senza alcuna patina o vernice, il box è composto da pelle eco-sostenibile e legno naturale e i legni dei nostri alberi derivano da foreste giapponesi ad abbattimento controllato. Tutto il mood dell’impresa è orientato alla sostenibilità, sia economica che sociale e ambientale. AB AETERNO si impegna tramite due aziende no profit a livello mondiale ad intervenire in progetti di educazione ambientale e a piantare un albero per ogni acquisto effettuato (BIO-PLANET e PLANT2020). I nostri valori sono tutti orientati al rispetto del concetto totale di sostenibilità.

Addentrandoci nel sito di Ab Aeterno c’è la sezione chiamata Wood che ha una sotto categoria intitolata In a Social way. Potresti spiegarci meglio in cosa consiste questa parte nel tuo progetto?
Social way è una delle parti più importanti che Ab Aeterno porta avanti parallelamente alla parte commerciale. Come citato sopra interveniamo direttamente in progetti legati all’educazione ambientale e ci impegniamo a piantare un albero per ogni orologio piantato.

Di recente sei tornato in Italia. Si sta profilando una situazione interessante per il tuo settore?
Stiamo impostando una distribuzione nazionale ed Europea con un agenzia di distribuzione internazionale, a breve saremo presenti su tutto il territorio nazionale e nelle città europee più grandi.

Cosa ne pensi del contesto italiano attualmente e che suggerimento ti senti di poter dare a quei giovani che come te oggi si trovano a dover affrontare una situazione italiana difficile?
Penso che espatriare sia fondamentale, sia come crescita che come opportunità di business. La staticità del mercato ti obbliga ad oggi a trovare altri mercati piu prolifici, e ce ne sono!

Come e dove vedi il tuo futuro?
Il mio futuro lo vedo a San Francisco, terra aperta alle innovazioni, alle start up e all’online business. Oltre alla bellezza della città penso ci siano tante possibilità di crescita personale e professionale.

Sei soddisfatto di ciò che sei e ciò che fai? Qualche rimpianto, qualche rimorso? Qualche cosa che avresti fatto diversamente?
Rimorsi fortunatamente zero, appena ce n’è stata un’opportunità ho provato a portarla a termine; rimpianti forse qualche infortunio in meno al mio ginocchio e avrei scritto un’altra storia, ma questo fa parte del gioco e sono comunque contento di essere qui.

Il tuo motto?
Un paio di latini. Facta non verba e aquila non capit muscas, questo secondo da interpretare come uno meglio crede, io lo interpreto come un ‘non accontentarsi mai’.

Vuoi aggiungere qualche cosa?
Si voglio assolutamente aggiungere: Giulia Sist, Andrea Azzolini, Serena Carletti, Davide Martini, Ken Mzy, Mattia Michelangeli, Enrico Marescutti. Li voglio citare tutti perché se siamo arrivati fino a qui moltissimo lo devo a loro e ai loro sacrifici, in particolare Giulia che fin dall’inizio mi è stata vicino in questo progetto e che non hai mai mollato un secondo!

Ginevra Gadioli

Intervista a cura di Ginevra Gadioli

Laureata nel freddo Est Europa (Estonia) in scienze politiche e sociali, ama tutto ciò è umanamente pensabile e percepito. Cerca di essere stupita ogni giorno tramite qualche cosa d'inusuale, come l'eccezione di una vita rocambolescamente normale.

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