CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Marcovaldo

4 minuti 762 parole

La cultura paga? Se associata al cibo, sì. Intervista a Irene Pancaldi di Marcovaldo.

unco-mcv-gruppo

Gli italiani ci escono, i parigini ci mangiano. A un anno dall’apertura l’indirizzo di rue Charlot, Marcovaldo è diventato l’immancabile salotto tricolore della capitale. 60 metri quadri bastano ad accogliere sei giorni su sette un pubblico fitto e un calendario di appuntamenti che da Gianmaria Testa ad Antonio di Bella taglia trasversalmente il panorama culturale dello Stivale. Da scoprire in chiave letteraria o gastronomica a suon di musica e dibattiti, dalla colazione allo spritz.

Una libreria, una cucina, uno spazio culturale: Irene, quante cose è Marcovaldo?
Marcovaldo è un collegamento con l’Italia e la cultura contemporanea.  Gli eventi ne sono il fulcro: le presentazioni editoriali, i concerti, le proiezioni, le mostre che organizziamo, fanno tutte perno sull’attualità. Il sentimento è stato senza dubbio rafforzato dalla nostra permanenza all’estero. Noi godiamo di una libertà che ci permette di invitare artisti emergenti, o nomi che difficilmente troverebbero posto in una serata istituzionale. È il caso di Wu Ming 2, nostro ospite in occasione dell’uscita di Timira, o di Alberto Prunetti, autore di Amianto. Una storia operaia.

In Francia c’è un aiuto concreto a chi mette su un’impresa?
Noi abbiamo potuto approfittare di un prestito a tasso zero del PIE, Paris Initiative Entreprise, l’ente che gestisce il finanziamento dei progetti in Ile de France, da rimborsare a partire da sei mesi dal lancio dell’attività, è un aiuto cumulabile con il normale prestito bancario. Non conosco nel dettaglio la procedura italiana ma considera che per fondare Marcovaldo come SARL qui abbiamo speso 90 euro, quando in Italia si parla di un migliaio! Dal confronto con amici che gestiscono attività oltralpe nell’anno e mezzo di preparativi prima dell’inaugurazione ci siamo resi conto di quanto sia apprezzabile il sistema di qui: sia per la trasparenza delle informazioni che ti vengono fornite, sia per gli enti che ti accompagnano durante la costituzione del progetto. È una burocrazia complessa, ma se capisci come muoverti risulta efficace, e più “leggera” della nostra. Non facile, ma fattibile.

Come gestite l’attività ?
Siamo in quattro, e ci integriamo bene perché abbiamo una visione comune ma ruoli distinti: Luca si occupa della libreria, Francesca della cucina, Francesco della contabilità e io dell’attività di pubbliche relazioni. Gli eventi nascono su proposta, con l’idea di rivolgersi anche un pubblico francese. È con questo spirito che proponiamo gli Ateliers di conversazione italiana in formula aperitivo, gli Aperitals, un gioco di parole con il termine argot che designa gli immigrati italiani, e cerchiamo di dare visibilità alle pubblicazioni o traduzioni di autori italiani in Francia: sono nati così la performance di disegno del riminese Giacomo Nanni e della franco-egiziana Nadja, gli incontri con Andrea Molesini, Amara Lakhous, o Davide Longo. Un secondo filone è legato agli eventi tricolore che si tengono a Parigi. L’attore Luigi Lo Cascio è stato nostro ospite in occasione del Festival del Cinema Italiano della capitale.  Poi proponiamo showcases dei musicisti che si esibiscono qui a Parigi: Marcovaldo è stato inaugurato con il concerto di Dente, la grande passione di Francesco. Finora siamo riusciti con una certa facilità ad alimentare il nostro portafoglio di appuntamenti, anche se siamo ancora piccoli e non sempre è possibile invitare tutti come vorremmo.

Tutti questi eventi sono gratuiti ma immagino che con due bolognesi, un’abruzzese e un calabrese, il cibo sia comunque una risorsa per attirare il pubblico parigino.
Da questo punto di vista, l’anima gastronomica di Marcovaldo è fondamentale. Il cibo è il motore economico di Marcovaldo e ha il vantaggio di attirare un pubblico locale. Al brunch domenicale ci sono soprattutto parigini, appassionati come sono di prodotti bio, che si sono avventurati qui, grazie anche a diversi articoli che ci hanno indicati come locale da non perdere nel quartiere dell’alto Marais. Organizziamo degli ateliers di cucina con l’idea di invitare non lo chef stellato, ma la “mammà” di casa: spazio alle tagliatelle bolognesi, all’aperitivo veneziano, alla cena pugliese. Vogliamo mettere in cucina il quotidiano! Come per la libreria e gli eventi, anche qui facciamo scelte molto personali. La nostra lista vini è limitata perché preferiamo proporre prodotti che conosciamo bene, piuttosto che arricchire il menù ad occhi chiusi.

Ci dai un’anteprima dei prossimi eventi?
Da martedì 10 settembre riprendono gli Aperitals, dall’11 i Marcoledì, che sono i nostri aperitivi culinari. Ogni settimana proponiamo una specialità, uno stuzzichino fatto in casa che offriamo in accompagnamento ad un bicchiere. Settembre si chiude con il concerto di Alessandro Raina, poi attacchiamo con l’autunno: Paolo Nori, Wu Ming, Giorgio Vasta. E il vernissage della mostra di Carmine Daprile il 3 ottobre.

unco-mcv-4

unco-mcv-3

unco-mcv-2

unco-mcv-1

(Le foto sono di Sara Prestianni. L’ultima è di Veronica Collalti)

Gaia Puliero

Intervista a cura di Gaia Puliero

Vive a Parigi dove lavora per il portale di viaggio Easyvoyage. Collabora con la rivista africanista Nigrizia

Lascia un commento

Racconta la tua Storia