CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Marta Antonelli / Ligneah

4 minuti 746 parole

Una borsa in pelle può diventare di legno? Sì, quando si è tenaci e testardi. Intervista a Marta Antonelli di Ligneah.

parole: 750 | tempo di lettura: 3 minuti

unco-ligneah-1

Marta, raccontami la tua storia.
Ho 27 anni e per ora mi occupo solamente di Ligneah, in collaborazione con mio padre Marcello, che aiuto nell’avvio dell’azienda. Ho frequentato il liceo linguistico e, successivamente, mi sono laureata in Lingue e Comunicazione Internazionale a Roma. Nel 2012 mi sono diplomata allo IED, frequentando un corso di Fashion Shoes and Accessories Design. Quando ero piccola amavo disegnare ed ero affascinata dal mondo della moda, ma non avrei mai pensato di farne un mestiere. Inoltre, sono attratta da tutto ciò che riguarda il design, soprattutto se è sostenibile. Questo mondo ha sempre suscitato un particolare interesse in me, proprio perché rispecchia i miei valori, che cerco di applicare nella vita quotidiana: da circa tre anni sono diventata vegetariana, per l’amore che nutro verso gli animali e, da sempre, sono attenta all’ambiente. Abbiamo anche deciso di piantare un albero in Niger per ogni prodotto venduto, grazie ad un accordo con Tree Nation.

Il momento della rivelazione?
Questa particolare invenzione nasce da un mio forte desiderio: trovare un’alternativa sostenibile alla pelle. Un giorno ho avuto un’intuizione particolare: le grandi idee arrivano quando meno te lo aspetti e nel modo più strano possibile. Sfogliando le pagine di una rivista, mi sono soffermata ad osservare uno stivale in pitone, non che non ne avessi mai visto uno ma, forse, in quell’istante, quell’immagine è stata la risposta a tante delle mie domande. Osservando bene il pitone, mi è parso di poter associare il materiale al legno: se una superficie rigida e omogenea fosse stata lavorata con un sistema di piccole scaglie, questa avrebbe acquisito una maggiore flessibilità. Ne ho parlato subito con mio padre e dopo solo due settimane aveva trovato la soluzione.

Come funziona il vostro metodo?
La lavorazione ideata da mio padre consiste nell’accoppiare, tramite un collante, un sottile foglio di legno – come i comuni piallacci utilizzati per rivestire i mobili – ad un tessuto, principalmente in cotone. Il tutto viene successivamente micro inciso al laser, creando così una trama sulla superficie del legno, senza intaccare il tessuto sottostante. I primi laboratori laser a cui ci siamo rivolti affermavano che questo tipo di lavorazione era impossibile. Ma la tenacia e la testardaggine, si sa, premiano sempre e quindi abbiamo avviato i primi test. Siamo riusciti a trovare la formula più idonea della lavorazione e, nel Novembre del 2011, abbiamo depositato la domanda di Brevetto Internazionale. Successivamente, a Marzo 2012, abbiamo creato la società depositaria del brevetto, la Mymantra S.R.L.

Da un’idea, all’intera collezione Ligneah. Come ci sei arrivata?
Dopo aver sottoposto il materiale a test tecnici specifici presso la CATAS s.p.a, abbiamo iniziato a testarlo in tutte le sue applicazioni. Funzionava, e da qui la spinta a creare anche un brand di accessori moda: Ligneah, da opera lignea. La realizzazione dei primi prototipi di borse e scarpe è stata particolarmente complicata perché gli artigiani e i modellisti a cui ci eravamo rivolti non avevano mai lavorato un materiale di questo tipo. Dopo mesi di prove, hanno preso vita i primi prototipi. Quattro giorni dopo aver discusso la mia tesi allo IED, stavo già creando la mia prima collezione con il legno morbido. La prima presentazione ufficiale del materiale e di Ligneah è stata al So Critical so Fashion di Milano, a settembre 2012.

Hai trovato particolari difficoltà ad avviare la tua impresa?
Purtroppo ce ne sono state molte: le spese iniziali sono elevate ed essendo giovane dovevo acquisire ancora le capacità amministrative e gestionali tipiche di un’azienda. Inoltre, nel mio caso, ho dovuto far conoscere un materiale del tutto nuovo: nonostante avesse suscitato molto interesse sin da subito, è passato tempo prima che si inserisse nel mercato e raggiungesse una clientela.

Che tipo di clientela avete?
Il tipo di clientela a cui ci rivolgiamo è sicuramente di nicchia. Il nostro materiale viene particolarmente apprezzato da chi ama l’ambiente e gli animali, ma anche da appassionati di design e da tutti coloro che amano prodotti originali e difficilmente reperibili.

Consigli per chi, giovane come te, vuol dar vita ad un progetto?
Fare piccoli passi alla volta, magari con il supporto di qualcuno che abbia già esperienza nel lancio di un’attività. Un’altra possibilità è quella di creare un bel gruppo di lavoro insieme ad altri giovani, così da avere idee nuove e stimolanti. Inoltre, quando si inventa un nuovo lavoro, occorre portarlo avanti con molta pazienza e tenacia.

unco-ligneah-2

unco-ligneah-3

unco-ligneah-4

unco-ligneah-5

unco-ligneah-6

Valentina Canzi

Intervista a cura di Valentina Canzi

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità. Aspirante copywriter e screenwriter. Vorrebbe viaggiare per il mondo insieme ai suoi numerosi gatti.

Lascia un commento