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Matteo Uguzzoni / Focus

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Hanno sconvolto un’intera regione con i loro BB Games. Ma cosa sono i BB Games? Intervista a Matteo Uguzzoni di Focus.

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Matteo, trentaduenne della provincia di Modena, si è laureato in architettura a Ferrara. Dopo aver lavorato per due anni in uno studio, parte per Milano ed entra a far parte della cooperativa Focus. Insieme al suo amico e collega Augusto Pirovano ha dato vita a vari progetti e ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, come quelli della Comunità Europea e del Ministero Italiano dello Sviluppo Economico. Quest’anno si sono aggiudicati il bando BIG (La Basilicata si mette in Gioco) del comitato Matera 2019 – che proporrà la città come Capitale della Cultura Europea nel 2019 – con i Basilicata Borders Games, i giochi urbani che si sono svolti quest’estate tra Policoro, Melfi, Potenza e Matera. 120 creativi provenienti da tutta Europa, tra cui designer, fotografi, disoccupati, cuochi e illustratrici, si sono sfidati in innumerevoli missioni, riuscendo a centrare l’obiettivo principale dell’iniziativa: “sconvolgere la quotidianità delle città ospitanti”.

Matteo, che cos’è Focus?
Focus è una cooperativa sociale che mette insieme diverse anime creative. Cerchiamo di essere sempre innovativi e di creare community rivolte a diversi ambiti sociali: intercultura, giovani, ragazzi, mamme e bambini.

Quando e come è nata la vostra cooperativa?
La cooperativa è nata nel 2007, ma io e il mio amico Augusto vi siamo entrati nel 2009. Con il nostro ingresso è cambiato l’assetto e la strategia della società. Diciamo che prima la cooperativa era una scatola vuota che noi abbiamo riempito con le nostre idee e i nostri progetti: ora riusciamo a produrre valore e lavoro, non solo per noi, ma anche per altre persone.

Nel 2009 avete realizzato A|maze, un’opera teatrale interattiva ambientata tra i Sassi di Matera commissionata dalla Regione Basilicata.
Sì esatto. Un gioco della durata di una notte in tutta la città, non solo tra i Sassi, in cui i giocatori dovevano trovare dei luoghi segreti e svolgere delle prove: sembrava di essere in un film di Indiana Jones! Avevamo creato un’ambientazione molto teatrale, ed era un progetto fortemente locale perché avevamo lavorato con Cinefabrica, una associazione teatrale e culturale di Matera e con un sacco di volontari. Il gioco è stato un vero e proprio successo.

Poi è arrivato il momento di Critical City Upload, il primo progetto di riqualificazione urbana partecipata, che ha ricevuto ben nove riconoscimenti internazionali.
In effetti CriticalCity era nato già nel 2007 e nel maggio del 2008 abbiamo lanciato la prima beta pubblica. A gennaio del 2009 abbiamo vinto il primo premio della nostra carriera, il Kublai Award. Questa vittoria ci ha dato tanta visibilità, oltre a ridarci energia per lavorare al progetto. E finalmente, nel Luglio 2010, abbiamo vinto un bando della Fondazione Cariplo e siamo riusciti a realizzare CriticalCity Upload, nella sua versione sociale e ludica, che abbiamo poi lanciato ad Ottobre dello stesso anno.
CriticalCity è un gioco di trasformazione urbana, è attivo in tutta italia, e forse, il miglior modo per scoprirlo è andare sul sito e iniziare a giocare. Siamo già alla terza stagione e ci sono un sacco di nuovi creativi che stanno giocando.

Quest’anno invece vi siete aggiudicati il bando BIG del comitato Matera 2019 con i Basilicata Borders Games. Come è andata?
I BB-Games sono stati un vero e proprio circo itinerante, e forse anche uno dei progetti più impegnativi e complessi che abbiamo mai realizzato.
4 settimane di gioco in 4 diverse città della Basilicata, con 120 giocatori provenienti da tutta Europa, dall’Italia o da altre città della Basilicata. Un team di creativi ospitati nelle diverse città e a cui sono state affidate missioni da svolgere nei diversi quartieri della città.
Lo scopo principale era quello di portare un po’ di Europa in Basilicata e riuscire a sconvolgere la quotidianità delle città ospitanti, e l’abbiamo centrato in pieno! Inoltre i ragazzi sono stati ospitati nelle case degli abitanti del posto, quindi puoi immaginare gli scontri/incontri di culture che ci sono stati!

Come hanno reagito le persone coinvolte?
In tanti ci hanno detto che non si aspettavano un’esperienza che fosse in grado di cambiare così radicalmente il loro modo di percepire una città, di interagire con gli sconosciuti e, effetivamente, hanno ammesso di avergli sconvolto un po’ la vita.

Come erano organizzati i vari giochi?
I giochi iniziavano il lunedì e proseguivano fino al sabato, con sessioni sia al mattino che al pomeriggio. La dinamica di base prevedeva la consegna alle squadre di una busta con alcuni oggetti, una serie di missioni e un tempo massimo per portarle a termine. La settimana poi era intervallata da giochi speciali, notturni, sveglie all’alba e gite.
Ne parlerei veramente per ore, anche perché i giochi sono iniziati l’11 agosto e sono finiti il 30 settembre, quindi ne sono successe di tutti i colori. Potete dare un’occhiata al nostro sito, dove trovate tutte le missioni delle varie squadre, oppure visitare la pagina facebook dell’evento.

Ci sarà un secondo appuntamento l’anno prossimo per chi se lo fosse perso? Chi potrà partecipare?
A noi piacerebbe molto poterlo ripetere, magari con qualche persona in più nello staff: siamo arrivati davvero distrutti alla fine! Sicuramente cambierà la formula: quest’anno era tutto a carico degli organizzatori, per cui nelle prossime edizioni faremo versare ai partecipanti una quota di iscrizione.  E poi serve anche la volontà delle città o della regione che decide di ospitarci. Il Circo dei BB-Games porta un valore incredibile nei diversi quartieri e tanta energia in città e quindi è importante che ci sia un appoggio anche da parte delle amministrazioni. Potranno partecipare tutti, come quest’anno d’altronde, che abbiamo avuto innovatori sociali, designer, fotografi, architetti, disoccupati, cuochi, illustratrici, e tutti si sono dimostrati giocatori pazzeschi!

Daresti un consiglio a chi vuole realizzarsi in quello in cui crede?
Trovatevi un socio, o un team ristretto di persone con cui lavorate bene, iniziate a svolgere attività nella vostra città. Guardate online esempi da seguire. Siate naif quando parlate dei vostri sogni, ma superpratici quando cercate di realizzarli. Non ascoltate i cinici: non cambieranno il mondo, mentre voi sì.

Avete già in mente qualcos’altro per il futuro?
Oh sì! Stiamo cercando di assorbire un po’ la fatica, quindi nel prossimo mese metteremo in ordine le idee. Sicuramente una cosa che ci piacerebbe molto fare è riuscire a portare un po’ di game-designer europei in Italia, sperimentare i loro giochi e magari riuscire a creare un festival. Poi abbiamo un gioco per i Musei, che stiamo provando a lanciare, per un target compreso tra i 16 ed i 25 anni, quindi città Italiane, fatevi avanti!
In primavera organizzeremo sicuramente Viaggio al Termine della Notte a Milano, un gioco notturno di guardie e ladri. Nell’ultima edizione siamo arrivati a 1200 partecipanti, questa volta vogliamo battere il record mondiale detenuto da San Francisco e arrivare oltre i 2000!

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(Le foto sono di Francesca Zito)

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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