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Miguel Garcia Abad

5 minuti 995 parole

Per fare un abito ci vuole il legno. Intervista al fashion designer Miguel Garcia Abad.

parole: 981 | tempo di lettura: 4 minuti

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Miguel Garcia Abad è un giovane fashion designer spagnolo. Ha studiato all’Istituto Marangoni di Milano e il suo brand si chiama Miguel Alex. Forme e linee geometriche si uniscono a materiali inusuali, come il legno. Predilige il bianco ottico e ama la luce, ecco perché all’ultimo anno di scuola ha creato una capsule usando la fibra ottica e, nella sua collezione F/W2014, ha utilizzato i cristalli Swarovski. Dopo aver vissuto tra l’Italia e la Spagna per anni, è tornato a vivere nella sua Cordoba.

Miguel qual è il tuo lavoro?
Il mio lavoro in questo momento è quello di “owner” del mio sogno, cioè portare avanti il mio brand. Sono da solo e mi devo occupare di tutto: concetti, design, sviluppo, modellistica, PR. È abbastanza complesso, non pensavo che sarebbe stato così complicato quando ho cominciato. Però sto imparando tanto e adesso ho ancora più voglia che all’inizio!

Come hai mosso i primi passi nel fashion system?
Al secondo anno di scuola ho fatto un piccolo stage in un studio di Londra: lì ho cominciato a conoscere il vero mondo della moda. Poi, grazie a Loewe ed Emilio de la Morena ho approfondito sempre di più, ho scoperto le varietà di business che ci sono nella moda, dalle grandi aziende ai piccoli studi. Dopo gli stage ho cominciato col mio brand. Sono stato molto fortunato perché sono riuscito a fare sfilate a Istanbul e a Portsmouth durante la Southsea Fashion Week. Queste esperienze mi hanno aiutato tanto per il concorso Next Generation, che mi ha permesso di sfilare al Milano Moda Donna.

Quando ti sei laureato nel 2010, all’Istituto Marangoni, la tua collezione con inserti in fibra ottica è stata scelta per aprire lo show. Parlaci anche del materiale che hai usato nella tua collezione SS2014 CollaGeo(metric), il legno. Come mai ti piace usare elementi così inusuali per i vestiti?
Per la sfilata di Marangoni ho usato questo tessuto in fibra ottica quale sviluppo finale di una ricerca interna del mio stile. Ho una vera e propria passione per il bianco e trovare un tessuto che restituisse questo colore nella sua massima saturazione è stato davvero speciale. Lavorare il tessuto è stato piuttosto difficile, però la giuria di Marangoni ha capito l’impegno e il concetto dei miei capi e mi ha premiato dandomi questo onore. Da quel momento sono diventato sempre più curioso verso i nuovi materiali. Era da tanto tempo che volevo usare il legno nelle collezioni; quando ho saputo di questo tessuto l’ho ordinato subito e mi sono messo all’opera. Solitamente si tratta delle prime versioni distribuite dai fornitori e quindi sono complicate da lavorare, le forme dei capi sono limitate e non sempre le sarte sono contente di cucirli.

In che modo fai ricerca? Usi Internet per trovare ispirazione?
Un po’ di tutto. Leggo tanto sulle tendenze future e mi informo sui colori, sui tessuti, anche durante le fiere. Per l’ispirazione mi servo della mia intuizione, mi guardo intorno, sviluppo i capi della collezione precedente e li rendo nuovi. Su Internet ci sono bellissimi siti per trovare immagini che aiutano a creare il mood della collezione, io sono pazzo di Tumblr!

Camera Nazionale della Moda Italiana, all’ultima Milano Fashion Week, ti ha dato l’opportunità di partecipare al Temporary Showroom a Palazzo dei Giurencosulti. Come è andata?
L’esperienza è stata molto positiva. Sapevo che ero stato invitato a fare una presentazione per il calendario di Milano Moda Donna, però il Temporary è stato davvero una sorpresa. Ho visto e capito la parte commerciale della moda, quali sono i capi che piacciono alla gente, quali sono i più adatti all’immagine del brand e come posso migliorarmi nelle prossime collezioni. È stata una grande vetrina per me: Camera Moda mi ha aiutato tantissimo negli ultimi mesi e li ringrazio tanto per questa opportunità.

Parlaci della tua scelta di utilizzare Swarovski elements nella collezione F/W2014. So che hai svolto uno stage in Austria.
Il mio percorso con Swarovski è cominciato alla Marangoni, quando ho vinto il concorso Crystallized Swarovski Elements 2010, che mi ha permesso di scoprire tutto il mondo dei cristalli. Di solito la gente ha un immaginario ben definito del cristallo Swarovski, in realtà ci sono tante versioni. Io infatti, quella volta, ne ho usato una nuova: i cristalli erano stati immersi in un bagno di oro rosa e l’effetto era bellissimo. Per la collezione scorsa, invece, ho utilizzato un concetto di fusione tra cristalli e ceramica:
sono riuscito a creare un effetto di marmo rotto mettendo tutti i cristalli sul platform delle scarpe

Quali sono i concept che ti interessano di più?
Ce ne sono vari e sono legati al bianco, all’acqua, al deserto e alla pelle. Nelle mie collezioni li interpreto in maniera sempre diversa. A scuola ci facevano scegliere tra quattro concept e, nonostante i colori e i mood fossero gli stessi, riuscivamo tutti a ottenere delle collezioni diverse. Molto interessante.

Che consiglio ti senti di dare ai giovani che vogliono lavorare nella moda?
Quello che dò sempre a me stesso: andare avanti, non importa quante volte ti chiudono le porte in faccia, ti dicono “no” oppure ti mettono giù la cornetta del telefono. Tu continua col tuo sogno, lavora e trova il modo per crearti una strada, perché il meglio deve ancora arrivare.

Un progetto realizzato che ti sta a cuore?
Quello di Swarovski nel 2010 però, forse, tengo di più a quest’ultima collezione, per il semplice fatto che usare il legno e creare nuove forme mi ha aperto gli occhi su quello che posso fare.

Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe continuare i miei progetti ed andare avanti con il brand perché ho visto che sono molto felice quando lo faccio, ma penso che anche lavorare in qualche azienda sarebbe un’esperienza molto positiva in questo momento, perché potrei dare tanto e mi aiuterebbe a crescere professionalmente.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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