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Nunzia Diglio / NDStudio

4 minuti 747 parole

La passione per l’uncinetto e la maglia diventa una professione. Intervista a Nunzia Diglio. Entra in contatto con Nunzia


Parole: 738 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Semplicemente “designer”, così ama definirsi Nunzia Diglio, 41enne della provincia di Latina, ideatrice di NDStudio. Designer inteso come “progettista, ovvero colei che si cimenta a ideare cose, oggetti  e ad immaginare come realizzarli”, spiega senza esitazioni. Eppure Nunzia non è una designer  comune, ma una knitting designer, ovvero un’appassionata del lavoro a maglia e dell’uncinetto, al punto da trasformarli in una professione, disegnando e realizzando a mano abbigliamento e houseware.

Quando nasce la passione per il knitting?

La passione per il knitting è ereditata da mia madre. Da piccola la vedevo cimentarsi in “sferruzzamenti”  a volte anche molto arditi: ai tempi era tanto di moda il jaquard, ed io l’aiutavo a raccapezzarsi negli intricati schemi di pullover e maglioncini. Uno dei miei primi lavori fu un pullover, di quelli che si usavano allora lunghi fino a metà delle cosce, realizzato appunto a jaquard in soli due colori, bianco e nero, a rappresentare un enorme e complicato fiocco di neve nero su fondo bianco. Ero legatissima a questo mio primo lavoro.

Come sei riuscita a trasformarla nel tuo mestiere?

L’hobby della maglia, che ho poi cominciato a coltivare con più assiduità durante l’università, dove mi sono laureata in Architettura, s’è trasformato in lavoro vero e proprio in maniera molto graduale: ho esercitato la libera professione come architetto per alcuni anni poi, complice il periodo di crisi, il tempo libero aumentava e con esso la mia produzione a maglia. Ho cominciato quindi a proporre alla vendita, su alcuni e-shop e in alcuni negozi, i capi che realizzavo per lo più riprendendoli da riviste specializzate. Non è andata subito benissimo, però cominciavo ad essere contattata per realizzazioni su commissione. Questa specie di “gavetta” mi ha permesso di perfezionarmi molto dal punto di vista tecnico, di capire come sposare, per esempio, i filati con le tecniche di realizzazione (uncinetto, maglia, forcella, telaio…) e con i punti, il che mi ha reso abbastanza confidente e sicura da cominciare a disegnare io stessa i miei capi. Ho aperto la mia prima partita Iva come Knitting Designer circa 2 anni fa.

In che modo sfrutti la rete per farti conoscere e per vendere?

Se la rete, nella forma degli e-shop su cui vendere le mie realizzazioni, non mi ha dato molte soddisfazioni (quantomeno in termini di ritorno economico), mi ha sicuramente aiutato molto quando ho cominciato a propormi come designer. Utilizzo soprattutto Facebook per proporre e diffondere le mie realizzazioni (o meglio, i miei “progetti”, come mi piace considerarli) e su Raverly vendo i miei schemi originali, con successo, a dire la verità, soprattutto all’estero. È grazie a questo tipo di visibilità che ho cominciato a collaborare con alcune riviste specializzate nel settore. Uno dei risultati che mi gratifica di più è quello di essere ritenuta “riconoscibile” per il mio stile. Credo sia l’ambizione di ogni designer!

Collabori anche con sarti e artigiani: in che modo?

Mi è sempre interessato molto mischiare le tecniche, ho disegnato molti capi con tecnica mista maglia e uncinetto, ma nell’ultimo anno ho cominciato ad esplorare il mondo della sartoria, disegnando capi in tessuto con inserti o parti a maglia e all’uncinetto. I primi tempi ho avuto collaborazioni occasionali con delle brave sarte “scovate” grazie alle indicazioni di conoscenti, amiche, vicine di casa, ma negli ultimi tempi sto cominciando a fare da sola anche nel taglio e cucito. Ho ancora molto da lavorare per impadronirmi anche di questa “arte”, però il richiamo di nuove tecniche in cui sperimentale la mia manualità è per me irresistibile.

Sei anche architetto: come coniughi le tue due anime e professionalità?

Credo di non aver mai smesso di essere architetto, progettista. Credo che questo si possa intuire anche dalle mie realizzazioni, di impronta sempre molto geometrica, ispirata a forme elementari: triangoli, quadrati, trapezi…

Prima di dedicarti al knitting di cosa ti occupavi?

Progettavo ospedali.

In che modo sfrutti le competenze apprese durante il tuo percorso di studi e professionale precedente?

Posso dire, senza ombra di dubbio nè timore di essere smentita, che sì, non potrei fare quello che faccio, e nel modo in cui lo faccio, senza il contributo delle mie precedenti esperienze di studio e professionali.

Attualmente il knitting è il tuo principale lavoro e ti consente di viverci?

Sì, oggi mi dedico al 100% al knitting (in senso esteso, come ho spiegato prima) e comincio a poterci vivere.

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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