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Qurami

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Un’app che “cura” lo spreco di tempo. Intervista ai ragazzi di Qurami. Entra in contatto con Qurami.

Parole: 558  | Tempo di lettura: 2 minuti e mezzo

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Risparmiare tempo, ottimizzare gli impegni e facilitare gli spostamenti urbani. Qurami è un’applicazione mobile gratuita che consente di prenotare il proprio turno in fila tramite smartphone, conoscere in tempo reale il numero esatto di persone davanti a sé e il tempo di attesa stimato. L’idea nasce dal suo attuale CEO, Roberto Macina, allora laureando in ingegneria informatica, ed è stata poi sviluppata insieme ad un team giovane con competenze eterogenee. Qurami conta circa 35 strutture attualmente attive sul territorio italiano: a Roma, presso le università “La Sapienza”, “Roma Tre”, “LUISS” e “Tor Vergata”, presso gli Uffici per l’Impiego della Provincia, le strutture dell’Ospedale Israelitico e del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, l’Agenzia per la Mobilità e il Bioparco. A Milano il servizio è attivo presso l’ufficio AFOL della Provincia e la Camera di Commercio, a Firenze presso il Comune, a Trieste presso gli Ospedali Riuniti e il Comune, a Padova presso la segreteria studenti dell’Università.

Che cos’è Qurami?

Qurami nasce da un’idea semplice: migliorare con un’applicazione mobile l’esperienza di attesa in fila. Una volta aperta la nostra app sul proprio smartphone e attivato il gps, si può individuare la struttura nella quale si intende andare e verificare in tempo reale il numero di persone in fila. Quindi si sceglie il servizio desiderato e si prenota il proprio numero in formato elettronico, del tutto equivalente al biglietto cartaceo che si prenderebbe in loco e perfettamente inserito nel flusso degli stessi. Si può così aspettare il proprio turno avendo la piena libertà di dedicarsi a ciò che più si desidera, mentre notifiche personalizzate segnaleranno l’avanzamento della fila e il momento in cui recarsi allo sportello. Qurami è stata una scommessa che, tra tante difficoltà ed emozioni inaspettate, ha saputo trasformarsi da semplice progetto in azienda.

Perchè questo nome?

Il poeta Riccardo da Venosa ha scritto che “spesso i nomi si adattano proprio bene alle cose che indicano”. Una frase che abbiamo voluto fare nostra. Mille proposte, alcune davvero farneticanti, hanno portato al nome “Qurami”, nato dalla parola inglese “Queue” (fila) e dall’idea, forse un po’ visionaria, che un’app potesse “curare” lo spreco di tempo. L’ora tarda e il dominio internet libero hanno fatto il resto.

Quali competenze mettete in gioco nel vostro lavoro?

Saper programmare, fare di conto, comunicare…questo è quello che proviamo a fare ogni giorno. All’inizio c’è stata un po’ di improvvisazione, in poco tempo però ci siamo resi conto che investire totalmente sulle persone e sulla loro professionalità è una chiave imprescindibile di crescita.

La vostra sembra essere una realtà consolidata. Ma com’è essere una start up in Italia?

Non vogliamo sembrare ad ogni costo umili né sminuire quello che facciamo ma la verità è che non ci sentiamo affatto una “realtà consolidata”: conosciamo i nostri limiti e lavoriamo ogni giorno per spostare un po’ più in là l’asticella. Essere una start-up in Italia non è molto diverso che esserlo altrove. Le difficoltà avranno probabilmente altri vesti, più burocratiche e conservative, ma riuscire a creare valore e ad imporsi sul mercato è difficile tanto a Milano o Palermo quanto a San Francisco.

I vostri progetti per il futuro?

Aumentare la diffusione di Qurami, ma soprattutto aumentare sempre più il numero “pro-capite” di minuti risparmiati, anche fuori dai confini italiani. In fondo siamo nati proprio per questo: restituire alle persone uno dei beni più preziosi, il loro tempo.

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Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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