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Sara Rabà

4 minuti 785 parole

Cosa faccio nella vita? Il mio lavoro sono io. Intervista a Sara Rabà

Parole: 787 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Sara Rabà è una stilista. Trasforma tutte le emozioni che vive in creazioni particolari, che rispecchiano i colori della terra e del mare. Mare che osserva ogni giorno vivendo a Piombino, proprio di fronte all’Isola d’Elba.

Qual è il tuo lavoro?
Come rispondere a questa domanda? Il mio lavoro sono io. Osservo, ascolto, mi emoziono, disegno, cerco. Compro tessuti semplici, particolari, persino “fuori moda” e non li classifico. Creo, invento, recupero, assemblo, cucio, produco, propongo, vendo. Il mio lavoro è il mio divertimento e la mia passione. Materializzo le emozioni, le trasformo in abiti ed accessori. Così è nata la linea Sara Rabà: dal bisogno di esternare ciò che provo e sono.

Quando e perché hai deciso di lavorare nel fashion system?
Non l’ho deciso, è successo e basta. Finite le scuole medie avevo solo un desiderio: disegnare, ma nella mia piccola cittadina non c’era il liceo artistico. Ho dovuto aspettare cinque lunghi anni, frequentando una scuola che non mi piaceva, per poi iscrivermi finalmente alla Marangoni di Milano. Immaginavo degli abiti, li cercavo nei negozi, ma non c’erano. Il resto è venuto da sé.

Quale tipo di difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?
Più che difficoltà le chiamerei delusioni, perché le cose non sono mai come le immaginiamo: le guardiamo da fuori, ma solo vivendole riusciamo a vederle. Ho iniziato a lavorare a Bologna come stilista, poi Firenze, Perugia e di nuovo Firenze, ma c’era poco da esternare perché quando si lavora per gli altri si deve avere la capacità ed il talento di creare ciò che loro creerebbero, di eseguire ciò che viene chiesto. Si è disegnatori più che stilisti di moda. Moda significa arte e per l’artista il bisogno di esplodere è impellente. Lasciare implodere crea frustrazione e delusione. Poi ti capita di provare rabbia, ma grazie ai sacrifici e all’amore ricevuto da un compagno di viaggio importante, che oggi ringrazio, ho capito e trasformato il mio cammino lavorativo. Così è nata la linea di abbigliamento ed accessori Sara Rabà perché oggi il lavoro non si cerca, lo si può solo creare.

Con quali materiali preferisci lavorare?
Sono proprio i materiali che spesso mi danno ispirazione, la mano del tessuto mi trasmette delle sensazioni e quindi delle idee. Adoro i tessuti naturali, semplici: lino, cotone, seta, lana, iuta, paglia, legno, vetro. Amo i colori della Natura. Le tinte unite sono le mie preferite, ma anche le fantasie educate, come le definisco io, che non urlano. Mi piace riutilizzare gli oggetti dandogli una destinazione diversa. Tutto è materiale disponibile per creare.

Quale professionista ti ha ispirato di più nel tuo lavoro?
Ci sono stati dei maestri che mi hanno insegnato molte cose: i colori e gli abbinamenti di Romeo Gigli, i disegni “confusi” e meravigliosi di Cristian Lacroix, l’eleganza, la semplicità e la biografia di Coco Chanel e poi l’India e i suoi ricamatori, gli artigiani fiorentini. Anche la titolare di uno showroom di arredamento, dove ho lavorato un breve periodo, per la quale il tessuto è tessuto, senza distinzione, senza classificazione di materiali da abbigliamento, da tappezzeria o per la casa e i mobili e i materiali “vecchi” hanno un’anima, una storia da raccontare.

A proposito di ispirazione, da che cosa prendi spunto per le tue creazioni?
Come ti dicevo, le mie emozioni sono le mie ispirazioni; il mio sentire è esternato in ogni cosa che faccio. Dicono che non ci sia più niente da inventare nella moda: beh, io credo che ognuno di noi abbia dentro di sé un universo intero, unico e spesso inesplorato. La ricerca di se stessi è una buona fonte di ispirazione.

Che cosa ami particolarmente del tuo lavoro?
Amo potermi esprimere, rompere gli schemi, le mode appunto. Amo guardare le cose sotto un’altra prospettiva, amo poter prendere strade alternative, spesso deserte e contro tendenza. Io dico sempre: lavoro nella moda, ma sono fuori moda. E per me è un lusso.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliano lavorare in questo campo?
Il mio consiglio è rivolto a tutti perché l’arte non ha età. Ho imparato una cosa: c’è sempre un modo diverso di fare e vedere le cose. Ognuno di noi sa dove risiede la propria realizzazione. Si tratta solo di prendersi sul serio e trasformare la paura in coraggio: il coraggio di credere in se stessi e fare ciò che si ama genera miracoli. Questo è capitato a me e, malgrado continui ogni giorno a pedalare in salita, non perdo mai la fiducia e la speranza di farcela.

Progetti per il futuro?
Il mio futuro? È il prossimo minuto, lo vivo quando arriva.

[Sara vende i suoi prodotti nel marketplace ezebee.com]

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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