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Silvia Dallago / Interno11

3 minuti 599 parole

Passione per la moda e artigianalità giovane. Così nasce la boutique creativa Interno11. Intervista a Silvia Dallago. Entra in contatto con Silvia

Parole: 587| Tempo di lettura: 2 minuti e mezzo

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Silvia Dallago, 31 anni, è una ragazza trentina con una grande passione per la moda. Ha vissuto a Roma dieci anni, città che le ha permesso di avvicinarsi al suo sogno. Qui, infatti, si è laureata in Scienze della Moda e del Costume presso l’Università La Sapienza, ha frequentato un master in Sociologia della Moda e infine si è iscritta all’Accademia dell’Alta Moda. Ha fondato Interno11 seguendo la passione per la moda, per l’artigianalità e la creatività, dando vita a uno spazio polifunzionale dove si passa dallo shopping alle mostre d’arte.

Come è nata l’idea di Interno11?

Nel periodo in cui vivevo a Roma, cucivo e vendevo abiti nei mercatini. Qui ho conosciuto bravi artisti e stilisti emergenti. Mi sono appassionata alle loro creazioni e alle loro storie. Questo mi ha permesso di scoprire nuove realtà e di abbracciare una filosofia diversa: non esistono solo i grandi brand, ma anche piccole realtà che sono altrettanto brave e creative anche se poco conosciute. Così, quando quattro anni fa sono tornata a Trento, ho deciso di provare a dare vita a un progetto che rispecchiasse tutto quello che sono e che avevo imparato.

Che cos’è Interno11?

È tante cose. Un’idea, una boutique, uno spazio dedicato alla moda e all’arte, un luogo dinamico in continuo fermento. Propongo e vendo pezzi unici e collezioni di giovani artigiani e di stilisti emergenti, oltre ad accessori di creativi italiani e brand selezionati. Punto sul Made in Italy e fin dall’apertura (3 anni fa, ndr) soprattutto sul mondo dell’handmade. È un settore molto in fermento e che si sta sviluppando a macchia d’olio, forse anche perché, per colpa della crisi, molte persone cercano di inventarsi un lavoro partendo dalle proprie abilità. Interno11 offre a questi giovani sarti una vetrina, peraltro in pieno centro storico.

C’è uno stile che unisce gli abiti e gli accessori che vendi?

Gli stili sono diversi, anche se cerco sempre di proporre solo ciò che mi piace: uno stile minimale ma ricercato, abiti che a seconda dell’accessorio giusto possano essere indossati per le più svariate occasioni.

Non solo moda però…

Infatti. Fin dall’inizio ho voluto creare uno spazio che potesse accogliere anche vari artisti, soprattutto locali. Abbiamo ospitato mostre di pittori, fotografi, architetti. Ma anche performance dal vivo di canto e di pittura, piccole sfilate e qualche corso di cucito. Pian piano Interno11 sta diventando un luogo di riferimento culturale per la città e di questo ne sono molto orgogliosa.

Un’idea innovativa in tutto e per tutto. Qual è stato il riscontro?

All’inizio non è stato facile farsi capire, soprattutto per il fatto che non vendo etichette conosciute. Ma poi pian piano i clienti hanno compreso il progetto. Certo, non è facile, la concorrenza dei grandi marchi è molto spietata e io inoltre lavoro da sola. Ma amo il mio lavoro, soprattutto per il fatto che ogni giorno riesco a conoscere persone in gamba e con cui riesco a intraprendere preziose collaborazioni.

Progetti per il futuro?

Molti. Prima di tutto, voglio puntare sempre di più sui nuovi media, in particolar modo sullo shop online che ho già avviato. E poi ci sono vari progetti che bollono in pentola, come collaborazioni sartoriali per fare abiti su misura e il brand di Interno11. Produrre i vestiti che vendo sarebbe un grande sogno, anche se in parte è già realtà: proprio in questi giorni ho proposto un piccolo flash di collezione prodotta con la nostra etichetta.

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Alessandra Amoroso

Intervista a cura di Alessandra Amoroso

Trentenne, laureata in Giornalismo, lavora nell'ambito della comunicazione aziendale. Solo quando scrive si sente libera.

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