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Tonki

3 minuti 488 parole

Un giorno a Londra Ruggero e Alessandra incontrano Tonki per caso. Intervista a Ruggero Frigoli

Parole: 472 | Tempo di Lettura: 2 minuti

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Zaino in spalla, Ruggero sale sul primo aereo economico disponibile per Londra e vola dalla sua fidanzata. Atterrato, recupera un pezzo di cartone su cui scrive “146 Kilburn High Red” e, scortato da un gentile camionista, via con l’autostop fino all’appartamento di Alessandra. Ruggero conserva il cartone e decide di regalarlo alla ragazza, lei ci attacca sopra una loro foto. Tonki nasce così, in ricordo di questa avventura.

Ruggero, che cos’è un Tonki?
Tonki è un pezzo di cartone fustellato su cui stampiamo le immagini che gli utenti ordinano tramite il nostro sito. Non siamo noi a scegliere i soggetti per i vari lavori, ma stampiamo ciò che vuole l’utente.

Cosa ti ha portato a creare Tonki?
Ho 27 anni, una grande passione per la fotografia e, prima di Tonki, mi sono laureato in Scienze di Internet. Quello del riciclaggio è un tema a me caro da tempo: odio lo spreco e credo che riuscire a reinventare oggetti, partendo da materiale riciclabile, sia molto divertente. Trovo buffo che il nostro cartone prima di diventare un Tonki possa essere stato uno scatolone, un totem pubblicitario o chissà cos’altro.

Da dove recuperate i cartoni?
Per diversi mesi siamo riusciti ad utilizzare solamente cartoni recuperati qua e la ed è stato molto divertente. Con il crescere delle vendite ci siamo dovuti rivolgere ad alcuni produttori di cartone, prestando sempre massima attenzione all’impatto ambientale.

Cosa ti ha agevolato nell’affermazione del tuo prodotto?
Innanzitutto vivendo a Brescia abbiamo la fortuna di conoscere numerosi artigiani che ci hanno insegnato i trucchi del mestiere. Inoltre, grazie alla scarsa concorrenza che c’è in Italia, una volta azzeccato il prodotto è abbastanza facile entrare in contatto con persone e brand influenti.

Quale lezione hai appreso dagli artigiani?
Dagli artigiani ci sono un sacco di cose da imparare, ma una più di tutte le altre, ovvero la passione e il sacrificio che mettono in ciò che fanno. Durante il primo periodo abbiamo scoperto un sacco di trucchi che, ahimè, nessuno insegna all’università. Conoscere bene ogni aspetto della produzione è un passaggio fondamentale che ti permette di migliorare il tuo prodotto.

Hai incontrato qualche difficoltà nel portare avanti l’attività?
Le difficoltà si incontrano sempre, soprattutto quando si cerca di dar vita a qualcosa che ancora non esiste, come il Tonki. Inizialmente ogni cosa appare difficile. Dai problemi burocratici a quelli più concreti: “Con chi posso discutere di marketing?”, “Chi mi sa dire se il sito web è funzionale o meno?”, “Starò usando il giusto modo di comunicare il mio prodotto?”.

Come ti sei rapportato ai problemi che si sono posti davanti alla tua strada?
Sinceramente non ho mai dato tanto peso ai problemi perché avevo preventivato che ce ne sarebbero stati. Non smetteranno mai di esserci. Ma d’altro canto questo è il lavoro dell’imprenditore: prendere o lasciare.

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(Le ultime tre foto sono di Claudio Grassi)

Valentina Canzi

Intervista a cura di Valentina Canzi

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità. Aspirante copywriter e screenwriter. Vorrebbe viaggiare per il mondo insieme ai suoi numerosi gatti.

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