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Tsunami Edizioni

7 minuti 1322 parole

Siamo lo Tsunami del metal, quello da leggere. Intervista a Eugenio Monti e Max Baroni.

parole: 1192 | tempo di lettura: 4 minuti

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Eugenio e Max sono lo Tsunami dell’editoria musicale italiana, sviscerando la loro passione per il rock e il metal senza soluzione di continuità.

Come nasce Tsunami e con quali obiettivi?
Tsunami è nata ormai sei anni fa da una semplice esigenza: portare anche in Italia quel tipo di editoria musicale, nello specifico quella che fa capo al panorama rock ed heavy metal, che gli appassionati come noi non potevano avere se non rivolgendosi al mercato estero. Avevamo già un po’ di esperienza in ambito editoriale, seppur in un contesto molto diverso, e abbiamo voluto mettere in gioco questo know how per creare una casa editrice che rappresentasse i nostri gusti ed interessi. A questo obiettivo, che potremmo definire la spinta primaria, con il tempo se ne è affiancato un altro, ovvero offrire uno spazio anche ai numerosi autori italiani che in campo hard’n’heavy sono competenti come e più di quelli stranieri. Per ora, oltre a quelli pubblicati in Italia, già due nostri titoli a firma italiana sono stati tradotti all’estero in diverse lingue, quindi ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

La vostra casa editrice è una delle principali in ambito metal e rock. Fate altri lavori oltre a questo o Tsunami occupa tutto il vostro tempo?
Diciamo che si prende il 100% del nostro tempo, a volte il 110. Può capitare che ci si occupi anche di altre cose, ma la casa editrice è sempre la priorità assoluta. Anche se è nata seguendo una passione e muovendosi a piccoli passi, per noi Tsunami non è un hobby, ma un lavoro vero e proprio che necessita dedizione e professionalità, soprattutto in un ambito un po’ in crisi come quello editoriale e in un momento difficile come questo.

Mettiamo sul banco un po’ di numeri: quali sono i bestseller di Tsunami e quante copie hanno venduto? E quali sono i libri da cui vi aspettavate di più in termini prettamente commerciali?
Il nostro bestseller assoluto è certamente “Lords Of Chaos”, ormai un classico della bibliografia sul metal più estremo, seguito da “The Dirt”, la dissacrante autobiografia dei Mötley Crüe. Altri titoli che sono andati particolarmente bene sono le biografie di Slayer, Black Sabbath e Cliff Burton, tutti titoli che a distanza di qualche anno dalla loro prima uscita continuano a vendere discretamente bene. Trattandosi di un’editoria di estrema nicchia le vendite sono comunque relativamente basse, si parla di poche migliaia di copie, ma stiamo lavorando anche per creare una nuova categoria di lettori e siamo contenti di vedere che, in parte, ci stiamo riuscendo. Libri andati particolarmente male, fortunatamente, non ne abbiamo, ma sicuramente tra i peggiori dobbiamo elencare “Niente da Perdere”, il primo romanzo targato Tsunami che, andando a cimentarsi in una categoria, la narrativa, dove le proposte sono estremamente numerose, si è perso in un mare di altri titoli vendendo pochissimo. Lo stesso vale per “Il Concerto che ha Cambiato il Mondo”, un libro che ha il triste primato di aver venduto pochissime copie ricevendo però giudizi entusiastici da chiunque l’abbia letto.

Come scegliete i libri da pubblicare? Che caratteristiche devono avere?
È un concorso di più fattori. Da un lato c’è il gusto personale: come detto, siamo appassionati di musica tanto quanto i lettori dei nostri libri, abbiamo ben presente che cosa ci piace trovare in un testo che parli dei nostri generi preferiti e quindi il libro deve essere bello e interessante in primis per noi. Per nostra fortuna, l’essere due persone molto appassionate di generi abbastanza diversi ci permette di poter valutare un ampio spettro di argomenti, dal death e black metal al classic rock e al prog, e quindi di selezionare titoli che riteniamo validi e ben realizzati. Dall’altro, ci si scontra con la dura realtà dei fatti, ovvero i costi di produzione (diritti, spese di stampa ed eventualmente traduzione, etc) e ovviamente con il potenziale di vendita. Purtroppo non si può pubblicare tutto, dobbiamo pur cercare di rimanere in piedi e quindi dobbiamo valutare bene i pro e i contro di ogni progetto prima di metterlo in cantiere.

È recentissima la notizia del vostro acquisto dei diritti per l’autobiografia di Max Cavalera. Vorrei sapere: come funziona, anche molto praticamente, la traduzione di uno dei vostri libri? Vi rivolgete a qualcuno in particolare?
Dipende. A volte è direttamente uno di noi che si occupa delle traduzioni (tendiamo infatti a fare tutto in casa, dalle grafiche, all’impaginazione, all’editing e revisione), ma nel corso degli anni ci siamo ovviamente affidati anche a traduttori esterni. Con una persona in particolare, Stefania Renzetti, c’è un rapporto di collaborazione che dura da diversi anni, diciamo che è un po’ la nostra traduttrice principale. Comunque, detto in due parole, quando dobbiamo far tradurre un libro ci rivolgiamo a qualche professionista che innanzitutto conosca bene il mestiere e in secondo luogo anche l’argomento di cui si parla, ovvero la musica. In questo modo il lessico utilizzato sarà sempre quello appropriato, e si evitano gaffe come la traduzione di nomi di gruppi o generi musicali (l’abbiamo visto succedere, anche se per fortuna non nei nostri libri!).

Siete molto attivi con i vostri stand, specie durante concerti metal. È vero che oramai si vende molto di più in queste situazioni piuttosto che nelle librerie? Come affrontate la crisi dell’editoria?
Beh, dire “molto di più” è forse eccessivo, però in certe situazioni le cose ci vanno indubbiamente bene. In fin dei conti noi ci rivolgiamo a un pubblico che è in primis amante della musica più che della letteratura e dei libri, e quindi è più facile che frequenti un negozio di dischi o un concerto piuttosto che una libreria. Diciamo che siamo un editore atipico, e quindi possiamo sfruttare dei canali alternativi a quelli della normale distribuzione libraria.
La crisi dell’editoria la affrontiamo non fermandoci mai, viaggiando ovunque con il nostro stand, spingendo al massimo il nostro sito internet e store online, inventandoci sempre qualcosa di nuovo per incentivare l’acquisto dei libri, e soprattutto cercando sempre di proporre titoli interessanti e di qualità.

Cosa pensate degli ebook? La ritenete un’effettiva opportunità, anche in vista futura?
Il discorso ebook è molto complesso e, a nostro avviso, passata la moda esplosa negli ultimi anni, resterà un discorso abbastanza marginale, quantomeno tra i lettori più appassionati.
Dal punto di vista dell’editore, poi, soprattutto di un editore piccolo, creano più problemi di quanti ne risolvono: hanno un costo di produzione elevato, se correlato al prezzo di vendita (a parte la stampa, i costi sono gli stessi di un libro cartaceo), sono soggetti ad un regime fiscale particolarmente sfavorevole e, diciamocelo, sono potenzialmente vittime della pirateria. La nostra filosofia sarebbe quella di produrre ebook da vendere ad un prezzo molto basso, senza protezioni di sorta, affidandoci alla correttezza dei lettori, ma crediamo che il mercato in Italia non sia ancora abbastanza maturo.

Potete darci qualche anticipazione sul futuro di Tsunami? Programmi?
Il nostro 2014 si apre con la pubblicazione di un nuovo volume della serie I 100 Migliori Dischi, questa volta dedicato al Progressive Italiano, e con un libro dedicato ai testi commentati degli Slayer. Poi nel corso dell’anno abbiamo in programma tra gli altri una biografia degli Einstürzende Neubauten; il bellissimo romanzo biografico “Ghost Rider” di Neil Peart, batterista dei Rush; l’autobiografia di Max Cavalera che citavi prima; un libro dedicato ai Van Halen; uno dedicato agli Opeth e l’incredibile autobiografia di Peter Hook dei Joy Division (per noi uno dei migliori libri musicali degli ultimi anni). Poi ci sono in ballo tante altre cose, ma non vogliamo anticipare troppo.
Sul fronte degli stand, invece, saremo parecchio on the road anche quest’anno: iniziamo con la Mostra Mercato del Disco a Pordenone il 25/26 gennaio, poi ci sarà il Buk Festival a Modena il 22/23 marzo, poi ovviamente il Salone del Libro a Torino e tra questi un sacco di concerti un po’ ovunque. L’abbiamo detto: non ci fermiamo mai.

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Francesco Bommartini

Intervista a cura di Francesco Bommartini

Giornalista appassionato di musica. Ha scritto i libri Riserva Indipendente e Fuori dalla Riserva Indipendente, collabora con Rumore, L'Arena, ExitWell. Ama la sua famiglia, i sorrisi, l’onestà e avere il cuore in pace.

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