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Unconventional Happening

6 minuti 1001 parole

Da uno spritz a un’associazione di donne per le donne. Intervista alle ragazze di Unconventional Happening. Entra in contatto con Unconventional Happening

Parole: 984 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

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Una squadra affiatatissima, tutta al femminile. C’è chi come Valeria ha abbandonato il lavoro da dipendente per una maternità che faceva a pugni con i contratti a progetto, o Tiziana, costretta a trasferirsi all’estero per accettare un lavoro che non sarà quello della sua vita ma è pur sempre un lavoro. 4 città e 7 amiche, ognuna con la propria storia personale e professionale, ma accumunate dalla fortissima convinzione che le donne – come arabe fenici – hanno la straordinaria capacità di reinventarsi, anche più volte in una vita. Ed ecco che una chiacchierata davanti a uno spritz si trasforma in un progetto vero, concreto. Nasce così Unconventional Happening, dall’esigenza di promuovere un tipo di imprenditoria femminile, creativa e indipendente. Una giornata di incontri, scambi ed esperienze per creare collaborazioni e sinergie, tutte rigorosamente non convenzionali.

Ragazze, la vostra storia?

Abbiamo deciso di metterci a lavorare sul serio al nostro progetto nell’ottobre del 2013, quando è nata l’associazione no profit Officina non Convenzionale. Per statuto, l’Associazione promuove l’imprenditoria femminile, creativa e non convenzionale, attraverso la creazione e lo sviluppo di una rete che permetta lo scambio e la moltiplicazione di contatti ed esperienze, da cui possono nascere occasioni di business. Officina non Convenzionale cerca di indicare una rotta sicuramente non nuova, ma quanto mai necessaria, in questo momento di crisi. Le donne spesso si trovano a fare i conti con scelte difficili (conciliazione, disoccupazione, lavoro di cura, salari minori rispetto agli uomini, mancanza di rappresentatività nei luoghi decisionali, genitorialità e lavoro), molto più spesso a certe scelte non arrivano ancora, solo perché sono donne e decidono di essere madri. Queste donne hanno la forza di re-inventarsi e Officina non Convenzionale vuole metterle in mostra, valorizzare le loro competenze, la creatività e la capacità di innovazione.

E Unconventional Happening?

Unconventional Happening è una giornata di incontri, scambi, esperienze, comunicazione, business e divertimento che ha una radice forte nel mondo del “wedding”, ma che si rivolge più in generale al mondo dell’imprenditoria femminile non convenzionale e creativa. Unconventional Happening non è un evento “classico”, non è una fiera, anche perché non ci sono espositori tradizionali; l’idea è quella di permettere alle nostre ospiti di esporsi e proporsi al pubblico attraverso workshop, laboratori e lezioni in cui mostrare le proprie competenze, trasferendole agli altri in un ambiente di collaborazione e scambio.

Perché non convenzionale?

Siamo convinte che in ogni cosa che si fa sia importante cercare il proprio stile, decidere in libertà quali siano le proprie regole e i propri valori. Questi principi si possono applicare anche nell’ambito lavorativo, in cui troviamo stereotipi ormai fuori dalla realtà – il posto fisso, lo stipendio il 27 del mese, la carriera a tutti i costi – difficili da superare: far valere la propria “non convenzionalità” è difficile, perché le scelte che si fanno possono non essere riconosciute o non essere sostenute dalla società, dalla politica, ma anche dalla propria famiglia di provenienza. Ecco perché noi vogliamo fare qualcosa in questo ambito. Perché sentiamo che è un bisogno.

Qual è l’obiettivo principale di un Unconventional Happening?

Lo scopo dell’evento è quello di diffondere all’interno di una rete il valore del “fare le cose insieme”. Le donne che entrano a far parte della nostra rete, una comunità solidale e stabile di donne, equilibriste tra precarietà, mondo digitale e reale, hanno deciso di esprimersi e realizzarsi nella loro individualità, trovando soluzioni nuove per il proprio lavoro. Unconventional Happening è la risposta alla necessità che queste donne hanno di trovare uno spazio per “mettersi in mostra”, conoscersi, creare nuovi legami e sinergie.

Che cosa vuol dire organizzare un evento come il vostro?

Innanzitutto vuol dire cercare di far capire esattamente che cosa facciamo. Non è una fiera, ma ci si espone; è un evento, ma non è esattamente classificabile; riguarda il mondo del matrimonio, ma non solo; riguarda le donne che si mettono o si stanno per mettere in proprio, perché la libertà delle donne passa attraverso la possibilità di essere autonome, di guadagnare soldi. Riguarda, quindi, anche argomenti più “alti”, i diritti. Riguarda le donne creative, imprenditrici di se stesse, multitasking ed equilibriste che creano l’evento attivamente, ma anche chi è appassionata delle tematiche trattate o semplicemente curiosa e desiderosa di fare un’esperienza diversa, di mettersi in gioco, di conoscere nuove persone e aprire nuove strade. Sono tante cose, anche piuttosto complesse, in un unico contenitore.

Come è andato l’evento lancio a Roma?

L’evento di Roma è stato un grande debutto, abbiamo ottenuto risultati molto positivi: affluenza, complimenti e soddisfazione. E l’onda lunga dei risultati si fa ancora sentire: sono nate collaborazioni reali, che sono tuttora attive e questa è il risultato più bello per noi, sapere che a qualcosa è servito davvero.

Come mai avete deciso di spostarvi in un centro più piccolo?

Perché normalmente tutto succede a Roma o a Milano, forse per comodità logistica o forse perché si pensa che solo lì si concentri il fermento creativo. Invece, ci siamo rese conto che la provincia italiana, da est a ovest, da nord a sud, è tanto ricca di spunti, di innovazione e di movimento. Quel movimento di idee, persone, progetti e professioni che noi cerchiamo e vogliamo sostenere. Ecco perché la scelta è caduta su Alessandria, una città della Pianura Padana di circa 100.000 abitanti, posta geograficamente al centro del famoso triangolo commerciale Torino-Milano-Genova, facilmente raggiungibile e spesso negletta.

Ci dite qualcosa di non convenzionale?

#Daje: in un periodo in cui tutto e tutti ti dicono che c’è crisi che aprire una attività è una follia, che va tutto male in Italia, fallo, tu puoi farlo, sii fiera di te per quello che sei, al di là di come gli altri si immaginano che tu sia e vai avanti)

Le ragazze di Unconventional Happening vi aspettano sabato 22 novembre ad Alessandria. L’evento è aperto a tutti, donne, uomini, bambini, imprenditori, creativi e curiosi, purché unconventional.

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[Photo by Ennefoto, Frallalà, Tulimami]

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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