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Valentina Livan / Futurismo Fashion

4 minuti 767 parole

Futurismo Fashion, il brand 100% Made in Italy ispirato al movimento artistico dei primi del ‘900. Intervista a Valentina Livan

Parole: 771 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Valentina Livan è designer e modellista di Futurismo Fashion, brand 100% Made in Italy creato 3 anni fa che si ispira al movimento artistico dei primi del ‘900. Il brand, come la corrente letteraria, si pone alla costante ricerca del nuovo. La linea di abbigliamento è per una donna moderna, femminile e che ama i contrasti.

Valentina, qual è il tuo lavoro?

Sono designer e modellista del brand Futurismo Fashion. Mi occupo anche della scelta dei tessuti, con uno sguardo sempre attento alla produzione dei capi.

Quando e perché hai deciso di lavorare nel fashion system?

Il brand nasce circa tre anni fa da un progetto elaborato con Roberto Moscatt, executive manager. L’esigenza è stata quella di creare una linea di abbigliamento femminile “essenziale” e con il focus su caratteristiche ben precise che sono alla base della filosofia del marchio Futurismo.

Spiegaci meglio.

I capi sono 100% Made in Italy, dai tessuti prodotti e tinti in Italia, alla manifattura affidata a maestranze di altissima qualità ed esperienza. Usiamo monocromi forti e vivaci, singolarmente o a contrasto, e prevale l’assenza di accessori a vista, cosa che rende ogni capo estremamente versatile e ciò gli consente di mutare di significato in base all’accessorio che decidiamo di abbinare. Ogni capo diventa unico perché ognuno di noi lo interpreta in modo personale. L’estrema attenzione alla componente modellistica, con l’utilizzo di strutture e linee geometriche particolarmente mirate è il filo rosso delle collezioni, fattore fondamentale per creare capi con un’ottima vestibilità che esaltino al massimo la femminilità.

Quindi chi veste Futurismo Fashion?

La donna che indossa un capo Futurismo è dinamica e metropolitana, determinata e sicura di sé, attrice protagonista dell’ambiente che la circonda. Ambiente che essa stessa contribuisce a definire e formare con la propria personalità. E il capo che indossa ne diventa espressione dinamica e proiezione attraverso movimento, colore, struttura, suono, parola, metropoli, in un coinvolgimento sensoriale totale.

Quale tipo di difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?

Le difficoltà sono parecchie a partire dalla produzione, sia perché le forniture di materiali di qualità solitamente prevedono minimi d’acquisto elevati, sia perché le aziende di confezione faticano a lavorare con ordinativi di dimensioni medio-piccole. Anche la ricerca ed il consolidamento dei canali distributivi sono tutt’altro che semplici.

Con quali materiali preferisci lavorare?

Amo la sperimentazione: mi piace accostare i tessuti naturali a materiali innovativi, tessuti tecnologicamente studiati per garantire al pari di quelli naturali il massimo comfort e le migliori performance durante tutto il giorno ed in ogni contesto.

Quale professionista ti ha ispirato di più nel tuo lavoro?

Senza dubbio Armani per l’essenzialità e la pulizia delle linee e Balenciaga per il particolare approccio ai colori.

A proposito di ispirazione, da che cosa prendi spunto per le tue creazioni?

Il nome del brand, Futurismo, è chiaramente ispirato al movimento artistico dei primi del ‘900, movimento con radici tutte italiane alla costante ricerca del nuovo. Senza dubbio la filosofia del marchio ha molte similitudini con esso: il concetto secondo cui la moda è arte, la potenza nell’utilizzo dei colori, il dinamismo, la compenetrazione delle diverse forme di espressione quali pittura, scultura, danza, musica, architettura, scrittura, teatro sono elementi fondamentali nel mio lavoro. Uno spunto particolare proviene dalle architetture: è così interessante soffermarsi ad osservare i dettagli delle costruzioni, le loro linee geometriche e la compenetrazione dei materiali!

Che cosa ami particolarmente del tuo lavoro?

Amo molto la fase creativa ed insieme quella modellistica, perché la ritengo molto importante. Inoltre questo lavoro e la costante ricerca in ogni fase di un prodotto e di manifatture 100% Made in Italy, mi consente di entrare in contatto con aziende che davvero sono la storia e l’orgoglio del nostro territorio e dalla cui esperienza si può trarre sempre insegnamento.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliano lavorare in questo campo?

Secondo me è fondamentale avere ben chiaro il quadro complessivo del processo, perché solo con uno sguardo a 360° e maturando via via competenze sempre più approfondite nei diversi ambiti, si possono comprendere appieno le dinamiche e essere così pronti ad affrontare al meglio le problematiche di ogni giorno.

Progetti per il futuro?

Attualmente per distribuire il nostro prodotto, oltre ai canali convenzionali, stiamo collaborando con associazioni che organizzano eventi in cui si fondono moda con arte, musica e letteratura. Da un punto di vista produttivo mi piacerebbe instaurare una collaborazione duratura con un’azienda di ricerca nei materiali per studiare insieme tessuti sempre più adatti ad esprimere al meglio le caratteristiche della mia linea di abbigliamento.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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