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Valentino Di Lauro / Krap

4 minuti 666 parole

Uniscono skateboard, bici e parkour in uno stile libero che attrae sempre più persone. Da tutto il mondo. Intervista a Valentino Di Lauro di Krap

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Puoi descrivere KRAP con una sola frase?
È uno spazio, non solo fisico, dedicato alle discipline del freestyle.
Il freestyle non è uno sport basato su uno stile specifico o su un regolamento, come ad esempio la ginnastica artistica, ma è un’attività fisica che si evolve secondo le capacità di ognuno. Krap è principalmente skateboard, bici e parkour in freestyle.

Sono attività fisiche ancora sconosciute alla maggior parte delle persone: qual è il commento più frequente che ricevete dal vostro pubblico?
“Sta ‘tento a non farte male”. Ma è il commento più sbagliato, soprattutto per il parkour, per il quale l’obiettivo è imparare a conoscere innanzitutto i propri limiti.

Quando è nata l’idea KRAP e qual è stato l’input che ti ha portato a creare un’associazione?
È nata nel 2008 quando il comune di Schio ci ha chiesto di “formalizzare” le nostre richieste di spazi e momenti appositi per le nostre attività di freestyle. Allora abbiamo deciso di dare vita ad un’associazione polisportiva.

Avete poi realizzato una vostra sede permanente, il krapannone. Ci racconti com’è andata?
Organizzavano corsi ed eventi in uno skatepark, ma era molto complicato chiedere ogni volta i permessi e sopratutto montare e smontare tutta l’attrezzatura, oppure, più semplicemente, fare attività all’aperto nei mesi invernali. Così nel 2009 abbiamo deciso di cercare uno spazio stabile dove allenarci. All’inizio abbiamo cercato degli sponsor, ma dopo molti tentativi ci siamo resi conto che come soluzione era più un miraggio che un’opzione concreta.
Così siamo partiti dai nostri risparmi: 5000 euro. Abbiamo affitato un capannone vuoto e abbiamo iniziato subito a proporre corsi. In quel periodo, oltre al fatto che il nostro era tutto volontariato, il rallentamento più forte veniva dalla burocrazia, che in molti casi per noi era prima di tutto un ostacolo mentale. Ma in tre persone ce l’abbiamo fatta. Un anno senza stipendio dove tutto il nostro tempo era dedicato a tenere corsi, costruirsi le strutture, mantenere in ordine il Krapannone. Tutte le entrate, provenienti solo dai privati che si pagavano il corso, erano investite nel futuro della nostra associazione.

Guardando i vostri contatti su Facebook si trovano molti nomi stranieri. Ci spieghi come vi muovete per fare conoscere la vostra realtà?
Negli anni precedenti e in quelli in cui abbiamo creato il Krapannone abbiamo viaggiato molto per partecipare ai festival dedicati al freestyle in tutta Europa. In questo modo abbiamo avuto moltissimi contatti con persone da Paesi diversi che ci hanno poi raggiunto nella nostra sede o negli eventi che organizziamo. Inoltre, visto che in Europa non ci sono molti festival o spazi come il Krapannone, che con i suoi 1200 mq è il più grande spazio dedicato al freestyle in Italia, e quando diffondiamo su Youtube e su internet i video di cosa facciamo la gente ci raggiunge.
Mi ha scritto una mail una mamma per portare suo figlio al Krapannone a metà agosto, vuole evitare che stia davanti alla tv tutto il tempo. Io le ho risposto che siamo chiusi, che può passare a settembre. Allora lei mi ha risposto “Peccato, volevamo venire in agosto per non restare qui in Qatar dove fa troppo caldo”.

Parlaci di Krap Invaders
Nel 2010 ci è venuta l’idea di invadere la città per entrare in contatto con la gente e mostrare cosa facciamo. È stato un successo e da allora ogni anno Krap Invaders richiama a Schio tantissime persone da tutta Europa.
Alla sua quarta edizione, Krap Invaders si svolgerà in tre giorni, il 26, 27 e 28 luglio. Diversamente dagli anni scorsi estenderemo anche ai “non esperti” le attività di freestyle. Ci saranno i momenti in cui si esibiranno gli atleti, ma ci saranno anche molte aree per i “non addetti ai lavori”. Infatti ogni giorno per un’ora faremo delle introduzioni al freestyle e poi per le ore successive i partecipanti avranno la possibilità di esercitarsi concretamente su strutture apposite.
Krap Invaders ospiterà più di 20 nazioni. Sarà un momento per fare freestyle ma anche per fare nuove amicizie.

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Elsa Garzaro

Intervista a cura di Elsa Garzaro

La vita è un bene comune, la sua qualità una scelta: comunicazione + azioni pratiche per l'ambiente e un futuro sostenibile

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