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Cristiano Famà / Vintage Vision

4 minuti 635 parole

Gira il mondo alla ricerca di occhiali vintage made in Italy e li rivende online. Intervista a Cristiano Famà, Vintage Vision

Parole: 649 | Tempo di lettura: 2 minuti

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Cristiano Famà, insieme al fratello Luigi, va in giro per il mondo alla ricerca di occhiali da vista e da sole rigorosamente vintage. Una ricerca che lo porta a contatto con molte persone e culture. Cristiano, messinese di nascita e globetrotter per lavoro, oggi vive a Barcellona e i progetti per la sua Vintage Vision sono tanti. Leggete l’intervista per scoprire qualcosa di più.

Cristiano, qual è il tuo lavoro?
Sono il fondatore, insieme a mio fratello Luigi, di Vintage-Vision. Ci occupiamo di commercializzare occhiali da sole e montature vintage. Occhiali prodotti negli anni 60, 70, 80 e 90, mai usati. I cosiddetti deadstock, di cui la maggior parte è Made in Italy.

Quando e perché hai deciso di lavorare nel fashion system?
Sia io che Luigi siamo sempre stati appassionati di occhiali da sole: ne abbiamo avuti a centinaia, di tutte le marche e modelli. Poi qualche anno fa, d’un tratto, siamo andati alla ricerca di stili nuovi e ci siamo innamorati degli occhiali vintage. Da lì è nata la passione per il vintage. Io vivevo da diversi anni fuori dall’Italia e creare Vintage Vision è stato un modo anche per evitare che la lontananza dalla Sicilia allentasse i rapporti con la famiglia.

Quale tipo di difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?
Sicuramente l’approvvigionamento è una questione che può essere difficile, specialmente se si punta sulla qualità, ma siamo riusciti a creare una cerchia di fornitori fidati; inoltre lavorare in due Paesi diversi permette di entrare in contatto con molti più partner. Un altro tipo di difficoltà è stato – e lo è tuttora – posizionarsi meglio della concorrenza, che online è spietata.

Che tipo di occhiali preferisci?
Personalmente preferisco tutti gli occhiali in materiale plastico, e vado pazzo per alcuni modelli in nylon che erano molto di moda negli anni ’80 e che furono poi il motivo del successo di alcune marche francesi.

Quale professionista ti ha ispirato di più nel tuo lavoro?
Sicuramente ciò che ci motiva è la passione per lo stile italiano, con la “s” maiuscola! Uno stile che è assolutamente riconoscibile e richiesto dai mercati stranieri, come quello di alcuni fashion designer come Armani. Ma lo stile o il Made in Italy si riflette anche tramite la ricerca nei materiali di produttori italiani come Luxottica o Safilo.

Che valore ha oggi il Made in Italy?
Per i mercati stranieri espressioni come Made in Italy e Italian style hanno un fascino particolare, soprattutto nella moda e nella scelta degli accessori – come gli occhiali. E noi cerchiamo in tutti i modi di mantenere le aspettative.

Che cosa ami particolarmente del tuo lavoro?
La ricerca degli stock è molto motivante: esaminare e scegliere ogni articolo, trovare piccole gemme di stile e design ma, soprattutto, amo il contatto quotidiano – anche se spesso solo via email – con clienti da tutto il mondo. Una volta una cliente comprò degli occhiali per il suo matrimonio vintage-style e ci mandò una foto di lei in abito da sposa con i nostri occhiali. Non nascondo che ci siamo commossi.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliano lavorare in questo campo?
Non devono mancare voglia di fare e creatività soprattutto. Il momento economico in cui viviamo ti porta ad eccellere solo se ci si mette forza di volontà e idee nuove.

Progetti per il futuro?
È in cantiere un progetto per la creazione di una marca di occhiali di legno Made in Sicily. Stiamo lavorando con alcuni artigiani bravissimi della nostra città natale, Messina, per realizzare questo piccolo, grande sogno, che speriamo possa creare anche qualche nuovo posto di lavoro. Nel frattempo – per rimanere nel campo – stiamo per lanciare un retailer di occhiali di legno per portare in Europa un trend che negli USA va forte.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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