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484. Natascia Pane / CoachMag

5 minuti 974 parole

Cos’è il talento? E’ la versione migliore che possiamo dare di noi stessi. Intervista a Natascia Pane, direttrice di CoachMag. Entra in contatto con Natascia

Parole: 920 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Torinese, vive tra la sua città natale, Milano e Bruxelles. Ambasciatrice di Pace e direttrice di CoachMag, rivista italiana sul coaching, Natascia Pane allena talenti. Le sue decisioni le prende da sola, meglio se contro il parere degli altri.

[pullquote]Il mio lavoro è allenare i talenti.[/pullquote]

Musica, letteratura, impresa, coaching. Da dove si comincia per raccontare CoachMag?
Direi che è un punto di arrivo di molte cose iniziate nel tempo e tra loro interrelate. Nasco come musicista (pianista e clavicembalista), e da questo ho colto il concetto di ascolto degli altri, delle loro sensazioni. Gli artisti danno il meglio di sé, sperimentano ansia da performance, paura del palcoscenico, senso del talento. Sono cose che ho vissuto sulla mia pelle e che ho successivamente trasferito al mondo dell’editoria.
Dopo la laurea in lettere e uno stage in una casa editrice, ho conosciuto le agenzie letterarie e ho scoperto che la relazione con gli scrittori era ciò che mi attirava di più. Artisti e scrittori vivono le stesse dinamiche, in fondo, e il mio ruolo è quello di sostenere questi artisti. Ecco perché l’agenzia letteraria che ho fondato si chiama Contrappunto. Importantissimo è stato poi l’incontro con la filosofia del linguaggio e la conseguente specializzazione in PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), da cui ho sviluppato l’attività di coaching.
Il mio lavoro è allenare i talenti. Ho proposto i primi corsi agli autori della mia agenzia letteraria: sono stati proprio loro a farmi vedere che avevo un mio metodo e che lo potevo estendere anche ad altri. Il talento non è solo artistico, è la versione migliore che possiamo dare di noi stessi.
CoachMag nasce nel 2010 e nell’ottobre 2013 l’allora direttrice mi propone di succederle. Ho quindi rilevato la testata con l’intento di trasformarla, con una nuova linea editoriale e degli obiettivi giornalistici più ampi.

Da testata online al cartaceo: in controtendenza?
Sì, come piace fare a me. CoachMag dal 2015 ha iniziato una nuova avventura, arrivando in edicola nella versione cartacea, dopo l’online. Fa parte del business plan, con una buona dose di incoscienza, naturalmente. Il business plan, per me, è lo strumento per tenere “fuori controllo” quello che faccio.
La rivista si apre a tutti quelli interessati alle tematiche del coaching e della crescita personale, sia da professionisti che da appassionati: qui possono trovare un punto di riferimento neutro, per potersi orientare. Vorrei che CoachMag fosse la fonte di ispirazione per molti, raccontando le storie di chi ce la fa e anche quelle di chi invece “perde”, perché fa parte dell’esperienza di ciascuno.

Sei anche Ambasciatrice di Pace. Cosa significa per te?
E’ un grandissimo riconoscimento che arriva dall’Università della Pace di Lugano, per il quale sono molto grata. Sono stata nominata nell’ottobre 2014, quando Universum Donna ha indicato 10 donne a livello internazionale. Sono stata eletta per la mia attività di sviluppo dei talenti. Questo titolo fa da benzina per altri progetti. Primo fra tutti, un mio sogno (forse un’utopia?) di costruire a Milano un polo di studio delle culture della crescita personale, uno spazio dove si trovino i testi delle discipline olistiche, della psicologia, di filosofia, del coaching e del counseling; dove si incontrino gli esperti di queste discipline per creare feconde contaminazioni. Se ogni disciplina viene indicata con un colore, l’obiettivo è che in futuro il riferimento sia il bianco (colore che contiene in sé tutti i colori), per una visione ampia ed inclusiva della conoscenza della crescita personale, in un superamento della settorialità specialistica.

[pullquote]…ci sono molte nuove aree da esplorare, c’è modo di inventarsi un lavoro, con volontà e coraggio.[/pullquote]

Come vedi il futuro?
Per quanto riguarda CoachMag, desidero che “cammini da sé”, diventando lo strumento utile che è destinato ad essere, ovvero una fonte diretta di notizie ed ispirazione, non tanto un luogo dove trovare risposte, ma uno strumento per far nascere delle nuove domande, in modo che ciascuno trovi le proprie soluzioni.
In generale vedo un po’ troppi trentenni poco disposti ad “uscire dalla loro zona di comfort”, e che non ce la fanno non per colpa della crisi ma perché aspettano che altri risolvano i problemi per loro. Vorrei che quelle che sono le eccezioni (giovani dinamici, che si rimboccano le maniche e danno il meglio di sé) diventassero la norma. Il futuro del lavoro per me sarà invece positivo, perché ci sono molte nuove aree da esplorare, c’è modo di inventarsi un lavoro, con volontà e coraggio. Questo spirito di imprenditorialità un po’ scarseggia in Italia, serve una bella scrollata per far capire che stare comodi non paga.

Fato o destino?
Homo faber fortunae suae” è anche il mio motto, ci credo moltissimo. Il destino si crea ogni giorno, non c’è nulla di predeterminato.

[pullquote]Se si sente di dover iniziare, si parte con quello che c’è.[/pullquote]

Hai una ricetta di business?
Per me sono entrati in gioco diversi fattori: una visione del futuro precisa, anche se controcorrente (quando ho tutti contro su una mia idea, sento che andrà bene); pensare sempre come individuo e non come la massa; scegliere dei grandi modelli e saper riconoscere quando questi modelli non lo sono più per noi. Non aspettare che ci siano i soldi per fare una cosa: il denaro è un risultato, non una premessa. Se si sente di dover iniziare, si parte con quello che c’è. Infine, ascoltare tutti ma decidere da sola.

A chi ti senti di dovere qualcosa per la tua realizzazione?
Dovessi dire un unico grande grazie, lo direi ad ogni momento buio che ho attraversato, quando pensi di non farcela con le tue forze, perché sono certa di aver dato il meglio di me proprio quando credevo di stare toccando il fondo.

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Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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