CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

485. Francesca De Lucchi / Divina Piadina

4 minuti 749 parole

Riscoprire il piacere di una tradizione culinaria e cambiare vita per amore della famiglia: gli ingredienti vincenti di una mompreneur. Intervista a Francesca De Lucchi, titolare di Divina Piadina. Entra in contatto con Francesca

Parole: 670 | Tempo di Lettura: 3 minuti

Divina Piadina_home-700

Lavorava come responsabile commerciale in un’azienda che la portava spesso fuori per lavoro e aveva ottime possibilità di carriera, Francesca, 38enne milanese laureata in Economia. La dedizione per la famiglia e il desiderio di auto imprenditorialità, però, hanno avuto la meglio e l’hanno spinta nel 2006 ad aprire una piadineria artigianale nel cuore di Milano, Divina Piadina, per avere più tempo da dedicare alla sua bimba Sofia e a suo marito.

Francesca, cosa ti ha spinto a lasciare un ottimo lavoro per aprire una piadineria?
Ho sempre desiderato una famiglia, dei figli, e avere tanto tempo da dedicare loro. E così ho deciso di lasciare un lavoro sicuro, che mi piaceva ma che mi portava sempre in viaggio, per aprire Divina Piadina. In questo modo posso seguire mia figlia in ogni momento e la porto sempre con me al lavoro. E oltretutto un lavoro manuale come questo, a stretto contatto coi clienti, mi soddisfa di più perché li vedo tornare contenti per condividere un momento conviviale. Rispetto a un lavoro dirigenziale, l’appagamento è più diretto e quotidiano.

Divina Piadina2-700

Come hai imparato a fare piadine?
Ho osservato un professionista che le faceva, quindi ho iniziato a sperimentare da sola, tra ingredienti e impastatrice, e ho provato e riprovato finché in qualche mese non ho trovato la mia ricetta segretissima e speciale.

Divina Piadina3-700

Come ti sei mossa a livello di investimenti?
Ho chiesto credito alle banche per una cifra di circa 70mila euro.

Quali sono le difficoltà che incontri?
La piadineria ha molta concorrenza, io punto sulla qualità, con oltre 40 ingredienti e una proposta del giorno sempre diversa. Certo, oggi il mercato è saturo e l’accesso al credito impossibile, bisogna avere idee nuove e diverse. Ho assunto un dipendente fisso e l’attività è apprezzata, infatti Vivimilano mi ha assegnato la palma d’oro segnalandomi tra le migliori piadinerie di Milano.

Divina Piadina6-700

[pullquote]Essere imprenditrice mi consente di gestire un po’ più liberamente il mio tempo…[/pullquote]

In che modo nel concreto l’attività imprenditoriale ti permette una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia?
Essere imprenditrice mi consente di gestire un po’ più liberamente il mio tempo, organizzo la giornata in funzione degli impegni di lavoro e di quelli della mia famiglia (qualche volta riesco anche a trovare del tempo per me). La mia è un’attività di ristorazione e, pur seguendo le esigenze del mercato, sono riuscita a pianificare degli orari di lavoro che mi permettono di trascorrere del tempo con mia figlia Sofia: il mio lavoro si concentra nelle fasce orarie del pranzo e della cena, perciò il pomeriggio posso stare con lei. Il mio è un ambiente di lavoro dove posso portare anche mia figlia, ecco che infatti spesso la sera è lì con me. La cosa le fa molto piacere e ho riscontrato che partecipare alla mia vita professionale l’ha fatta crescere molto, capisce i miei sacrifici e ama il lavoro che faccio, mi dice sempre che da grande farà la chef.
Qualche volta mi vuole aiutare, mi aiuta ad apparecchiare i tavoli, viene con me a prendere gli ordini ai clienti, tutti la adorano, per lei è un gioco speciale che la fa sentire grande. Il mio lavoro mi dà enormi soddisfazioni perché adoro cucinare e gestire un bistrot è un sogno realizzato e condiviso con mio marito, che è sempre con me.

[pullquote]…ci deve essere una predisposizione umana caratteriale e motivazionale. Non si diventa imprenditori per caso.[/pullquote]

Consiglieresti la tua scelta ad altre mamme lavoratrici, compreso il lasciare una carriera sicura?
Non esiste una risposta univoca. La vita da dipendente ha i suoi pro ma in questi anni anche i suoi contro. Lo stimolo al cambiamento dev’essere frutto di un insieme di fattori. La mia scelta è stata sofferta in quanto i fattori incerti erano molti. Di base comunque ci deve essere una predisposizione umana caratteriale e motivazionale. Non si diventa imprenditori per caso. Credo che quando hai un sogno sia giusto provarci, rischiare, mettersi in gioco per una propria soddisfazione. Tra l’altro sorge la domanda: negli ultimi tempi esistono ancora le carriere sicure? In ogni caso per una mamma è difficile fare carriera e crescere i figli personalmente, si può certamente fare carriera ed avere una famiglia ma devi sacrificare molto di quest’ultima.

Divina Piadina5-700
(Foto di Stefano Banfi, Lorenzo Caimi, Riccardo Schiavo)

Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

Lascia un commento