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Federica Palleschi

3 minuti 600 parole

Disegna, cuce, confeziona abiti da sposa. E poi li dipinge a mano. Intervista a Federica Palleschi

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Federica Palleschi, dopo gli studi e la formazione accademica in moda e design, decide di aprire il suo atelier, dove crea abiti da sposa che sono frutto di una lavorazione artigianale impeccabile, ricchi di dettagli sartoriali. Sono originali, realizzati con tessuti preziosi e decorati con disegni a mano eseguiti da Federica.

Federica, qual è il tuo lavoro?
Il mio lavoro? Sarebbe riduttivo dire che creo abiti da sposa. Tecnicamente sono una bridal designer, in realtà il mio ruolo consiste letteralmente nel tessere i sogni delle mie spose, plasmarli e renderli veri, reali, vivi.

Quando è nata la tua passione per gli abiti da sposa?
È una passione che ho da sempre, anche da bambina realizzavo capi per le mie bambole. Nel corso dei miei studi di moda e costume, ho avuto esperienze in diversi ambiti: nel prêt-à-porter, nel mondo calzaturiero, nella pelletteria anche per nomi molto importanti come Alberta Ferretti, ed ovviamente nella sposa. Quando poi mi sono fermata un attimo a riflettere sul mio futuro, ho capito che la mia strada non poteva essere che questa, ed ho deciso di creare la mia linea; le mie certezze si sono rafforzate nel momento in cui per la prima volta una sposa è andata all’altare con una mia creazione. È stata un’emozione fortissima, che si ripete ogni volta che una donna mi dà la possibilità di accompagnarla fino al giorno più importante della sua vita.

Quanto tempo serve per realizzare un abito su misura?
Un abito su misura richiede molte ore di lavoro, per ogni capo impiego almeno un mese, ma varia da modello a modello, dal tipo di ricamo ed ovviamente dal dipinto.
Noto nelle mie spose molta attenzione perché non possono permettersi di fare errori. Le spose di oggi sono molto informate ed esigenti, ma questo per me è solo un vantaggio perché lavoro con i migliori materiali presenti sul mercato ed il fatto che si rendano conto del valore effettivo dell’abito, mi aiuta a guadagnare la loro piena fiducia.

In che cosa ti distingui da altri atelier? Qual è la tua caratteristica
L’unicità. Dal mio atelier non esce mai un abito da sposa uguale all’altro, perché ogni ricamo, ogni dipinto, ogni colore ed ogni modello è studiato solo ed esclusivamente per quella ragazza. Utilizzo soltanto sete purissime, pizzi francesi, ma il mio fiore all’occhiello sono i ricami ed i dipinti che eseguo personalmente a mano sugli abiti, come fossero quadri. Tutto questo rende riconoscibile il mio stile ed unica la mia sposa.
Sono sempre alla ricerca di materiali innovativi, posso trovare ispirazione in un fiore, in un libro di texture giapponesi o semplicemente dal desiderio di creare un diverso tipo di ricamo.
Per esempio ho realizzato un abito completamente dipinto a mano, con dei tralci di rose rosse che partivano dal corpino e terminavano sulla lunga coda a sirena.

Vera Wang ha detto: “L’abito da sposa non è un travestimento”, sei d’accordo?
Sono d’accordo. Per quanto particolare possa essere il suo abito, la sposa deve studiare insieme alla stilista un’armonia di linee e volumi che sia in equilibrio con la sua fisicità, il suo carattere e cercare di rispettare alcuni canoni di eleganza. Che l’abito sia corto, colorato, ampio o stretto, non ha importanza, l’unica regola è quella di non stravolgersi e non esagerare con gli sfarzi.
Le mie spose hanno tutte una forte personalità, sono anticonformiste e non vogliono imitare qualcuno scegliendo un abito simile ad uno già visto, anzi, scelgono il mio stile perché riflette il loro carattere.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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